Bonus Ricerca e Sviluppo: nuovi chiarimenti dal MEF

di Teresa Barone

30 Settembre 2025 09:59

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Dal MEF arrivano chiarimenti in merito al credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, anche relativamente ai controlli fiscali.

Il MEF ha fornito alcuni chiarimenti in merito al credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, dissipando dubbi e perplessità relativi soprattutto alle difficoltà riscontrate dalle imprese nell’individuare gli investimenti agevolabili andando incontro a rischi di contenzioso.

Nel corso del question time, infatti, il MEF ha risposto ai quesiti imposti relativamente alle modifiche normative, alle attività di controllo messe in atto dall’Agenzia delle Entrate e ai criteri necessari per distinguere i progetti ammissibili da quelli non rilevanti.

Per quanto riguarda i criteri di ammissibilità del credito d’imposta ricerca e sviluppo, il MEF ricorda l’importanza di distinguere tra le attività di ricerca (ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale) e quelle di semplice consulenza, innovazione di processo o attività ordinarie, che non sono ammesse all’agevolazione.

Distinguendo tra crediti inesistenti e crediti non spettanti, invece, viene chiarito che i primi sono privi in tutto o in parte dei presupposti costitutivi mentre i secondi sono legati a errori interpretativi o a valutazioni non corrette che si riferiscono alla qualificazione dei progetti.

Mentre i crediti inesistenti sarebbero quei crediti, in tutto o in parte, dei presupposti costitutivi dei crediti individuati dalla normativa di riferimento, cui si aggiungono i crediti oggetto di rappresentazioni fraudolente, nei crediti non spettanti rientrerebbero quelli in cui, ferma restando la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi specificamente individuati nella normativa di riferimento, il credito di imposta difetta di ulteriori elementi o qualità individuate dal fonti tecniche di dettaglio non specificamente richiamate dalla normativa primaria e secondaria dell’agevolazione.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate, invece, sono mirati a rafforzare le verifiche per evitare l’utilizzo indebito del credito, specialmente per crediti inesistenti o frutto di frodi.

In materia di definizione agevolata, infine, il MEF ricorda che i contribuenti possono aderire a una procedura di ravvedimento operoso rafforzato riversando il credito indebitamente fruito, senza l’applicazione di sanzioni o interessi.