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Edilizia agevolata, primo bando Piano Casa per alloggi popolari

di Teresa Barone

27 Agosto 2026 09:33

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Primo avviso atteso a settembre per il recupero degli alloggi ERP, scorrimento graduatorie a lavori conclusi e catena di appalti per le imprese edili

A due mesi dalla conversione in legge, il Piano Casa arriva alla prima gara ufficiale: nei primi giorni di settembre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe infatti pubblicare l’avviso del primo bando da 700 milioni di euro per il recupero delle case popolari oggi non a norma. Per Comuni e imprese edili si apre una catena di gare distribuita su tutto il territorio, con le risorse agganciate all’avvio effettivo dei lavori. Per le famiglie in graduatoria, la prospettiva è l’assegnazione degli alloggi man mano che i cantieri chiudono.

In sintesi:

  • il Piano Casa punta a rimettere in disponibilità 60mila alloggi popolari non assegnati per carenze manutentive;
  • il Programma dispone di 970 milioni di euro nel 2026-2030 ai sensi dell’art. 2 del DL n. 66/2026, convertito dalla Legge n. 116/2026;
  • il riparto alle Regioni segue la consistenza del patrimonio ERP rilevata dal censimento del 2021;
  • Invitalia è il soggetto gestore, in raccordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • un secondo avviso da 270 milioni di euro è annunciato per l’edilizia residenziale sociale.

Bando per il recupero degli alloggi ERP

Il primo bando del Piano Casa 2026 destina 700 milioni di euro al recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica non assegnabili per degrado, impianti fuori norma o manutenzioni straordinarie mai eseguite. L’annuncio arriva dal Commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale, Felice Squitieri, che ha illustrato le linee del Piano al Tavolo dei territori della Lega.

Questo primo avviso è solo il segmento iniziale di un programma, che il Governo quantifica in oltre 10 miliardi di euro e 100mila alloggi in dieci anni. Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica l’obiettivo dichiarato è riportare in disponibilità circa 60mila alloggi popolari oggi inutilizzabili per carenze manutentive.

Dotazione, soggetto gestore e platea dei beneficiari sono scritti nella legge di conversione; importo del primo avviso, criterio di riparto e calendario delle tranche sono ancora indicazioni non formalizzate in un atto. Sulle voci già in legge un ente può impostare fin d’ora la convenzione con Invitalia, mentre sulle altre ogni previsione di cassa va trattata come provvisoria fino alla pubblicazione dell’avviso.

Assegnazione alloggi e scorrimento graduatorie

L’avviso finanzia i lavori e si rivolge agli enti che possiedono o gestiscono il patrimonio pubblico, mentre le famiglie dovranno attendere i bandi comunali e lo scorrimento delle graduatorie già in essere. Sul funzionamento delle graduatorie il programma introduce peraltro una novità sostanziale.

L’assegnazione degli alloggi avverrà in parallelo al completamento delle ristrutturazioni, alloggio per alloggio, così da far scorrere le liste comunali che oggi contano circa 300mila famiglie in attesa. La consegna immediata dopo i lavori serve anche a ridurre il rischio che gli immobili appena recuperati vengano occupati abusivamente.

Il cronoprogramma prevede il completamento di circa il 15% degli alloggi finanziati entro marzo, con chiusura dell’intero programma indicata entro il 2027 e un’ipotesi di slittamento al primo semestre 2028.

I requisiti per l’assegnazione continuano a essere fissati dalle leggi regionali e dai regolamenti comunali, con soglie ISEE e vincoli su residenza e possesso di altri immobili adeguati.

Riparto tra Regioni in base al censimento 2021

Le risorse sono distribuite alle Regioni in proporzione alla consistenza del patrimonio ERP rilevata dall’ultimo censimento del 2021, che comprende anche gli alloggi gestiti direttamente dai Comuni. Solo dopo il riparto territoriale vengono selezionati gli interventi da finanziare, sulla base degli immobili indicati a livello regionale.

Secondo l’ANCI gli alloggi ERP in Italia sono circa 750mila, per il 53,4% in capo ai Comuni e per il 42,4% alle Aziende Casa regionali. Le Regioni con patrimonio più ampio assorbono quindi una quota rilevante dei fondi, e il Governo starebbe valutando correttivi per evitare sia la concentrazione in pochi territori sia l’assegnazione a enti privi di progetti immediatamente cantierabili.

Aziende, Comuni ed enti destinatari

Possono candidarsi i soggetti proprietari o gestori del patrimonio pubblico: aziende casa ed ex IACP, enti strumentali regionali, società in house e Comuni. La candidatura richiede l’elenco degli immobili da recuperare, le opere previste e i tempi di realizzazione, elementi che orientano la selezione degli interventi finanziabili.

La gestione dell’attuazione è affidata a Invitalia, indicata dall’art. 2 del DL n. 66/2026 come soggetto gestore attraverso apposita convenzione, in raccordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Federcasa ha chiesto che le risorse per il recupero ERP siano assegnate direttamente alle Aziende Casa territoriali e che alla dotazione si affianchi un fondo nazionale permanente con programmazione almeno decennale.

Erogazione a SAL con revoca dei fondi

I pagamenti seguono lo stato di avanzamento dei lavori, con un anticipo del 15%, una quota del 25% a gennaio e una del 45% a luglio, mese entro il quale il cantiere deve essere avviato per non perdere il finanziamento. Il saldo viene incassato quando l’alloggio è in condizione di essere assegnato.

La clausola di decadenza sposta il rischio sull’ente attuatore. Chi non porta il cantiere in partenza entro la scadenza indicata perde le risorse già programmate, con effetti sulla capacità di spesa dell’intero riparto regionale.

Esempio di cronoprogramma per soggetti attuatori

Su un’assegnazione ipotetica di 10 milioni di euro gli incassi si distribuiscono così.

Tranche Importo e condizione su 10 milioni assegnati
anticipo del 15% 1,5 milioni alla sottoscrizione, prima dell’apertura del cantiere
quota del 25% a gennaio 2,5 milioni, con lavori già affidati o avviati
quota del 45% a luglio 4,5 milioni, subordinati al cantiere avviato pena revoca
saldo quota residua di 1,5 milioni, incassata ad alloggio assegnabile

La tranche più corposa arriva quindi solo a cantiere aperto. Per rispettare quella scadenza la gara va bandita e aggiudicata nei mesi precedenti, coerentemente con l’indicazione dello stesso Squitieri, che alla Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti del 16 e 17 luglio 2026 ha collocato i primi cantieri fra gennaio e marzo 2027. Le anticipazioni sul bando indicano i mesi delle tranche senza specificare l’anno, e questo margine di indeterminatezza andrà chiuso dal testo dell’avviso.

Appalti in arrivo per le imprese edili

Per le imprese edili il bando si traduce in migliaia di interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento impianti, efficientamento energetico, adeguamento sismico e accessibilità, banditi dagli enti gestori ERP che agiscono come stazioni appaltanti secondo il Codice dei contratti pubblici.

La finestra utile per attrezzarsi si apre adesso, con la verifica delle qualificazioni SOA nelle categorie coinvolte e il presidio dei rapporti con i gestori del patrimonio regionale. Sul versante privato del Piano l’altra leva disponibile è il premio volumetrico fino al 35% riconosciuto ai programmi di edilizia convenzionata.

Edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata

Il bando riguarda soltanto l’edilizia sovvenzionata, cioè il patrimonio interamente pubblico dato in locazione a canone calmierato. Le altre due forme di edilizia residenziale pubblica seguono regole e platee diverse, e la confusione fra i tre regimi è il primo ostacolo per chi cerca casa.

Tipologia Come funziona
edilizia sovvenzionata alloggi costruiti o recuperati a carico degli enti pubblici e assegnati in locazione a canone calmierato tramite graduatorie comunali
edilizia agevolata alloggi realizzati da privati, imprese o cooperative con contributi pubblici o mutui a tasso agevolato, destinati alla prima casa e gravati da vincoli di prezzo e di rivendita
edilizia convenzionata alloggi realizzati da privati in convenzione con il Comune, ceduti o locati a prezzo e canone fissati nell’atto convenzionale

Chi possiede una casa acquistata in edilizia agevolata non è toccato dal bando, che finanzia il recupero del patrimonio pubblico, e per liberare l’immobile dai vincoli di prezzo massimo deve seguire la procedura di affrancazione con il Comune. Le imprese che guardano al Piano Casa lavorano invece su due canali separati, gli appalti pubblici del recupero ERP e i programmi privati di edilizia convenzionata con alloggi a canone calmierato.

Secondo bando da 270 milioni per l’edilizia sociale

Al primo avviso dovrebbe seguire un secondo bando da 270 milioni di euro riservato all’edilizia residenziale sociale, con tempi e criteri ancora da definire. La somma dei due importi restituisce esattamente i 970 milioni della dotazione dell’art. 2, un dettaglio che aiuta a leggere i due avvisi come articolazione di un unico programma anziché come misure separate.