Nelle comunicazioni alle Camere dell’11 giugno, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, Giorgia Meloni ha legato energia e competitività in un unico fronte per imprese e PMI. Oltre alla deroga al Patto sull’energia già ottenuta, la premier chiede alla UE una revisione dell’ETS, strumenti più incisivi per in tema di pratiche commerciali e maggiori tutele per le piccole e medie imprese nel prossimo bilancio europeo.
In sintesi
- il governo chiede una revisione dell’ETS e dei suoi benchmark, per ridurre l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica e tutelare le imprese energivore;
- sul commercio, l’Italia spinge per strumenti di difesa più rapidi contro le pratiche sleali e per il controllo sugli investimenti esteri, con decisione finale agli Stati;
- sulle materie prime critiche e i fertilizzanti la risposta indicata è la diversificazione delle forniture e i partenariati del Piano Mattei;
- nel prossimo bilancio UE, l’Italia rivendica le tutele ottenute per le PMI nel Fondo per la Competitività e difende PAC, Pesca e Coesione dai tagli;
- la flessibilità da 13-14 miliardi sull’energia è vincolata a investimenti come reti, accumuli ed efficienza, esclusi bonus in bolletta e taglio delle accise.
Revisione dell’ETS e prezzi dell’energia elettrica
Il governo chiede una revisione urgente del sistema ETS, a partire dai benchmark, e segnala i rischi della revisione organica attesa per luglio, che potrebbe introdurre meccanismi capaci di aggravare anziché ridurre i prezzi dell’energia elettrica. La premier ha legato la richiesta alla competitività delle imprese energivore, rivendicando insieme il massimo storico delle rinnovabili e i 23 miliardi di aiuti di Stato approvati dalla Commissione per nuova capacità verde. La flessibilità di bilancio sull’energia, già ottenuta, vale quasi 14 miliardi in tre anni ma è riservata agli investimenti, esclusi i sussidi e il taglio delle accise.
Difesa commerciale, investimenti esteri e materie prime
Sul versante industriale l’Italia chiede strumenti di difesa commerciale più rapidi ed efficaci contro le pratiche sleali e sostiene il nuovo sistema europeo di controllo degli investimenti esteri, con la decisione finale lasciata agli Stati membri. La premier ha richiamato la dipendenza dalle materie prime critiche, dalle terre rare e dai fertilizzanti, indicando la diversificazione delle forniture e i partenariati del Piano Mattei come leve di sicurezza economica.
Bilancio UE, le tutele per le PMI e la condizionalità
Sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, l’Italia rivendica le maggiori tutele ottenute per le PMI nel Fondo per la Competitività e difende PAC, Pesca e Coesione dai tagli a favore delle nuove priorità. Il governo si oppone alle condizionalità che rischiano di bloccare la spesa dei fondi, dal principio «Do no significant harm», che escluderebbe interi investimenti, fino al legame con lo Stato di diritto. Sul fronte difesa, l’Italia si presenterà con una spesa al 2,8% del PIL.