DDL Riforma affitti 2026: sfratti rapidi, cedolare secca e flat tax negozi

di Teresa Barone

21 Aprile 2026 11:29

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Tre DDL al Senato per riformare il mercato degli affitti: sfratti più rapidi, cedolare secca chiarita e aliquota al 21% per le locazioni commerciali.

Tre disegni di legge per rimettere sul mercato delle locazioni milioni di case sfitte in Italia: li ha presentati al Senato il senatore UDC Antonio De Poli, alla conferenza “Riformare le locazioni: trasparenza, equità fiscale e garanzie per i proprietari”. I tre DDL intervengono su tempi di sfratto, cedolare secca e locazioni commerciali, puntando a ridurre i rischi che oggi tengono fuori dal mercato milioni di proprietari.

Milioni di case fuori dal mercato degli affitti

Dietro alla crisi degli affitti non c’è solo carenza di immobili ma anche un deficit di fiducia da parte dei proprietari. I dati Censis richiamati durante la conferenza indicano che le abitazioni sfitte in Italia sono circa 8,5 milioni, pari al 24% del totale di 35,6 milioni di unità residenziali censite. A trattenere molti proprietari dal locare il proprio immobile sono soprattutto i tempi medi di rilascio in caso di morosità, che oscillano tra i 15 e i 24 mesi, con punte fino a 30 mesi nelle grandi città. Pesano anche le incertezze fiscali legate alla cedolare secca nei contratti con conduttori aziendali e l’assenza di incentivi strutturali per le locazioni commerciali.

I tre DDL De Poli affrontano ciascuno di questi nodi con interventi distinti e complementari.

Sfratti più veloci e tempi certi: cosa prevede il DDL 774

Il primo provvedimento, il DDL n. 774, interviene sul problema più segnalato dai proprietari: i tempi di rilascio degli immobili in caso di morosità. La nuova proposta per gli sfratti veloci introduce procedure più rapide per l’esecuzione degli sfratti e garanzie di certezza sui tempi, con l’obiettivo di ridurre il fattore rischio che oggi scoraggia la messa sul mercato di immobili sfitti.

L’iniziativa si inserisce in un dibattito legislativo già aperto al Senato, dove altre proposte analoghe sono in corso di esame.  Il punto qualificante del DDL 774 rispetto al panorama normativo attuale è la certezza procedurale: non solo sfratti più rapidi, ma tempi predeterminati e verificabili, così da rendere il rapporto locativo più affidabile per il proprietario fin dalla firma del contratto.

Cedolare secca e affittuari aziendali: il chiarimento del DDL 775

Il secondo disegno di legge, il DDL n. 775, affronta una questione che ha alimentato anni di contenzioso fiscale: l’applicabilità della cedolare secca nelle locazioni abitative quando il conduttore è un’impresa o professionista. La proposta stabilisce in modo definitivo che il regime agevolato si applica anche in questi casi, a condizione che l’immobile sia destinato all’uso abitativo effettivo — ad esempio per l’alloggio dei dipendenti.

L’incertezza interpretativa attuale, più volte al centro di pronunce della Cassazione, scoraggia i proprietari dal locare ai soggetti aziendali, contraendo ulteriormente l’offerta abitativa accessibile. Il DDL punta a eliminare questa ambiguità, rendendo il sistema più trasparente e prevedibile per entrambe le parti del contratto.

Cedolare al 21% per i negozi: DDL 828 contro la desertificazione

Il terzo intervento riguarda gli immobili non abitativi: con il DDL n. 828, l’UDC propone di stabilizzare la cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali. La misura intende incentivare i proprietari di negozi, uffici e spazi commerciali a rimettere sul mercato gli immobili oggi inutilizzati, in un momento in cui la desertificazione dei centri storici urbani è un fenomeno in accelerazione. Il patrimonio non residenziale sfitto o sottoutilizzato — negozi, uffici, logistica, spazi produttivi — costituisce una riserva di offerta da attivare, parallela a quella abitativa. Una politica abitativa efficace, nell’ottica dei proponenti, non può prescindere dal rilancio anche del segmento commerciale di prossimità.