Al via le consultazioni, attesa sui Ministri del Governo Draghi

di Redazione PMI.it

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Partono le consultazioni per il Governo Draghi: collaborazione da Conte, prime aperture dal Movimento 5 Stelle, distanza con Lega e Fratelli d'Italia.

Le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi iniziano in un clima che vede le forze politiche dare le prime risposte, con un interrogativo di fondo: sarà un Governo tecnico o politico? Tradotto: Draghi formerà un squadra di ministri esperti o di esponenti di maggioranza? In questo quadro, si inserisce un messaggio del presidente uscente, Giuseppe Conte, che ha sottolineato il proprio impegno a collaborare per la formazione del nuovo esecutivo. Vediamo tutto.

Le consultazioni con le forze politiche sono iniziate nel primo pomeriggio di giovedì 4 febbraio presso la Camera dei Deputati, destinate a concludersi nella mattinata di sabato 6 febbraio. Nel frattempo, come prevedibile, il dibattito politico è intenso. In base alle dichiarazioni e anticipazioni, anche in seguito ai molteplici vertici politici di questi giorni, la situazione di partenza è la seguente: dichiarano il proprio appoggio al Governo Pd, Italia Viva, Liberi e Uguali e Forza Italia.

Particolarmente acceso il dibattito all’interno del Movimento 5 Stelle, che dopo una prima reazione negativa vede emergere posizioni più concilianti. Luigi Di Maio, ministro degli Esteri uscente, sottolinea l’esigenza di «partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno». In nome del senso di responsabilità e del rispetto istituzionale che devono caratterizzare l’operato della «prima forza politica in Parlamento», Di Maio mostra quindi un’apertura nei confronti di Draghi.

La posizione del M5S resta però interlocutoria, perché all’interno del Movimento si registra una molteplicità di posizioni. E’ in questo contesto che si inserisce la dichiarazione che il premier uscente, Giuseppe Conte, ha spontaneamente rilasciato alla stampa, parlando dall’esterno di Palazzo Chigi. Una scelta emblematica, sottolineata da molti, che sembra rappresentare la fase di passaggio delle consegne e che rimanda anche a un significato politico. Conte è partito in modo molto istituzionale, ringraziando in particolare il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, «prezioso interlocutore» in questi anni sia sul fronte dei rapporti istituzionali sia su quello dei rapporti personali. Ha quindi riferito che il colloquio avuto ieri con il presidente incaricato, Mario Draghi, è stato «lungo, molto aperto», ed è terminato con gli auguri di buon lavoro.

Qui c’è il passaggio più politico: Conte ha negato le voci che lo indicano come un possibile ostacolo sulla strada della formazione del nuovo Governo. «Io ho sempre lavorato e continuerò a lavorare per il bene del Paese, perché si possa formare un nuovo governo» che risolva le urgenze sul piano sanitario, economico, sociale. E ha sottolineato: «auspico un governo politico, solido e con sufficiente coesione per poter operare scelte politiche, perché le urgenze del paese richiedono scelte politiche. non affidate a squadre di tecnici».

Si tratta, al momento, di uno dei punti fondamentali intorno ai quali si sviluppa il dibattito. Il messaggio “politico” di Conte va oltre, perché il premier uscente si rivolge specificamente a Movimento 5 Stelle , Pd e Leu, formazioni che hanno sostenuto il precedente esecutivo, chiedendo di «continuare a lavorare tutti insieme» per portare avanti il progetto politico intrapreso. Dunque, un appello alla maggioranza che lo ha sostenuto per aderire al Governo Draghi.

Infine, il centro destra. Come detto, Forza Italia è favorevole al Governo Draghi. Diversa invece la posizione di Lega e Fratelli D’Italia, che prendono le distanze pur continuando a non escludere l’ipotesi dell’astensione.

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