Legge di Bilancio: benessere economico in crescita

di Barbara Weisz

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Il reddito pro capite aumenta nel triennio al 2022, disuguaglianze in calo: l'impatto sull'economia delle misure in manovra e i programmi di governo per un benessere equo e sostenibile.

Taglio del cuneo fiscale e reddito di cittadinanza sono i fattori che maggiormente contribuiscono al miglioramento degli indici di benessere nei prossimi anni: il reddito medio 2020 sale di circa 1.500 euro nel 2020, rispetto all’anno prima l’indice di disuguaglianza è in calo. Sono le principali evidenze che emergono dalla Relazione Bes, sul Benessere equo e sostenibile per il 2020, messa a punto dal ministero dell’Economia.

In parole semplici, il report analizza l’impatto sull’economia delle misure inserite in manovra. Come scrive nella prefazione il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri:

La Relazione mostra l’andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile sulla base degli effetti determinati dalla Legge di Bilancio per il triennio 2020-2022. Si tratta di un’analisi che rappresenta un utile strumento per valutare i progressi nella realizzazione degli obiettivi di policy ed eventualmente riorientare le scelte pubbliche.

Il benessere viene misurato attraverso 12 indicatori: reddito medio pro capite, indice di disuguaglianza del reddito disponibile, indice di povertà assoluta, speranza di vita alla nascita, eccesso di peso, uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione, tasso di mancata partecipazione al lavoro con relativa scomposizione per genere, rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e donne senza figli, indice di criminalità predatoria (furti, borseggi e rapine), indice di efficienza della giustizia civile, emissioni di Co2, indice di abusivismo edilizio.

Reddito

Fra le misure fondamentali della Legge di Bilancio, il taglio del cuneo fiscale (che dal prossimo mese di luglio porterà più soldi nella busta paga dei lavoratori).

L’impatto sul reddito pro capite: per il periodo 2020-2022 si prevedono incrementi annuali rispettivamente di 2,2, 2,7 e 1,8 punti percentuali, pari ad un incremento complessivo di circa 1.500 euro rispetto al 2019. Si tratta di un incremento superiore a quello registrato nel 2019 sul 2018, pari a 1,6 punti percentuali.

La tabella:

 

Secondo la relazione Bes, l’andamento positivo è da ricondurre principalmente alle misure espansive introdotte dalla Legge di Bilancio 2020 e alla dinamica moderatamente favorevole del mercato del lavoro.

Oltre al già citato taglio del cuneo fiscale, ci sono il rinnovo dei contratti per il pubblico impiego, le nuove assunzioni nel settore pubblico, i fondi destinati a nuovi investimenti a livello nazionale e territoriale, le misure per la famiglia e per la disabilità e non autosufficienza.

Disuguaglianze

Significativo il dato relativo all’indice di disuguaglianza, che nel 2019 mostra un netto miglioramento rispetto al 2018 con una riduzione di 0,3 punti, passando da 6,0 a 5,7.

I provvedimenti che maggiormente hanno inciso in questo senso: reddito di cittadinanza, estensione a 4mila euro del limite di reddito dei figli per essere considerati a carico, estensione del regime fiscale forfetario agevolato per i contribuenti con ricavi o compensi fino a 65mila euro.

In realtà, si legge nel report, «il miglioramento dell’indice è riconducibile principalmente all’effetto del reddito di cittadinanza sui soggetti della parte più bassa (povera) della distribuzione, mentre l’impatto dell’estensione del regime forfettario è di entità di gran lunga inferiore».

Come si vede dalla tabella, per il 2020 è prevista un’ulteriore riduzione pari a 0,1 che porta l’indicatore ad attestarsi a un valore pari a 5,6.

«Per i prossimi anni – prosegue Gualtieri – il Governo ha intenzione di rafforzare gli interventi finalizzati a favorire l’inclusione e la coesione sociale anche tramite un’ampia riforma fiscale e l’avviamento all’occupazione di coloro che attualmente non partecipano al mercato del lavoro».

Il ministero dell’Economia mette l’accento anche sulle misure inserite nel green new deal, sottolineando che le emissioni pro-capite di CO2 diminuiranno ulteriormente nel prossimo triennio, da 7,3 tonnellate nel 2018 a 7,1 tonnellate nel 2021 e 2022.

«Il Governo – sottolinea il ministero dell’Economia – è al lavoro sulla formulazione di un’ampia strategia, denominata Green and Innovation Deal», che «se ben programmata e gestita riporterà il nostro Paese su un sentiero di elevata crescita economica e occupazionale garantendo la piena sostenibilità della finanza pubblica».

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