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Stati generali: il Piano di Governo per il rilancio

di Barbara Weisz

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Dal Governo un Piano di Rilancio basato su innovazione, green e inclusione, nuovi paradigmi per imprese e lavoro.

Alcuni punti facevano già parte integrante del programma di Governo (digitalizzazione, sostenibilità ambientale), altri che sono emersi come priorità in seguito alla pandemia Coronavirus: fanno parte del Piano per il Rilancio dell’Italia presentato all’Europa e alle istituzioni economiche internazionali da premer Giuseppe Conte, nell’ambito degli Stati generali di Villa Pamphili avviati sabato 13 giugno, dopo aver raccolto nei giorni scorsi il contributo della task force dedicata, guidata da Vittorio Colao.

Progetto Rilancio

Il piano si articola intorno a tre grandi pilastri: modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale, territoriale e di genere.

  • Modernizzazione: Pubblica Amministrazione più efficiente e più digitalizzata e tecnologie digitali per migliorare la vita di tutti i giorni, incrementare la produttività e l’innovazione.
  • Transizione ecologica: ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, migliorare l’efficienza energetica dell’economia e la qualità dell’aria nei centri urbani, ripulire le acque interne e marine; nell’ambito di questo capitolo il capo del Governo inserisce anche quel che chiama «investimento nella bellezza del Paese», un richiamo importante per il turismo.
  • Inclusione: ridurre le disuguaglianze e le povertà, migliorare l’istruzione, contrastare la dispersione educativa, diffondere la conoscenza degli strumenti digitali, ottenere una qualità migliore della vita nei centri urbani e nelle periferie, ridurre il gap infrastrutturale fra Nord e Sud, incrementare la partecipazione femminile al mercato del lavoro, pari opportunità a livello sociale e di genere. Particolarmente necessario, il rafforzamento della sanità.

Nell’ambito di questi tre pilastri sono individuate nove aree più specifiche d’intervento: digitalizzazione del Paese, infrastrutture, sostenibilità ambientale, imprese e lavoro, sostegno alle filiere produttive, riforma pubblica amministrazione, formazione e ricerca, sanità e inclusione, riforme giuridiche.

All’interno di queste direttrici, vengono previste linee d’indirizzo e progetti specifici. In alcuni casi, si tratta del potenziamento di misure e transizioni già in atto (Industria 4.0, infrastrutture digitali, transizione energetica, digitalizzazione della PA) ma ci sono anche nuovi paradigmi o accelerazioni.

Esempi: sul fronte ecosostenibilità, la creazione di un marchio Italia Sostenibile (Made Green in Italy), trasporti pubblici più green, progetto Italia in bici. Per quanto riguarda il sostegno alle filiere produttive, particolare attenzione al turismo, anche attraverso interventi di riqualificazione o con il piano Agriturimo 4.0.

Il capitolo imprese e lavoro è particolarmente corposo. Al fianco del potenziamento di strategie già in atto (transizione 4.0, rafforzamento delle imprese attraverso patrimonializzazione e aggregazione), ci sono interventi evidentemente pensati per il post Covid: nuovi ammortizzatori sociali, interventi sugli attuali strumenti (contratti, welfare) e potenziamento di nuovi paradigmi emersi in questi ultimi mesi, ovvero smart working, sicurezza sul lavoro, responsabilità sociale d’impresa.

Stati generali

La prima giornata di lavori ha visto gli interventi di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE, David Sassoli, presidente del parlamento UE, Paolo Gentiloni, commissario europeo al’Economia, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, Ignazio Visco, governatore Banca d’Italia, Ángel Gurría, segretario generale OCSE, Kristalina Georgieva, direttrice operativa FMI (fondo monetario internazionale), e rappresentanti del mondo accademico internazionale nel corso del panel dedicato alle sfide post Covid.

La seconda è in gran parte dedicata al mondo delle imprese e del lavoro, con Vittorio Colao che ha illustrato le proposte messe a punto dagli esperti della task force governative (in parte confluite nel Piano per il Rilancio del Governo) e spazio ai rappresentanti del mondo sindacale e delle istituzioni locali (Regioni, Comuni, Province).

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