Il portale nato per la sicurezza pubblica si è trasformato in una leva di controllo fiscale. L’Agenzia delle Entrate sta usando le presenze che le strutture ricettive comunicano quotidianamente alle Questure tramite Alloggiati Web per far emergere i redditi non dichiarati sugli affitti brevi, e chi gestisce una locazione turistica si trova a dover dimostrare la coerenza tra gli ospiti registrati e gli incassi portati in dichiarazione.
In sintesi, i riferimenti dei controlli:
- il questionario si fonda sull’art. 32, comma 1, n. 4, del DPR 600/1973;
- il termine di risposta lo fissa l’ufficio e non può essere inferiore a 15 giorni;
- la mancata o infedele risposta comporta una sanzione da 250 a 2.000 euro (art. 11, comma 1, del D.Lgs. 471/1997);
- l’omessa risposta legittima l’accertamento induttivo (art. 39, comma 2, lettera d-bis, del DPR 600/1973);
- i documenti non prodotti diventano inutilizzabili a favore del contribuente solo se l’invito contiene l’avvertimento delle conseguenze, secondo l’art. 32, comma 4, del DPR 600/1973.
Incrocio dei dati tra Alloggiati Web e Fisco
L’incrocio dei dati confronta le presenze comunicate alle Questure con i redditi dichiarati e con i corrispettivi trasmessi dalle piattaforme, così da isolare le posizioni incoerenti. Ogni struttura ricettiva, entro le 24 ore dall’arrivo dell’ospite, comunica le generalità degli alloggiati tramite Alloggiati Web, il portale della Polizia di Stato previsto dall’art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Quelle stesse informazioni, un tempo lette solo in chiave di ordine pubblico, alimentano oggi le banche dati dell’Amministrazione finanziaria, che le raffronta con le dichiarazioni dei redditi e con le fatture elettroniche per individuare chi ha registrato ospiti senza riportare i relativi incassi.
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Il flusso informativo si è ampliato con l’anagrafe europea delle locazioni brevi, che obbliga le piattaforme a trasmettere su base mensile pernottamenti, ospiti e codice dell’immobile: dati che confluiscono verso l’Agenzia delle Entrate e rendono il raffronto sempre più fitto.
Questionari dell’Agenzia delle Entrate ai gestori di affitti brevi
I questionari raggiungono i gestori la cui posizione mostra una distanza tra ospiti registrati e redditi dichiarati, con priorità alle omissioni dichiarative totali. Lo strumento si fonda sull’art. 32, comma 1, n. 4, del DPR 600/1973, che consente all’ufficio di chiedere dati e notizie di carattere specifico indicandone il motivo. Al gestore viene richiesto di indicare numero di ospiti, durata dei soggiorni e importi percepiti, entro un termine fissato dall’ufficio e comunque non inferiore a 15 giorni.
La platea è ampia e comprende alberghi, case vacanza, affittacamere e bed and breakfast, insieme a chi affitta un appartamento in forma privata quando la gestione risulta continuativa. La mancata risposta, oltre alla sanzione da 250 a 2.000 euro prevista dall’art. 11, comma 1, del D.Lgs. 471/1997, apre la strada a una ricostruzione del reddito meno favorevole.
Rischio di accertamento induttivo sui redditi non dichiarati
L’accertamento induttivo permette all’ufficio di stimare i ricavi sulla base delle presenze comunicate quando il contribuente resta silente, ai sensi dell’art. 39, comma 2, lettera d-bis, del DPR 600/1973. Il silenzio produce anche un secondo effetto: i documenti non trasmessi in risposta all’invito diventano inutilizzabili a favore del contribuente nel successivo contenzioso, secondo l’art. 32, comma 4, dello stesso decreto.
Questa preclusione, però, opera solo se l’invito avverte in modo esplicito delle conseguenze dell’inadempimento, come chiarito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6092/2022, e la sola omessa risposta non basta di per sé a giustificare la rettifica in assenza di ulteriori elementi.
Chi riceve il questionario ha quindi interesse a rispondere nei termini e a produrre subito la documentazione, perché il valore difensivo di quei documenti si perde se restano nel cassetto.
Presenze registrate e ricavi imponibili a confronto
Le presenze comunicate ad Alloggiati Web contano le persone alloggiate, non gli incassi, e per questo sovrastimano quasi sempre i corrispettivi effettivi. Una prenotazione da quattro ospiti per tre notti genera dodici presenze nel portale della Questura e un solo pagamento: ricostruire il reddito moltiplicando le presenze per una tariffa media porta a un importo lontano dalla realtà.
Ipotizziamo per esempio un appartamento con 220 presenze registrate in un anno. Una stima induttiva a 80 euro di tariffa media restituirebbe 17.600 euro di ricavi presunti, mentre la somma dei pagamenti realmente ricevuti, documentata con i rendiconti delle piattaforme e con gli estratti conto, può fermarsi intorno a 7.000 euro. La distanza tra la pretesa e l’imponibile reale misura lo spazio di difesa, e dipende dal regime fiscale applicato.
Locatore privato con cedolare secca
Il locatore che ha scelto la cedolare secca sugli affitti brevi ha come base imponibile il totale dei corrispettivi lordi percepiti, senza deduzione delle spese, perciò la difesa consiste nel provare gli incassi reali e non nel dedurre costi. Chi affitta tramite intermediari online ha spesso già subito la ritenuta del 21% trattenuta e versata dalla piattaforma ai sensi del DL 50/2017, con i dati trasmessi all’Agenzia tramite Certificazione Unica: in questi casi il reddito è già tracciato e il questionario tende a colpire gli incassi rimasti fuori dal circuito della ritenuta.
Gestore in forma imprenditoriale
Per il gestore che opera in forma d’impresa il reddito d’impresa si calcola sottraendo ai ricavi i costi documentati con pagamenti tracciabili, dalle commissioni delle piattaforme alle spese di pulizia e biancheria fino alle utenze. Qui l’indicazione delle spese incide davvero sull’imponibile, all’opposto di quanto vale in cedolare. La qualificazione imprenditoriale può scattare anche sotto le soglie numeriche quando la gestione è continuativa e organizzata, con la conseguenza di un recupero a reddito d’impresa e a IVA e senza scomputo automatico della ritenuta già versata dalle piattaforme.
Risposta al questionario e prova dei corrispettivi
La risposta efficace ricostruisce ogni soggiorno collegando presenze, prenotazioni, incassi e documentazione bancaria, così da opporre alle presenze registrate i corrispettivi effettivi. Vanno raccolti i rendiconti delle piattaforme, le ricevute di pagamento, gli estratti conto e le comunicazioni già inviate alla Questura, e vanno riconciliati con quanto riportato in dichiarazione.
Per chi rientra nel modello ordinario, la corretta indicazione dei redditi da locazione breve nel Quadro B del 730 chiude il raffronto con i dati in possesso dell’ufficio. Quando il termine assegnato è troppo breve, una richiesta motivata di proroga inviata prima della scadenza tutela la posizione e conserva il diritto di produrre i documenti.