La produzione industriale italiana ha chiuso il 2025 in flessione ma la tendenza negativa sembra rallentare. Le prospettive per il 2026 sono più ottimistiche, con una possibile stabilizzazione del settore e una crescita degli ordini in positivo.
I settori in difficoltà e quelli in ripresa
Secondo il Centro Studi Confartigianato (Le prospettive del 2026 per le imprese e l’economia), a novembre il calo è stato dello 0,7% in miglioramento rispetto al -4,3% del 2024. Fra i settori più in difficoltà troviamo la moda e i mezzi di trasporto, entrambi con una flessione del 5,6%.
Tuttavia, la metallurgia e i macchinari e impianti hanno registrato segni di ripresa, con la prima che ha visto una crescita dello 0,1%, e la seconda che ha chiuso con una crescita pari a zero. La meccanica ha ridotto la perdita, passando dal -6,5% del 2024 a un -1,1% nel 2025.
Le prospettive per gli ordini e le esportazioni
Un dato positivo riguarda gli ordini, che sono tornati in crescita, a suggerire una possibile stabilizzazione. Tuttavia, il settore delle esportazioni rimane critico, soprattutto a causa dei dazi USA. L’export italiano è cresciuto del 3,1% nei primi 11 mesi del 2025, un miglioramento rispetto al -0,7% del 2024, ma con eventi eccezionali come il boom del 30,9% nelle esportazioni di farmaci, dovuto agli anticipi di acquisti statunitensi. Al contrario, il settore delle auto ha visto una perdita dell’8,3%, e anche altre attività manifatturiere hanno registrato una flessione del 7,3%.
Il fenomeno del labour harding in crescita
Il report segnala anche un fenomeno di labour harding, in cui le ore lavorate (+1,5%) aumentano a un ritmo superiore al valore aggiunto (+0,2%). Questo riflette una flessione della produttività del lavoro, un fenomeno che riduce la competitività del settore. Nel 2024, i dati Istat mostrano che la produttività nel mercato italiano è cresciuta dello 0,4%, a fronte di un incremento delle ore lavorate pari al 2,3%, con un chiaro impatto negativo sull’efficienza produttiva.

Il confronto europeo e la sfida della manifattura
Nel 2025, la produzione industriale italiana ha mostrato performance peggiori rispetto alla media europea. Italia, Francia e Spagna hanno registrato segni di flessione, ma la crisi tedesca, con un calo dell’1,4%, ha influenzato negativamente anche l’industria italiana. I due Paesi sono strettamente legati attraverso catene di fornitura, e la difficoltà della Germania ha avuto ripercussioni su tutta l’area manifatturiera europea.