Bonus Bebè e rinnovo ISEE

di Redazione PMI.it

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Bonus Bebè: importi, soglie e regole 2020 sull'obbligo di nuova DSU ai fini del rinnovo ISEE 2021, finalizzata alla fruizione dell'assegno natalità.

In attesa dell’assegno unico per i figli da luglio 2021, per continuare a ricevere l’assegno di natalità (il cosiddetto Bonus Bebè, che la Legge di Bilancio 2021 ha prorogato anche per il prossimo anno) fino al compimento del primo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affido preadottivo, è necessario il rinnovo della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini dell’ottenimento dell’ISEE.

In realtà, se il beneficio si riferisce a nascite, adozioni e affidamenti preadottivi avvenuti nel corso del 2020, la prestazione viene rimodulata con nuove soglie ISEE e può spettare, in applicazione del principio dell’accesso universale, nei limiti di un importo minimo, anche con ISEE superiori a 40mila euro o anche in assenza dell’indicatore ISEE.

  • ISEE non superiore a 7.000 euro annui: l’assegno di natalità è pari a 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, a 160 euro al mese (primo figlio) o 192 euro al mese (figlio successivo al primo).
  • ISEE superiore a 7.000 euro annui ma non superiore a 40.000 euro: l’assegno di natalità è pari a 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 120 euro al mese (primo figlio) o 144 euro al mese (figlio successivo al primo).
  • ISEE superiore a 40.000 euro: l’assegno di natalità è pari a 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 80 euro al mese (primo figlio) o a 96 euro al mese (figlio successivo al primo).

=> ISEE per l'assegno di natalità

Per eventi riveriti ad eventi 2019, invece, chi si è visto sospeso il pagamento per mancanza di ISEE aggiornato, deve presentare la DSU per l’anno in corso entro e non oltre il 31 dicembre 2020 per il rilascio dell’ISEE minorenni 2020. Il rinnovo ISEE ai fini dell’erogazione delle mensilità riferite all’anno dell’assegno di natalità è infatti un adempimento necessario all’INPS di verificare la permanenza dei requisiti richiesti dalla normativa vigente (l’assegno è annuale ma viene corrisposto ogni mese).

Dal 2020 l’ISEE scade sempre il 31 dicembre e, anche se è possibile presentare la richiesta ed ottenere la dichiarazione sostitutiva in ogni momento, a gennaio occorrerà sempre ripresentarlo aggiornato all’INPS. Quindi i percettori di prestazioni previdenziali o assistenziali di natura economica che si basano sul reddito devono presentare una nuova dichiarazione entro il mese di gennaio, in modo da avere un ISEE valido fino a tutto il mese di dicembre 2021.

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La mancata presentazione della dichiarazione entro il termine – e il conseguente mancato possesso di un ISEE in corso di validità – causava la perdita delle mensilità di competenza dell’anno passato e la decadenza della domanda di assegno in origine presentata, con impossibilità di recuperare tutte le mensilità arretrate (la domanda di accesso al beneficio invece, a meno di decadenza, si presenta una sola volta).