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Reddito di cittadinanza: domanda online con SPID

di Barbara Weisz

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Strumenti e tutor al servizio del reddito di cittadinanza: domanda online tramite SPID, sito web con le informazioni, erogazione via smart card, tutor a domicilio.

Premessa d’obbligo: le certezze si avranno solo quando, finalmente, ci sarà un testo di legge sul reddito di cittadinanza. Detto questo, le anticipazioni sono attendibili, arrivando spesso dal vicepremier, Luigi Di Maio. In un’intervista al Fatto Quotidiano, ha sottolineato che il reddito di cittadinanza sarà informatizzato e si potrà richiedere attraverso l’identità digitale SPID.

In preparazione c’è un sito Internet che fornirà tutte le informazioni (modalità di richiesta, documenti da preparare), online da gennaio. Per coloro che non hanno la connessione, saranno messi a punto internet point (ma non ci sono dettagli su ubicazione, modalità di fruizione, accesso). Modalità telematiche anche per l’erogazione del sussidio, versato (spiega sempre Di Maio) su tessere in stile PostePay, dotate di «microchip intelligente che impedirà di usarle per spese come il gioco d’azzardo». Ma verrà tutelata la privacy, nel senso che le tessere saranno uguali alle normali carte di pagamento, in modo tale da “non mettere a disagio” il cittadino che le utilizza.

Di Maio conferma l’intenzione di collegare il reddito di cittadinanza alle imprese attraverso un sistema di incentivi fiscali. Ad esempio, cinque mesi di reddito di cittadinanza sotto forma di sgravio fiscale per chi sceglie di aprire una propria attività, cinque o sei mesi di incentivo per le imprese che assumono coloro che percepiscono l’assegno.

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Confermato il collegamento fra reddito di cittadinanza e mondo del lavoro. I centri per l’impiego, ai quali va un miliardo di euro in base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità, assumeranno nuovo personale e riqualificheranno i dipendenti per creare una rete efficace di collegamento con il mondo del lavoro.

Il reddito di cittadinanza, a grandi linee, prevede un progetto di reinserimento sociale e lavorativo. Le persone che percepiranno l’assegno saranno quindi destinatarie di uno specifico progetto in questo senso, e avranno conseguenti obblighi (l’ipotesi più probabile è quella che prevede di dover accettare almeno una di tre proposte di lavoro congrue, sulla sci di quanto già sperimentato con l’assegno di ricollocazione). Verranno coinvolti sia i centri per l’impiego pubblico sia quelli privati.

Ci saranno dei tutor dotati di tablet e smartphone collegati a una rete, per ottimizzare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. E’ anche previsto, aggiunge Di Maio, che questi tutor (navigator) si rechino fisicamente a casa delle persone, con l’obiettivo di coinvolgerle in modo efficace nel progetto di reinserimento. Le assunzioni verranno effettuate dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per il lavoro, alla quale si possono inviare curriculum.

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