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Assegno Unico, trappola rinnovo automatico: a marzo l’importo si dimezza

di Anna Fabi

17 Febbraio 2026 11:58

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Non basta il rinnovo automatico: senza ISEE 2026 entro il 28 febbraio, l'Assegno Unico di marzo scende al minimo. Ecco come evitare il taglio e recuperare gli arretrati.

C’è un paradosso fiscale che rischia di colpire milioni di famiglie nelle prossime settimane: nonostante la domanda di Assegno Unico 2026 automatica, l’importo del bonifico non lo è affatto. Se non si presenta il nuovo ISEE entro il 28 febbraio, il pagamento di marzo subirà un taglio drastico, scivolando verso la soglia minima di circa 57,50 euro a figlio.

Il rinnovo automatico non salva l’Assegno Unico pieno

L’errore più comune dei contribuenti in questo avvio d’anno è confondere la continuità della prestazione con la stabilità dell’importo. Sebbene l’INPS continui a erogare l’assegno senza necessità di nuove istanze, il calcolo della cifra spettante dipende esclusivamente dalla validità dell’indicatore aggiornato. Per capire quando rifare l’ISEE 2026, bisogna guardare al calendario: marzo è il mese della “sliding door”.

Senza una DSU protocollata entro fine mese, l’algoritmo dell’istituto di previdenza non ha basi per applicare le maggiorazioni o gli scaglioni più favorevoli. Risultato? Un nucleo familiare che percepisce 200 euro a figlio potrebbe trovarsi con meno di un terzo della somma accreditata sul conto.

La corsa all’ISEE 2026 e i tempi tecnici

Per evitare la “stangata” di marzo, è necessario attivarsi immediatamente. Sebbene sia possibile utilizzare strumenti per il calcolo ISEE online per avere una proiezione, la validità legale ai fini INPS si ottiene solo con la presentazione della DSU. Chi vuole accelerare i tempi può sfruttare la nostra guida alla compilazione dell’ISEE, privilegiando la modalità precompilata per saltare le code ai CAF.

Un caso particolare riguarda proprio i beneficiari dell’AUU (Assegno unico e universale per i figli a carico): per loro, nel 2026 l’accesso al sussidio è semplificato grazie al calcolo ISEE per l’Inclusione, spettante anche per prestazioni come  Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati.

Arretrati e conguagli: cosa succede a chi arriva tardi

Cosa succede se si salta la scadenza di febbraio? La buona notizia è che il diritto alle somme piene non va perduto per sempre. Se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno 2026, l’INPS riconoscerà gli arretrati a partire dalla mensilità di marzo. Tuttavia, il conguaglio non è immediato e può richiedere diversi mesi, creando un buco di liquidità nel bilancio familiare proprio nel momento di picco delle spese domestiche primaverili.

In sintesi, la “tagliola” di marzo è un evento evitabile con un minimo di programmazione. Controllare lo stato della propria DSU oggi è l’unico modo per garantire che il bonifico di marzo rispecchi l’effettiva situazione economica del nucleo familiare.