Telelavoro: il sogno delle lavoratrici italiane

di Francesca Vinciarelli

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Una donna in Italia su tre sogna il Telelavoro o comunque vorrebbe poter lavorare da casa un paio di giorni a settimana per conciliare i tempi di lavoro e famiglia.

Il Telelavoro è tra i sogni delle donne italiane: una donna su tre desidera poter lavorare da casa o comunque fuori ufficio,  sfruttando i servizi ICT di comunicazione e collaborazione da remoto che offre oggi la tecnologia al lavoratore in mobilità.

Lo rivela un sondaggio a cura di Casa.it, secondo cui il 73% del campione intervistato vorrebbe lavorare fuori sede, sfruttando le potenzialità degli strumenti informatici e in particolare pensando al pc portatile come soluzione ideale per poter svolgere con efficienza le proprie mansioni anche fuori dalla sede aziendale.

Tra gli strumenti abilitati considerati prioritari, dopo i notebook si colloca la connessione a banda larga, indispensabile per il trasferimento dati ad alta velocità e per servizi di comunicazione avanzata (65%); interza posizione, senza sorprese, si collocano gli smartphone (56%).

La motivazione che orienterebbe soprattutto le donne verso il Telelavoro è la possibilità di conciliare i tempi di lavoro e famiglia, ma anche gli impegni extra.


Al giorno d’oggi sono sempre più numerose le donne che si dedicano alla carriera e spesso lo fanno aprendo una propria azienda. Indipendentemente dalla scelta professionale, però, la sfida più grande rimane sempre la conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia.

La scelta di lavorare pur dovendo occuparsi a pieno ritmo della gestione familiare spesso non deriva solo da ambizioni professionali ma anche da esigenze economiche, soprattutto a fronte della difficile congiuntura che sta investendo imprese e famiglie. Il Telelavoro rappresenta perciò un’ottima soluzione al problema della conciliazione di lavoro e famiglia, permettendo di migliorare l’organizzazione e la qualità della vita delle donne. Ma le imprese ancora non si dimostrano capaci di cogliere a pieno questa opportunità.

Un buon compromesso potrebbe essere quello di concedere alle proprie dipendenti maggiore flessibilità, permettendo loro di lavorare da casa un paio di giorni a settimana. In questo modo da una parte le donne potrebbero ottimizzare il tempo da dedicare agli impegni familiari e personali senza sacrificare troppo il lavoro, dall’altro le aziende aumenterebbero il grado di soddisfazione del personale con ripercussioni positive sulla produttività.

E per rendere più efficiente il lavoro da casa il 35% delle donne intervistate dichiara la volontà di realizzare all’interno della propria abitazione una zona studio “full optional” per poter lavorare senza le interferenze della vita familiare.