Una startup italiana potrebbe cambiare il modo in cui le abitazioni producono calore. Si chiama Prometheus ed il suo obiettivo dichiarato è quello di portare entro il 2029 nelle abitazioni italiane una caldaia a energia nucleare, ma senza barre di combustibile e soprattutto senza scorie radioattive.
Obiettivo, nucleare pulito e sicuro con le LENR
Prometheus, nata nel 2021 nell’innovation district del Kilometro Rosso di Bergamo con il sostegno di Ground Control Holding — veicolo d’investimento delle famiglie Bombassei e Borromeo — ha sottoscritto un accordo di programma con ENEA per condividere competenze e strutture nel campo del nucleare leggero. In modo particolare sulle LENR (Low Energy Nuclear Reactions). Si tratta di reazioni che avvengono a basse energie, senza necessità di combustibili radioattivi e senza le alte temperature dei reattori tradizionali.
Il campo è oggetto di dibattito scientifico da oltre trent’anni — per lungo tempo etichettato come “fusione fredda” dopo i controversi esperimenti di Pons e Fleischmann del 1989 — e negli ultimi anni ha attirato finanziamenti istituzionali in Giappone, negli Stati Uniti (con fondi ARPA-E) e in Europa. C’è però ancora un grosso “ma“: la comunità scientifica non dispone ancora di un modello condiviso che spieghi come reazioni nucleari possano produrre calore in eccesso senza i segnali tipici (neutroni, raggi gamma) previsti dalla fisica standard.
Il progetto Prometheus per la caldaia nucleare
Il processo e il dispositivo (denominato “UM”) metto a punto dalla startup non utilizza materiali fissili radioattivi, non produce scorie a lunga vita e si arresta automaticamente in assenza di alimentazione elettrica — un profilo di sicurezza radicalmente diverso da quello dei reattori convenzionali. La tecnologia è attualmente classificata a livello TRL 4 (validazione in laboratorio), con obiettivo TRL 6.
Nell’ottobre 2025 la società austriaca AVL, specializzata in testing e misurazione avanzata, ha certificato per Prometheus ripetibilità, riproducibilità e scalabilità della reazione — il trittico che nel linguaggio ingegneristico segna il confine tra esperimento e tecnologia industrializzabile.
Successivamente è stato formalizzato l’accordo di programma con ENEA. La partnership, che rientra nel quadro della strategia italiana sul nucleare sostenibile, consente a Prometheus di accedere alle strutture e alle competenze dell’agenzia per accelerare il percorso verso la fase preindustriale. A Bruxelles, davanti al Consiglio economico e sociale europeo, Prometheus è stata l’unica impresa privata audita nell’ambito del dibattito sull’autonomia energetica.
La roadmap e le applicazioni
Secondo l’amministratore delegato Fabrizio Petrucci, le tecnologie Prometheus per la produzione di calore sono già pronte per la fase preindustriale. La roadmap prevede caldaie domestiche entro il 2029 e applicazioni dual-use per la propulsione di mezzi civili e militari entro il 2031. Su quest’ultimo fronte è già stato aperto un tavolo con il Ministero della Difesa.
Il modello di business punta alla concessione di licenze ai produttori industriali del settore del riscaldamento e della nautica, seguendo una logica simile all’«Intel Inside» applicata all’energia.
Il quadro presente e futuro degli incentivi
La domanda che interessa famiglie e imprese è se e quando la tecnologia LENR potrà essere agevolata in Italia.
La delega al Governo sul nucleare sostenibile approvata dal Consiglio dei Ministri include esplicitamente le tecnologie nucleari innovative, potenzialmente rilevante anche per le LENR. Se il dispositivo UM raggiungerà la commercializzazione come sistema di riscaldamento per edifici, potrebbe rientrare nell’ambito del Conto Termico in una versione futura, o accedere agli incentivi per la sostituzione degli impianti termici.
Oggi, in fase di ricerca e sviluppo, le imprese che collaborano al progetto possono già beneficiare del credito d’imposta per R&D. Il percorso è lungo ma il quadro normativo, per la prima volta, si sta attrezzando per accoglierlo.