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PNRR: gli investimenti 4.0 che guideranno la ripresa

di Redazione PMI.it

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Industria 4.0 tra i cardini del PNRR, driver della ripresa post Covid-19: come far decollare la produzione in linea con gli obiettivi del Recovery Plan

La transizione digitale è uno degli obiettivi centrali del Recovery Plan nazionale, il cosiddetto PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché capace di dare una risposta efficace alla crisi generata dall’emergenza Covid-19 e una spinta competitiva importante. L’incertezza scaturita dalla pandemia ha reso fin troppo evidente quanto la ripartenza della produzione industriale italiana non possa prescindere da innovazioni tecnologiche e digitali, necessarie per garantire produttività e business continuity in quasi ogni situazione.

=> Recovery Plan: Bonus Fibra e Piano Transizione 4.0

PNRR – Missione 1

Proprio alla transizione digitale l’UE ha imposto che i Recovery Plan dei singoli Paesi vi destinassero almeno il 20% della spesa complessiva e il PNRR italiano ha riservato all’obiettivo di contrastare l’arretratezza digitale del nostro Paese per recuperare il gap di produttività circa 50 miliardi di euro del Next Generation EU. In particolare è la Missione 1 del Piano, che ammonta complessivamente a 235,12 miliardi di euro, denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, a concentrarsi su questo aspetto con tre componenti il cui obiettivi sono la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel sistema produttivo, investendo peraltro in due settori strategici per l’Italia quali turismo e cultura. Tra i punti chiave della Missione 1 c’è anche figura il Piano Transizione 4.0. Vediamo, secondo un approfondimento di Andrea Cumin, Presales Manager di OverIT, quali saranno i vantaggi derivanti da un’adozione più diffusa nel settore industriale di tecnologie all’avanguardia quali: Artificial Intelligence (AI), Realtà Aumentata (AR), Industrial Internet of Things (IoT) e Big Data Analytics. Tecnologie che, secondo il manager, saranno quelle che avranno maggiore impatto per queste aziende, rivoluzionandone il posizionamento sul mercato.

Artificial Intelligence

Tra i sistemi che maggiormente impatteranno sull’efficienza dell’industria vi sono quelli legati all’ottimizzazione e al Field Service Management, che, attraverso strumenti di collaborazione remota combinati con Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale, aumentano esponenzialmente l’efficacia delle operazioni, spiega Cumin: «per rivoluzionare i processi on site di un’azienda, il moderno Field Service Management deve orientarsi a risolvere le criticità che i lavoratori in prima linea devono fronteggiare ogni giorno, fornendo loro il migliore supporto digitale per poter portare a termine le proprie attività. Questo passa attraverso l’introduzione di strumenti che ne automatizzano l’operatività, sia per quanto riguarda la fase di schedulazione e ottimizzazione, sia durante l’esecuzione vera e propria degli interventi, grazie all’introduzione di funzionalità innovative per la raccolta dati e la consuntivazione».

L’introduzione dell’AI gioca un ruolo cruciale per supportare la creazione dei task e la distribuzione dei carichi di lavoro, nonché per migliorare la fase di pianificazione, riducendone tempi e margine di errore, indipendentemente dall’uso di strumenti per la schedulazione manuale o automatica, stand alone o integrati ad altri ERP aziendali. L’AI consente inoltre, con l’applicazione di algoritmi dedicati sullo storico delle attività eseguite, di effettuare previsioni accurate, individuando per tempo eventuali criticità prima che queste si verifichino concretamente.

L’automatizzazione delle procedure va ad incidere positivamente anche sulla produttività dei tecnici, implementando «suggerimenti proattivi per individuare automaticamente asset, proporre procedure da eseguire o componenti da ordinare, oltre che raccogliere automaticamente informazioni sul campo o semplificare la consuntivazione, con notevole risparmio di tempo. Alla stessa maniera, la registrazione degli interventi e la taggatura automatica dei contenuti, consente di aumentare la trasparenza di quanto viene effettuato, oltre ad alimentare un database di conoscenza condivisa utilizzabile da altri colleghi o per la formazione del personale».

Mobilità e collaborazione assistite e “aumentate”

Insieme all’AI, l’AR (Realtà Aumentata) è l’altra tecnologia che sta rivoluzionando il mondo d lavorare, abilitando una serie di funzionalità per la visualizzazione delle informazioni operative sul punto di vista degli operatori, che sono così in grado di lavorare in modalità hands free, con notevoli miglioramenti anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro.

«L’accesso stesso alle informazioni, grazie all’introduzione di dispositivi a comando vocale, ha reso l’esperienza utente sempre più personalizzata, consentendo di avere “sotto mano” tutto il necessario per espletare una determinata attività – spiega Cumin – come: istruzioni in AR sul punto di vista dell’operatore, procedure guidate passo-passo, dati in tempo reale degli equipment, documentazione tecnica, video tutorial e, in generale, un accesso semplice e rapido al database della conoscenza condivisa dall’azienda».

Fondamentale nel miglioramento del rapporto con i clienti è l’introduzione di strumenti di collaborazione virtuale. Si pensi semplicemente alla possibilità di collegarsi in tempo reale con un esperto in remoto e alla possibilità di condividere con questo il punto di vista del proprio dispositivo che consente di azzerare distanze e tempi di spostamento, portando l’esperienza utente su un altro livello. Le sessioni operative possono inoltre essere registrare, per certificare l’avvenuto intervento e per fornire ai colleghi meno esperti l’inerente materiale formativo.

Industrial Internet of Things

Nel mondo industriale una grande rivoluzione è arrivata con l’Internet of Things (IoT): la moderna sensoristica consente di raccogliere grosse moli di dati da macchinari e asset tecnici, per tracciarne il comportamento in diretta e valutarne le prestazioni nel tempo. Le macchine possono inviare in autonomia richieste, allarmi e notifiche a una sala di controllo, consentendo al personale tecnico di effettuarne la diagnostica anche a grande distanza, risparmiando così tempi e costi di trasferta e aumentando la possibilità di risolvere eventuali malfunzionamenti al primo intervento. Oltre alla gestione delle “emergenze” l’IoT consente di pianificare in modo più efficiente e predittivo interventi di manutenzione e l’assortimento dei ricambi, sulla base delle analisi storiche, anticipando l’usura delle parti ed eventuali problematiche che potrebbero causare fermi macchina e relativi disagi legati a tempi morti e profitti persi.

L‘integrazione di tecnologie avanzate come IoT, AR e AI consente di fornire agli operatori dei suggerimenti “smart” direttamente sul dispositivo mobile o sul visore di AR in uso, fornendo informazioni critiche addizionali per valutare le modalità di intervento.

Big data e strumenti di analisi

In tutto ciò giocano un ruolo chiave i Big Data, ovvero tutta la mole di informazioni prodotta dai moderni strumenti digitali che le aziende devono gestire e analizzare in modo efficace per ottimizzare i processi di business. «In un ecosistema completo, in cui i software di Field Service dialogano anche con gli svariati sistemi enterprise di un’azienda, la raccolta e condivisione delle informazioni dal campo è integrata con flussi di dati provenienti da altre fonti. I moderni strumenti per l’analisi di queste grandi quantità di dati sono di fondamentale importanza per gestire al meglio l’ottimizzazione e l’automazione dei processi di FSM, due fasi in cui la qualità del dato diventa centrale per il successo. Questa centralizzazione consente di spostare il baricentro delle operazioni da un modello di tipo reattivo, in cui si agisce al verificarsi di un evento, a un modello proattivo, dove le attività svolte dalle risorse vengono schedulate e ottimizzate in un’ottica di manutenzione predittiva, migliorando di conseguenza efficienza e customer satisfaction», conclude il Manager di OverIT.