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Cassa Integrazione INPS: domanda unificata per tutte le tipologie

di Redazione PMI.it

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Bonus e Cassa Integrazione: nella Relazione INPS i dati su sussidi e ammortizzatori Covid, con le criticità emerse in termini di reddito e tutele.
A breve verrà attivata la nuova piattaforma per l’accesso unico alla CIG che consente una domanda unificata di cassa per tutte le tipologie esistenti.

E’ quanto si legge nella Relazione Annuale del Presidente dell’INPS di accompagnamento al XX Rapporto dell’Istituto, nel capitolo dedicato alla Cassa Integrazione Guadagni, che per prima cosa effettua una ricognizione degli ammortizzatori sociali utilizzati nel 2020 come di strumenti sostegno al reddito per fronteggiare l’emergenza Covid.

Ammortizzatori sociali

Il ricorso alla CIG è stato massiccio, passando da 1,4 nel 2019 a 18,7 miliardi nel 2020, interessando una platea di 6,7 milioni di lavoratori beneficiari, con un valore medio pro capite della prestazione pari a 2.788 euro. I dipendenti in cassa a zero ore, inizialmente pari alla metà nel primo lock-down (45% in aprile 2020) sono scesi al 7% (febbraio 2021). Il 43% delle imprese nel 2020 non ha mai usufruito di CIG, il 18% solo nel primo lockdown, il 17% entro l’anno, mentre il 22% continua a  ricorrervi.

L’erogazione degli ammortizzatori sociali, gestita quasi per intero dall’INPS, ha visto nel corso dei mesi una evoluzione dei processi finalizzati alla velocizzazione delle autorizzazioni e dei pagamenti. Ora, si attende la nuova piattaforma unica per l’accesso alla CIG con domanda unificata per tutte le tipologie di cassa esistenti. Il fiorire di casuali ad hoc per il Covid ha reso infatti necessaria una riflessione globale sulla materia, che sfocerà a fine luglio con la riforma degli ammortizzatori sociali, su cui sta lavorando il Ministro Andrea Orlando. Di pari passo, si lavora alle semplificazione dell’iter e degli oneri a carico dei datori di lavoro, anche in ottica PNRR.

Bonus Covid

Tornando alla Relazione, dalle analisi INPS è emersa come il ricorso massiccio alla CIGD abbia di fatto svuotato le tasche di molti italiani: senza sostegni al reddito, l’imponibile contributivo mediano per i lavoratori coinvolti sarebbe diminuito del 60%, con la GIG, la perdita di reddito è stata del 33%. Sono però rimasti fuori in tanti. La CIG non copre automaticamente molte categorie di soggetti – A questo scopo è stata istituita l’ISCRO, al via dal primo luglio – e di fatto si è registrato un tasso di disuguaglianza del 55% (che senza ammortizzatori sarebbe schizzata al 93%). L’intervento pubblico, almeno in fase iniziale, non è invece stato particolarmente selettivo.