Governo, sindacati e imprese: prove di crescita

di Barbara Weisz

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Il Governo convoca imprese e sindacati per discutere le misure di crescita in arrivo. Le imprese puntano su sgravi fiscali e credito d'imposta per l'innovazione. La Cgil: detassare le tredicesime.

Le parole d’ordine per le politiche economiche d’autunno, rilanciate dallo stesso Governo nei giorni scorsi, sono crescita, produttività, competitività: l’Esecutivo prepara la “fase due” con nuovi provvedimenti di incentivo e stimolo alla ripresa e mette a punto un’agenda di incontri con imprese e sindacati.

E le parti sociali si preparano all’appuntamento mettendo sul tavolo le proprie proposte: le imprese chiedono incentivi per chi innova, i sindacati la detassazione delle tredicesime.

Gli appuntamenti fondamentali in vista sono due:

  • il 5 settembre, alle ore 12.00, è fissato l’incontro fra Governo e imprese, ovvero Confindustria, Rete Imprese Italia, ABI, Ania, Alleanza delle cooperative.
  • l’11 settembre alle 16.30 sarà invece la volta dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl).

Gli incontri con le parti sociali, spiega Palazzo Chigi, saranno incentrati «sul tema della produttività e della competitività per la crescita e l’occupazione». Il presidente del Consiglio Mario Monti ha organizzato diverse riunioni interministeriali per coordinare «le modalità per sollecitare un dialogo che conduca a miglioramenti della produttività nelle imprese» nel quadro delle «nuove iniziative per la crescita e le riforme strutturali volte al miglioramento della competitività».

Lo scorso 24 agosto il Governo aveva dedicato un’intera giornata di lavori al tema della crescita: in vista diverse misure che interessano le PMI (fra cui il disegno di legge annuale sulle PMI) e in generale nuove misure di semplificazione burocratica e incentivi per le start up innovative.

In questo quadro, si inseriscono le proposte di aziende e sindacati.

Sgravi per innovazione e ricerca

Confindustria sembra intenzionata a puntare su una proposta di sgravi fiscali, sotto forma di credito d’imposta, per le aziende che investono in innovazione e ricerca. Si tratta di una misura che sembrava destinata a confluire nel decreto Sviluppo approvato e convertito in legge in estate, ma che poi è sparita. In generale, dal riordino delle varie forme di incentivi alle imprese, gli industriali si aspettano circa recuperare fino a un miliardo di euro.

I primi di agosto le associazioni datoriali avevano presentato la bozza del Patto per l’Italia, un documento in 10 punti con le richieste del mondo imprenditoriale per «L’Italia e il futuro dell’Euro e dell’Unione Europea». Oltre a una serie di suggerimenti relativi alla necessità di nuove politiche europee per la crescita (a partire dallo scudo anti-spread), c’era anche un corposo capitolo relativo alla necessità di dare nuovo impulso a crescita e sistema delle imprese in in Italia con stimoli sul fronte di semplificazioni, innovazione e produttività.

Detassare le tredicesime

Sul fronte sindacale si registra la proposta appena lanciata da Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: utilizzare le risorse della lotta all’evasione per detassare le tredicesime di lavoratori e pensionati. Secondo Camusso sarebbe possibile detassare le tredicesime fino a 150mila euro di reddito. In generale, la Cgil ritiene che per rilanciare i consumi siano preferibili misure di detassazione sui redditi dei lavoratori rispetto alla riduzione del cuneo fiscale.

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