Hanno titoli di studio di terzo livello, esperienza lavorativa ultradecennale e cultura internazionale, con un’età media di 42 anni. Sono le 50 donne più innovatrici d’Italia, la short list FAB50 selezionata dalla ventiduesima edizione del Premio GammaDonna 2026: imprenditrici e manager che guidano aziende attive nella salute, nella transizione ecologica, nella manifattura avanzata e nell’intelligenza artificiale applicata, in molti casi in ambienti a forte prevalenza maschile.
I numeri delle imprese guidate da donne nel 2026
Le imprese guidate da donne in Italia sono 1,48 milioni, quasi un quarto del totale, e nell’ultimo triennio hanno superato la media nazionale per crescita del fatturato e solidità finanziaria, secondo l’Osservatorio Prometeia per Women ONBoarding di UniCredit. Il quadro dell’imprenditoria femminile segnala un consolidamento strutturale: secondo Unioncamere, mentre il tessuto imprenditoriale complessivo arretra, le società di capitali a guida femminile crescono del 2,6%.
Il ritmo è incoraggiante anche nei settori a più alta intensità tecnologica. Nell’ICT, comparto a tradizionale prevalenza maschile, le imprese femminili sono aumentate del 27% tra il 2014 e il 2024, contro il 19% di quelle a conduzione maschile, secondo i dati dell’Osservatorio Rita Levi-Montalcini Svimez-W20. Persistono le criticità note su accesso al credito, sottocapitalizzazione e divario salariale, che frenano la crescita dimensionale delle aziende guidate da donne.
La selezione FAB50 verso la finale di Torino
Le FAB50 sono la rosa delle cinquanta imprenditrici più innovative dell’anno, dalla quale una giuria di esperti, imprenditori e investitori sceglierà le 6 finaliste, comunicate entro l’11 settembre; la finale è in programma a Torino il 5 novembre 2026, con la proclamazione delle vincitrici del premio e dei riconoscimenti collegati.
La provenienza geografica è relativamente omogenea: il 52,8% arriva dal Nord Italia e il 45,3% dal Centro-Sud, a conferma di una capacità innovativa sempre meglio distribuita sul territorio, con una realtà internazionale basata nei Paesi Bassi a completare il quadro. L’età media è di 42 anni e la maggioranza appartiene alle generazioni Millennial e Gen Z, con imprenditrici nate fino al 1998. La presidente di GammaDonna Valentina Parenti descrive la selezione come «un’imprenditoria femminile che non occupa nicchie» e sottolinea la qualità dell’innovazione, fatta di nuovi modelli di impresa, di leadership e di creazione di valore oltre che di nuove tecnologie.
Le innovatrici nei settori STEM
Fra le 50 campionesse dell’innovazione sono rappresentati molteplici settori industriali, comprese le discipline STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica). Alcune imprese appartengono ad ambiti tradizionalmente femminili come la moda, gli accessori, il food, la cura della persona e la formazione: in questi casi le premiate si distinguono per aver abbinato alla tradizione l’innovazione tecnologica o culturale. La selezione che segue privilegia invece le storie di chi si è affermata nelle scienze, nella medicina, nell’energia e nell’industria in senso stretto: innovatrici e insieme capitane coraggiose in ambienti ad alta prevalenza maschile.
Storie di impresa tra IA, spazio, energia e biomedicale
Alice Arduini ha lavorato per dieci anni come manager nella logistica e ha poi fondato Alix International, azienda di spedizioni internazionali da quasi 8 milioni di euro di fatturato e 16 dipendenti, con due sedi a Montano Lucino (Como) e Genova. Reinveste gli utili nella crescita aziendale e nel benessere collettivo, dalla valorizzazione di aree verdi urbane al sostegno di associazioni e realtà sportive del territorio.
Martina Biscuola, esperta di marketing e trasformazione digitale, è co-founder di Neurally, startup innovativa specializzata nell’integrazione etica e sicura dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Vanta partnership con colossi industriali come Omron, Sacmi e One Express e ha partecipato a un programma di accelerazione in Silicon Valley.
Caterina Bissoni, ingegnere gestionale con oltre 12 anni di esperienza nella valutazione della crescita delle imprese, ha messo questa competenza a disposizione di Up Factor, accompagnando le aziende nei processi di sviluppo con particolare attenzione alla trasformazione di innovazioni deeptech in imprese investibili.
Giulia di Tomaso, ricercatrice scientifica, ha fondato Heremos, spin-off dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. L’azienda usa algoritmi di intelligenza artificiale per lo sviluppo di biomarcatori digitali basati su segnali fisiologici e collabora con ospedali, università e partner industriali.
Giulia Federico ha cofondato SPiN – Space Products and Innovation, azienda dell’industria spaziale impegnata nello sviluppo di tecnologie che rendono la produzione satellitare più accessibile, modulare e sostenibile. Sotto la sua guida è stato sviluppato e portato in orbita il MA61C, un’interfaccia intelligente plug-and-play per l’integrazione dei satelliti.
Anna Maria Gentile ha fondato Yourease, che applica l’intelligenza artificiale conversazionale alla Silver Economy: tecnologie fruibili dalla popolazione anziana che supportano il senior living e trasformano l’invecchiamento in una leva di valore sociale ed economico.
Veronica Leone ha innovato l’azienda di famiglia, l’Oleificio Cericola, introducendo impianti tecnologici di ultima generazione come la denocciolatrice in fase di estrazione, innovazione anche di processo. Esporta in Francia, Germania, Svizzera e Scozia.
Anna Manzella ha portato nell’industria cosmetica la sua esperienza di ricercatrice scientifica. Con Amarea Cosmetics, spin-off dell’Università Politecnica delle Marche, valorizza i bioresidui agricoli del territorio trasformandoli, attraverso processi di upcycling, in ingredienti innovativi per la cosmetica.
Alberta Pelino, economista con esperienze in Goldman Sachs e Mercuria, ha fondato Fibi, piattaforma di educazione finanziaria che promuove l’indipendenza economica delle donne e integra una tecnologia proprietaria basata sull’intelligenza artificiale per l’analisi delle spese e il budgeting con percorsi di formazione.
Veronica Pitea, laurea all’Università di Oxford e specializzazione in intelligenza artificiale ad Harvard, è founder della startup innovativa Aceper Manutenzione Sviluppo Fotovoltaico. Sviluppa piattaforme software basate su IA, IoT e data analytics per il monitoraggio intelligente dei consumi energetici e della produzione da fonti rinnovabili, a supporto della transizione energetica di imprese e organizzazioni.
Federica Simonetto, fisica ed esperta in gestione dell’energia, ha cofondato Lemonlights, introducendo sul mercato una tecnologia proprietaria scalabile basata su protocollo LoRa per il monitoraggio dei consumi energetici industriali.
Monica Vatteroni, ingegnera, ricercatrice e imprenditrice, ha fondato EYE-TECH, azienda specializzata nello sviluppo di sensori di visione avanzati per applicazioni di intelligenza artificiale ispirati al funzionamento dell’occhio umano: progettati per garantire elevata precisione anche in condizioni ambientali difficili, trovano applicazione nei sistemi di guida autonoma e navigazione intelligente per veicoli, droni, robot e sistemi subacquei.
Margherita Boiero, top manager, in qualità di CEO ha riconvertito Industrie Borla dall’automotive al biomedicale, riposizionando un’azienda manifatturiera storica su un mercato a più alto valore aggiunto.