Manovra 2026, stretta sulle pensioni anticipate

di Barbara Weisz

Pubblicato 17 Dicembre 2025
Aggiornato 18 Dicembre 2025 11:55

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Il maxi-emendamento del Governo allontana la decorrenza della pensione anticipata dal 2031 e depotenzia il riscatto di laurea: come cambia il capitolo pensioni in Manovra 2026.

Doppia stretta sulle pensioni anticipate nella Legge di Bilancio. Il maxi-emendamento del Governo contiene un allungamento delle finestre mobili a partire dal 2032, e una penalizzazione sulla maturazione dei requisiti per chi sceglie il riscatto laurea.

Sono misure evidentemente rivolte a risparmiare. Vanno a colpire le pensioni anticipate che sono mediamente più alte delle altre forme previdenziali, proprio perché richiedono molti anni di contribuzione. Non vengono modificati i requisiti, ma si allontana il momento in cui viene effettivamente versato l’assegno.

Manovra 2026: emendamento del Governo sulle pensioni

Lungi dal recepire le richieste di proroga sulla flessibilità in uscita, l’esecutivo Meloni ha introdotto misure ancor restrittive nel capitolo previdenza della Manovra 2026, allontanando sempre di più la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro.

Finestra mobile più lunga per la pensione anticipata

I correttivi in tema di pensioni contenuti nel maxi-emendamento del Governo alla Legge di Bilancio 2026 riguardano la pensione anticipata, che si raggiunge con 42 anni e dieci mesi di contributi, oppure 41 anni e dieci mesi per le donne. La prima novità non ha effetto immediato perchè scatta nel 2032, quando ci vorranno quattro mesi per la decorrenza della pensione. Nel 2033 si aggiunge un ulteriore mese, quindi la finestra mobile sale a cinque mesi, e nel 2034 si porta a sei mesi.

Ricordiamo che nel periodo della finestra mobile il lavoratore può continuare a lavorare per non restare senza pensione né stipendio, in quanto per ottenere la liquidazione del primo assegno di pensione deve attendere che si concluda la finestra, anche se ha maturato il diritto.

Riscatto laurea dimezzato per la pensione anticipata

La seconda modifica riguarda il riscatto di laurea, che a partire dal 2031 contribuirà solo in parte al conseguimento del diritto a pensione anticipata. Significa che gli anni riscattati perderanno progressivamente valore ai fini del raggiungimento dei 42 anni e dieci mesi (uno in meno per le donne) che servono per raggiungere la pensione anticipata.Anche in questo caso c’è un meccanismo progressivo, stavolta su base semestrale:

  • nel 2031 saranno tolti 6 mesi dal computo del periodo utile a maturare il requisito pensionistico,
  • nel 2032 saranno tolti 12 mesi dal conteggio,
  • nel 2033 ne saranno tolti 18 mesi dal periodo riscattato,
  • nel 2034 ne saranno tolti 24 mesi dal riscatto,
  • dal 2035, infine, saranno decurtati 30 mesi.

Fondi pensione: silenzio assenso per i neo assunti

C’è una terza novità che riguarda la previdenza complementare. Viene rafforzato il silenzio assenso, per cui il lavoratore neoassunto se entro 60 giorni non esprime una scelta contraria verserà automaticamente i ratei di TFR maturato al fondo di pensione integrativa di categoria. La misura ha l’obiettivo di incentivare le adesioni al secondo pilastro previdenziale.

Flessibilità in uscita e scatti pensione

Nell’emendamento di Governo non figurano le proroghe di Opzione Donna e Quota 103. Entrambe queste forme di flessibilità in uscita non si potranno più maturare a partire dall’anno prossimo. Continueranno ad utilizzarle solo i lavoratori che rientrano nei requisiti precedenti, maturati al 2024. L’unica proroga resta quella dell’APE Sociale.

Confermata anche la distribuzione su diverse annualità degli scatti pensione legati alle aspettative di vita. Come già previsto nel disegno di legge approvato in prima battuta dal Governo, nel 2027 bisognerà aggiungere una mensilità sia al requisito per la pensione di vecchiaia sia a quello per la pensione anticipata. Le ulteriori mensilità (probabilmente due) previste in base ai dati Istat sono rinviate al 2028.