Governo, prove di maggioranza a Montecitorio

di Redazione PMI.it

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Partiti di maggioranza verso l'accordo per il nuovo Governo, il 2 febbraio Fico riferisce a Mattarella sul mandato esplorativo, possibile il Conte ter.

Prima un giro di consultazioni con tutti i leader della possibile maggioranza che sosterrà il nuovo Governo da formare, poi un tavolo per decidere i punti programmatici intorno ai quali si dovrà riconoscere la sua azione politica (di fatto, smbrano esserci le premesse per il Conte ter). Così il presidente della Camera, Roberto Fico, ha organizzato e portato avanti il mandato esplorativo che il Capo dello Stato gli ha assegnato per verificare se ci sono le condizioni politiche per formare un nuovo esecutivo, dopo la crisi che ha portato alle dimissioni del premier, Giuseppe Conte.

=> Governo: incarico esplorativo a Fico, c'è maggioranza politica

La tabella di marcia

  • Nel fine settimana Fico ha incontrato i gruppi parlamentari di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Liberi e Uguali, Europeisti – Maie, gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) e i componenti dei gruppi misti di Camera e Senato che fanno riferimento alla maggioranza.
Dagli incontri con le forze politiche è emersa la disponibilità comune a procedere su un confronto sui temi e punti programmatici per raggiungere una sintesi.
  • Lunedì primo febbraio, dunque, a Montecitorio un tavolo di lavoro con tutte le forze politiche sopra citate, per trovare un accordo di Governo su specifici punti del programma.
  • Martedì 2 febbraio, pertanto, Fico sale al Quirinale per ferire al Capo dello Stato il risultato del mandato esplorativo. In particolare, fornendo il riscontro sulle condizioni per formare un Governo sostenuto dalla stessa maggioranza di quello dimissionario.

Conte ter o nuovo premier

Dalle dichiarazioni dei vari partiti, le posizioni sembrano simili a quelle espresse dopo le consultazione al Quirinale. Sono caduti i veti incrociati fra M5S, Pd e Italia Viva, tutte le forze in campo si dichiarano disponibili a formare una nuova maggioranza politica. Continua ad emergere un’indicazione, soprattutto da parte di M5S e Pd, per un Conte ter, ma il nodo del premier resta sostanzialmente uno di quelli che vanno ancora sciolti.

In pratica, la maggioranza politica, analoga a quella precedente, potrebbe essere chiamata a sostenere un nuovo Governo guidato dallo stesso Giuseppe Conte, oppure un esecutivo con un nuovo presidente del Consiglio. Anche nell’ipotesi di un Conte ter ci sarebbero comunque novità (cambierebbero i ministri).

Nel caso di un nuovo premier le ipotesi sono diverse ma unite da un filo conduttore: bisognerebbe trovare una personalità di profilo istituzionale, una sorta di outsider rispetto alle dirigenze dei vari partiti, che garantisca il difficile equilibrio politico trovato, e che lo rappresenti. Fra i nomi che circolano: l’economista Carlo Cottarelli, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, la ministra dell’interno Luciana Lamorgese.

La parola a Mattarella

In ogni caso, sono tutte ipotesi. L’unica certezza è che Fico martedì 2 febbraio riferisce a Mattarella il risultato delle consultazioni esplorative e il capo dello Stato a quel punto decide se e a chi dare il mandato per formare il nuovo Governo.

La crisi di Governo, lo ricordiamo, si è aperta il 13 gennaio con Italia Viva che ha ritirato i suoi rappresentanti dal Governo (le due ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, rispettivamente titolari dell’Agricoltura e della Famiglia, e il sottosegretario Ivan Scalfarotto). Poi è proseguita con un passaggio parlamentare che ha visto il premier ottenere la fiducia con maggioranza assoluta alla Camera ma solo relativa al Senato. Quindi, le dimissioni di Conte (il 26 gennaio), le consultazioni del Capo dello Stato dal 27 al 29 gennaio, terminate con l’incarico esplorativo a Fico. Motivato dalla «prospettiva di una maggioranza politica, composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente». Questo il perimetro del mandato esplorativo all’interno del quale si muove il presidente della Camera, che ha quindi limitato il giro di consultazioni alle forze che sostenevano la precedente maggioranza di Governo.

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