La ricchezza cresce in Italia ma resta a vantaggio di pochissimi: i nuovi dati

di Teresa Barone

21 Gennaio 2026 10:58

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In Italia il 91% della nuova ricchezza è andato al 5% di famiglie già più ricco: le politiche di Governo premiano i territori e gruppi già in condizioni di vantaggio.

La ricchezza cresce, ma non si distribuisce. In Italia, negli ultimi quindici anni, quasi tutta la nuova ricchezza generata si è concentrata nelle mani di una minoranza, mentre una quota sempre più ampia della popolazione resta esclusa dai benefici della crescita.

Secondo il nuovo rapporto di Oxfam Italia, il 91% dell’incremento di ricchezza registrato in Italia negli ultimi 15 anni è andato al 5% più facoltoso delle famiglie. La maggioranza della popolazione ha invece beneficiato solo marginalmente della crescita economica.

I dati fotografano un Paese in cui l’accumulazione patrimoniale accelera per chi è già avvantaggiato mentre povertà e vulnerabilità sociale restano strutturali, senza segnali di inversione. Lo studio segnala infatti un ulteriore ampliamento dei divari economici e sociali, con effetti diretti sulla coesione sociale e sul funzionamento delle democrazie.

Il rapporto Oxfam e il contesto globale

Il rapporto, intitolato “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”, è stato presentato in concomitanza con l’apertura del World Economic Forum di Davos e offre una fotografia aggiornata delle dinamiche globali della ricchezza.

A livello mondiale, nel solo 2025 la ricchezza detenuta dai grandi patrimoni è cresciuta del 16%, portando il valore complessivo dei patrimoni miliardari a circa 18.300 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento dell’81% rispetto al 2020, un ritmo di crescita nettamente superiore a quello dei redditi medi e bassi.

Un dato emblematico riportato dal rapporto evidenzia come i 12 miliardari più ricchi del pianeta detengano una ricchezza superiore a quella posseduta dalla metà più povera dell’umanità, confermando una tendenza alla concentrazione che si è rafforzata negli ultimi anni.

Italia, Paese dalle “fortune invertite”

Nel focus dedicato, Oxfam definisce l’Italia come il Paese dalle fortune invertite, evidenziando una distribuzione degli effetti delle politiche economiche e sociali che tende a favorire gruppi e territori già in condizioni di vantaggio.

Secondo l’analisi, l’incremento di ricchezza non solo è stato fortemente concentrato, ma ha anche contribuito ad ampliare le distanze tra i diversi segmenti della popolazione. In questo quadro, il sistema di premialità e incentivi pubblici risulterebbe poco orientato a sostenere in modo strutturale le fasce più vulnerabili.

Povertà assoluta in Italia: stasi che dura da anni

Accanto alla crescita delle disuguaglianze patrimoniali, il rapporto segnala in Italia una sostanziale stagnazione della povertà assoluta in Italia. Nel 2024, secondo i dati richiamati da Oxfam, oltre 2,2 milioni di famiglie – pari a circa 5,7 milioni di persone – vivevano in condizioni di povertà assoluta.

Si tratta di nuclei che non dispongono di risorse mensili sufficienti ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Un dato che, nonostante i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nelle politiche di sostegno al reddito, rimane sostanzialmente invariato.

Disuguaglianze e diritti fondamentali

Il rapporto mette in guardia anche sugli effetti di lungo periodo dell’aumento delle disuguaglianze. La concentrazione della ricchezza, secondo Oxfam, non è solo una questione economica, ma ha ripercussioni dirette sul godimento dei diritti fondamentali, sull’accesso ai servizi essenziali e sulla qualità della partecipazione democratica.

In assenza di interventi strutturali, il rischio segnalato è quello di un progressivo indebolimento del patto sociale, con effetti che si riflettono sul mercato del lavoro, sul sistema di welfare e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Un tema centrale nel dibattito economico e sociale

I dati contenuti nel rapporto Oxfam si inseriscono in un dibattito più ampio che riguarda la sostenibilità dei modelli di crescita e la capacità delle politiche pubbliche di ridurre i divari sociali.

Il quadro delineato mostra come la ripresa economica degli ultimi anni non sia stata accompagnata da una redistribuzione equilibrata dei benefici, ponendo nuovamente al centro dell’agenda pubblica il tema della disuguaglianza economica e delle sue conseguenze sul tessuto sociale.