Le prossime sfide di Governo dopo la crisi: Ristori e Recovery Plan

di Redazione PMI.it

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Vertice di maggioranza, passaggio in Quirinale, dibattito alle Camere sul Ristori 5, consensi sul Recovery Plan: i prossimi step di Governo dopo la crisi.

Dopo il passaggio parlamentare sulla fiducia, il Governo torna al lavoro con l’obiettivo di «rendere ancor più solida questa maggioranza» e superare «l’emergenza sanitaria e la crisi economica», dando «priorità a Piano Vaccini, Recovery Plan e DL Ristori». Questa la dichiarazione programmatica del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha incassato una maggioranza (solo relativa) al Senato.

Oltre che sulla gestione della crisi Covid, il dibattito resta concentrato sulla questione politica: il Governo ha incassato la fiducia di entrambe le Camere ma, se a Montecitorio può contare sulla maggioranza assoluta dei deputati, al Senato i numeri rendono la situazione più complessa da gestire. Il voto di martedì 19 gennaio mostra una maggioranza solo relativa, che rischia di indebolire l’azione di Governo.

La giornata di mercoledì 20 gennaio vede un vertice di maggioranza per fare il punto sulla situazione e (prevedibilmente) un nuovo incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riferire il risultato del dibattito parlamentare. Ultimo passaggio formale di una crisi rientrata, ma che lascia aperto un problema politico di tenuta del Governo.

Nel frattempo, l’esecutivo prosegue nella sua azione: il prossimo provvedimento atteso è il decreto Ristori 5, che conterrà nuovi ammortizzatori sociali, bonus e contributi e fondo perduto per le categorie economiche colpite dalla crisi Covid. E un nuovo provvedimento di pace fiscale, con rottamazione e saldo e stralcio.

L’esecutivo ha già approvato la Relazione da presentare alle Camere, che chiede uno scostamento di bilancio da 32 miliardi per finanziare il provvedimento. Entrambi i rami del Parlamento hanno in calendario il 20 gennaio il dibattito su questo punto. Dopo che Camera e Senato avranno votato lo scostamento di Bilancio, il Governo approverà il decreto.

Prosegue anche il lavoro sul Recovery Plan, che è già stato approvato dal consiglio dei ministri e ora viene sottoposto al Parlamento, agli enti locali e alle parti sociali. Tecnicamente, il PNRR non ha bisogno di approvazione parlamentare, quindi il Governo da una parte ha margini autonomi di Manovra, dall’altra l’esigenza di raccogliere il più ampio consenso possibile su un progetto che getta le basi per la ripresa dal Coronavirus, utilizzando 209 miliardi di risorse UE a cui, in base all’attuale stesura, si aggiungono altri fondi europei portando il totale intorno ai 222 miliardi.