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Energia e caro petrolio: 10 misure straordinarie per tagliare i consumi

di Redazione PMI.it

24 Marzo 2026 10:34

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L'Agenzia Internazionale dell'Energia indica ai governi incentivi, misure straordinarie e buone pratiche per limitare la domanda di carburante.

Contro i rischi del caro petrolio, 10 misure immediate che possono mettere al riparo famiglie e imprese, benché tocchino da vicino le abitudini quotidiane e i costi aziendali. Nel piano anti-shock dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) entrano smart working, meno voli, limiti di velocità più bassi, trasporto pubblico e car sharing, con l’obiettivo di alleggerire la domanda di greggio mentre la crisi in Medio Oriente continua a spingere i prezzi verso l’alto.

L’Agenzia sposta l’attenzione su un terreno meno politico ma molto più concreto: i consumi, invitando a tagliare gli spostamenti più energivori, ridurre l’uso dell’auto e ripensare trasferte e abitudini quotidiane per contenere l’effetto del caro petrolio su benzina, gasolio e carburante aereo.

Il petrolio sopra 100 dollari riporta i consumi al centro

Il report nasce dentro uno scenario che l’AIE definisce eccezionale. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, si è quasi fermato e i prezzi dei carburanti hanno ricominciato a correre insieme al greggio, tornato sopra i 100 dollari al barile.

Sul lato dell’offerta una prima risposta è già arrivata con il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei Paesi membri dell’AIE. Per l’Agenzia, però, questa mossa non basta da sola a compensare una rottura così ampia delle forniture e serve intervenire anche sul lato della domanda.

Auto, trasferte e logistica sono il primo fronte

Tra i settori più esposti c’è anche quello aereo. L’AIE suggerisce di limitare i viaggi in aereo quando esistono alternative, soprattutto nelle trasferte d’affari, per alleggerire la pressione sul jet fuel in una fase in cui diversi scali asiatici segnalano margini di scorta sempre più stretti. Il cuore del piano riguarda però i trasporti su strada, che da soli valgono circa il 45% della domanda globale di petrolio. È qui che l’AIE individua i margini di riduzione più rapidi, con misure che toccano in modo diretto pendolarismo, flotte aziendali, consegne merci e viaggi di lavoro.

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Le dieci misure proposte dall’AIE

Molte delle leve indicate riguardano regole temporanee e cambi di comportamento. Dallo smart working ai limiti di velocità, fino alle targhe alterne nelle grandi città, il piano riporta al centro strumenti già visti in altre fasi di emergenza energetica. Nel report vengono indicate dieci azioni che possono essere adottate in tempi rapidi:

  1. smart working, quando le mansioni lo consentono, per ridurre i tragitti casa-lavoro e il consumo di benzina e gasolio;
  2. limiti di velocità più bassi in autostrada, con una riduzione di almeno 10 chilometri orari per tagliare i consumi di auto, furgoni e camion;
  3. trasporto pubblico, favorendo il passaggio dall’auto privata a treni e autobus nelle tratte dove il servizio è già disponibile;
  4. targhe alterne o altri sistemi di accesso alternato nelle grandi città, per ridurre congestione, soste a motore acceso e guida a strappi;
  5. car sharing e guida più efficiente, aumentando gli occupanti per veicolo e correggendo le abitudini che spingono i consumi verso l’alto;
  6. consegne e trasporto merci con pratiche di guida più attente, minore inattività del mezzo e carichi meglio ottimizzati;
  7. GPL sottratto ai trasporti, spostando dove possibile i veicoli bifuel sulla benzina per conservare più gas di petrolio liquefatto agli usi prioritari;
  8. meno voli quando treno o altre alternative risultano praticabili, soprattutto nei viaggi di lavoro più comprimibili;
  9. cottura elettrica o altre soluzioni moderne, per ridurre la dipendenza dal GPL nelle famiglie e nelle attività più esposte;
  10. industria petrolchimica, con materie prime alternative, manutenzione mirata e interventi rapidi di efficienza per ridurre il consumo di petrolio.

Sostegni e incentivi selettivi entrano nella partita

L’AIE non si limita al decalogo e manda anche un messaggio ai governi. In una fase di shock dei prezzi, i sostegni ben mirati verso i soggetti più esposti risultano più efficaci e più sostenibili dei sussidi generalizzati, che tendono a costare di più e a disperdere risorse. È qui che il piano diventa anche un tema politico. Ridurre i consumi senza bloccare attività economiche, trasferte e servizi richiede una combinazione di norme temporanee, incentivi selettivi e scelte organizzative che coinvolge imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni molto più da vicino di quanto lasci intendere un semplice decalogo.