Crisi, Squinzi: sos PMI e ricette per la crescita

di Barbara Weisz

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Semplificazioni, rilancio dei consumi attraverso la detassazione dei salari e, più a lungo termine, stimoli a ricerca a innovazione: la ricetta per la crescita del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che lancia un allarme sulla crisi delle PMI.

«Ci sono migliaia di piccole e medie aziende che stanno soffrendo mediaticamente in silenzio ma che sono la cosa che ci preoccupa di più»: l’allarme è lanciato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che insiste sulla necessità di una ricetta per la crescita basata su semplificazioni burocratiche per le imprese, stimolo alla ricerca e all’innovazione, detassazione dei salari.

Squinzi parla in vista dell’incontro che si terrà a breve fra Governo e imprese (convocati, oltre a Confindustria, Rete Imprese Italia, ABI, Ania, Alleanza delle cooperative). E il prossimo 11 settembre è in agenda invece il vertice con i sindacati, sempre per discutere delle misure che l’Esecutivo sta preparando per la nuova fase di crescita d’autunno.

Un autunno che, il presidente di Confindustria non lo nasconde, «non è caldo, è bollente, ci sono casi di crisi aziendali che non finiscono sui giornali». E allora, il Paese ha bisogno di una «politica industriale chiara» che invece latita.

Semplificazioni

«Le nostre imprese – insiste il presidente di Confindustria – potranno essere uniche quanto si vuole ma abbiamo bisogno di un Paese normale, di semplificazioni burocratiche, se il nostro Paese non assicura condizioni competitive, analoghe a quelle del resto d’Europa e del mondo non andremo molto lontano».

E come si fa ad assicurarle, queste condizioni competitive per le imprese? «Abbiamo bisogno di semplificazione normativa, burocratica, di un Paese normale».

In generale, spiega Squinzi, «ci sono due tipi di interventi per rilanciare la crescita. Alcuni con effetti immediati tra i quali lo stimolo ai consumi interni, che sarebbe il modo più diretto per far ripartire la crescita. Il calo della produzione industriale è legato essenzialmente alla flessione dei consumi interni, dovuta in particolare al prelievo fiscale».

Detassare i salari

Da qui la proposta: «bisogna lavorare in modo particolare alla detassazione dei salari che sarebbe il modo più diretto e immediato. Mi auguro ci sia questo spazio».

Questo della detassazione degli stipendi è uno dei temi più caldi di questi mesi, che seguono fra l’altro l’approvazione della riforma del Lavoro. Di ridurre il cuneo fiscale ha parlato, a più riprese, lo stesso ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nelle ultime settimane, mettendo sul piatto diverse idee: da una decontribuzione per le imprese che valorizzano il capitale umano, a un cuneo fiscale più leggero che le aziende maggiormente impegnate sul fronte della democrazia d’impresa.

A questo proposito si può anche ricordare che nei giorni scorsi il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha proposta di detassare le tredicesime, utilizzando i proventi della lotta all’evasione.

Tornando a Squinzi, se le misure di dettassazione dei salari possono rientrare in una strategia di breve termine per rilanciare i consumi, sul lungo termine bisogna invece pensare a  incentivare il sostegno alla ricerca, «necessario per essere capaci di creare innovazione».

Confindustria dunque fa precise richieste al Governo, incalzando su misure a ulteriore sostegno della crescita.

Un’iniezione di fiducia arriva dal premier Mario Monti in un’intervista a TeleNorda24 rilasciata a pochi giorni dall’apertura della Fiera del Levante di Bari: la «ripresa non la si vede nei numeri ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro paese e credo anche che arriverà presto».