Monitorare la crescita per capire quando investire

di Chiara Basciano

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Conoscere i ritmi di crescita di ogni una nuova impresa aiuta a capire come pianificare gli investimenti.

Avviare una nuova impresa implica sfide che possono essere stimolanti ma che comportano momenti difficili da superare. Ogni impresa ha un suo andamento, – quelle che nascono da buone idee hanno tutte, in genere, una fase di crescita fisiologica – ma confrontarsi con le altre realtà permette di capire se si è realmente in linea con l’andamento in generale.

Uno studio condotto da Kabbage, in collaborazione con Bredin, svela che percentuale di chi raggiunge la redditività entro il primo anno di nascita è alta (attestandosi su un sorprendente 68%) mentre molto più bassa è quella di chi raggiunge gli stessi risultati entro tre anni (16%). Entro il quinto anno è appena dell’8% e solo il 7% degli intervistati ha dichiarato di non essere ancora redditizio dopo cinque anni.

Da ciò si dedurrebbe che le imprese crescono  facilmente, eppure la parte difficile è mantenere questa crescita costante.

Secondo lo studio, il problema più grosso risiede nel capitale. Infatti, nonostante la crescita, dopo aver raggiunto determinati risultati, se non si investe ulteriormente l’impresa si blocca e rimane ferma all’apice raggiunto, per poi – in un secondo momento – tornare indietro.

È questo il momento cruciale in cui bisogna investire: nel marketing, in un nuovo prodotto o nell’allargamento dell’impresa stessa.

Andando avanti il business si stabilizzerà, ma nei primi anni sarà necessario investire sempre di più.

Lo studio afferma che solo arrivati al quinto anno di attività si può cominciare a rilassarsi e non pensare più a cercare i fondi per investire.

La crescita ha il suo andamento e per questo quando si mette in piedi un’azienda bisogna tenerne conto, per essere pronti ad affrontare le sfide con lo stato d’animo adeguato.