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Bonus Made in Italy, domande dal 7 luglio per il Credito Design MIMIT

di Anna Fabi

6 Luglio 2026 12:01

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Credito d’imposta design al 10% per imprese della crative Made in Italy: piattaforma MIMIT, spese ammissibili, procedura, sportello e scadenze.

Dal 7 luglio 2026 le imprese del Made in Italy possono prenotare il nuovo credito d’imposta design sulla piattaforma del MIMIT: la misura finanzia attività di ideazione estetica, collezioni e campionari con tax credit al 10%, dotazione complessiva da 60 milioni di euro e limite di 2 milioni per impresa. In sintesi:

  • le domande per il credito design si inviano dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 tramite la piattaforma MIMIT;
  • il bonus Made in Italy copre il 10% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta successivo al 2025;
  • lo sportello di prenotazione non prevedere termini di chiusura nel decreto MIMIT 3 luglio 2026;
  • la ricevuta di domanda di prenotazione indica il credito prenotato in ordine cronologico di invio o l’indisponibilità delle risorse;
  • la comunicazione di completamento va inviata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta e gli investimenti realizzati devono raggiungere almeno il 70% di quelli prenotati.

Imprese e filiere creative ammesse al bonus

Il bonus Made in Italy interessa in modo diretto le imprese che lavorano su nuovi prodotti, collezioni e campionari nei comparti tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica. Per il comparto moda e tessile, il nuovo credito d’imposta 2026 si colloca in continuità con il bonus 2025 e soprattutto con il tax credit 2024, in linea con gli interventi pubblici inaugurati nel post-covid e negli ultimi anni orientati a transizione, filiere produttive e capacità progettuale, con una leva diversa dai contributi a fondo perduto: il beneficio agisce sulla spesa fiscale collegata alla creatività industriale.

Incentivi con DURC e sicurezza lavoro in regola

Il credito d’imposta per design e ideazione estetica è rivolto alle imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza distinzione di forma giuridica, settore economico, dimensione, regime contabile o sistema fiscale adottato. L’accesso richiede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale.

Domande MIMIT dal 7 luglio per il bonus Made in Italy

Le domande di credito design servono a prenotare le risorse prima del completamento degli investimenti, indicando progetto, tempi previsti, spese agevolabili e credito d’imposta potenzialmente spettante.

Il decreto direttoriale MIMIT 3 luglio 2026 disciplina il modello di comunicazione per le spese in attività di design e ideazione estetica, ai sensi dell’articolo 1, commi 925 e 926, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, con riferimento al comma 202 della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Sportello e risorse in ordine cronologico

Il credito d’imposta design segue una procedura a sportello: il decreto indica l’apertura della piattaforma dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 e non fissa una data finale per l’invio delle comunicazioni preventive.

Al termine dell’invio, l’impresa riceve una ricevuta con l’indicazione del credito d’imposta prenotato secondo l’ordine cronologico di trasmissione oppure dell’indisponibilità delle risorse.

Se i fondi mancano anche solo in parte, la comunicazione preventiva si considera comunque trasmessa; in caso di nuova disponibilità, il Ministero avvisa l’impresa rispettando la sequenza cronologica di invio.

Il meccanismo non prevede una graduatoria di merito: per le imprese contano l’orario di trasmissione, la correttezza della comunicazione e la coerenza tra credito prenotato e investimenti completati.

Doppia comunicazione e soglia minima del 70%

La procedura per il bonus design richiede due invii telematici: dopo la comunicazione preventiva di richiesta del credito serve la comunicazione finale dopo il completamento degli investimenti da trasmettere per ciascuna prenotazione, entro 30 giorni dalla data di chiusura del periodo d’imposta, con indicazione degli investimenti per tipologia di spesa ammissibile e del relativo credito d’imposta. Gli investimenti completati, considerati al lordo delle altre sovvenzioni ricevute sulle stesse spese ammissibili, devono raggiungere almeno il 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva.

Il mancato invio delle comunicazioni nei termini e con le modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura e la decadenza della prenotazione.

Credito design al 10% fino a 2 milioni per impresa

Il credito d’imposta design 2026 è pari al 10% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 2 milioni di euro per impresa e con una dotazione pubblica complessiva pari a 60 milioni di euro.

Il credito prenotato rappresenta il tetto massimo fruibile in compensazione, mentre il credito effettivo viene determinato sul minore valore tra quanto indicato in prenotazione e quanto comunicato a completamento degli investimenti.

La base di calcolo del tax credit design deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel rispetto dei massimali previsti.

Spese ammissibili per campionari e ideazione estetica

Le spese ammissibili al credito design riguardano le attività di ideazione estetica e sviluppo del prodotto, comprese la progettazione e la realizzazione dei campionari. Rientrano tra i costi agevolabili le spese di personale impiegato nelle attività, comprese quelle relative a giovani fino a 35 anni al primo impiego con laurea in design o titoli equiparabili quando ricorrono le condizioni previste dalla legge.

Sono ammesse anche quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o semplice e altre spese relative a beni materiali mobili e software utilizzati nelle attività di design e ideazione estetica. Completano il quadro le spese per contratti extra-muros, servizi di consulenza e servizi equivalenti, materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività agevolabili.

Relazione tecnica, certificazione e utilizzo in F24

Il riconoscimento del credito d’imposta design richiede la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la conservazione della documentazione tecnica sulle attività svolte. Le imprese devono anche redigere e conservare una relazione tecnica asseverata con finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili. , nel rispetto delle regole sull’Albo dei certificatori del credito d’imposta.

Il credito può essere poi usato in compensazione con modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati dal MIMIT all’Agenzia. Se l’importo indicato in compensazione supera quello comunicato dal Ministero per il singolo beneficiario, l’operazione di versamento F24 viene scartata.

Esempio di calcolo del credito

La soglia del 70% rende necessaria una stima prudente degli investimenti, perché una prenotazione troppo alta rispetto alle spese completabili può far saltare la procedura.

Investimenti prenotati Investimenti completati Soglia minima 70% Credito teorico al 10% Esito
500.000 euro 500.000 euro 350.000 euro 50.000 euro la prenotazione è allineata agli investimenti completati.
500.000 euro 360.000 euro 350.000 euro 36.000 euro la soglia minima è raggiunta, con credito calcolato sui costi completati.
500.000 euro 300.000 euro 350.000 euro 30.000 euro la soglia minima manca e la prenotazione non perfeziona la procedura.

Nell’ipotesi senza altre sovvenzioni sulle stesse spese, una piccola impresa che prevede 500.000 euro di investimenti agevolabili dovrebbe prenotare tale importo solo se ha ragionevole certezza di completarne almeno 350.000 euro entro il periodo agevolabile.