L’iter parlamentare della Manovra 2026 entra nella fase calda: nelle prossime ore sono attesi un Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi ed un vertice tra i leader della coalizione di centrodestra per chiarire la linea comune sulla Legge di Bilancio 2026 e sciogliere i principali nodi, a partire dagli emendamenti “bandiera” che ogni partito ha inserito tra le proprie priorità.
La partita è doppia: evitare la spaccatura sulla tenuta della maggioranza di Governo e dare concretezza alle promesse elettorali in vista dell’approvazione del testo della Manovra 2026.
Emendamenti prioritari alla Manovra 2026
Secondo le prime ricognizioni, ci sono almeno 123 emendamenti segnalati da Fratelli d’Italia, che puntano a misure che vanno dalla gestione delle riserve auree della Banca d’Italia, a sanatorie edilizie fino a tasse sul contante. Parallelamente, la Lega ha segnalato circa 60 emendamenti che insistono sulla sospensione dell’aumento dell’età pensionabile, la riduzione della cedolare secca sugli affitti brevi e una modifica all’iper-ammortamento.
Un vertice politico determinerà quali di queste proposte entreranno nel testo finale della Manovra e con quali coperture.
Il nodo coperture e le promesse politiche
Da una parte c’è la pressione per includere nel testo del ddl di bilancio le misure fortemente volute dal centrodestra, dall’altra l’obbligo di rispettare i vincoli del ministero dell’Economia e della Ragioneria generale dello Stato. Il nodo delle coperture resta centrale: sanatorie edilizie, tasse sul contante e rilancio degli incentivi richiedono risorse aggiuntive e valutazioni di impatto sul deficit.
Edilizia e pensioni
Nel pacchetto degli emendamenti segnalati, due capitoli pesano più degli altri: pensioni ed edilizia.
Sul fronte previdenziale, la Lega punta a bloccare lo scatto dell’età pensionabile previsto dal 2027, proponendo di fissare l’uscita di vecchiaia a 66 anni e 11 mesi e di prorogare Quota 103 e Opzione Donna. Si tratta di misure con forte impatto politico, ma che richiedono coperture consistenti e quindi un confronto diretto con il MEF.
Sul fronte edilizio, Fratelli d’Italia ha segnalato una serie di emendamenti che delineano una maxi-operazione di regolarizzazione: nuova sanatoria nazionale per opere minori ultimate entro il 30 settembre 2025, riapertura del condono 2003 in aree critiche come la Campania e introduzione di un termine perentorio al 31 marzo 2026 per chiudere l’enorme arretrato dei condoni del 1985, 1994 e 2003. Due fronti destinati a incidere profondamente non solo sui conti pubblici, ma anche sulla gestione amministrativa di Comuni e uffici tecnici.
=> Condono edilizio in Manovra 2026
Gli altri emendamenti segnalati
Accanto al pacchetto edilizio, Fratelli d’Italia ha segnalato anche un emendamento destinato a far discutere: la proposta secondo cui «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo italiano». Il testo, firmato dal capogruppo Malan, è stato definito “presumibilmente segnalato” dalla maggioranza e ha raccolto l’appoggio del senatore leghista Claudio Borghi, da tempo sostenitore della misura. Si tratta di una proposta dal forte valore simbolico e con potenziali implicazioni di governance che richiederà valutazioni approfondite da parte del Governo.
Tra le proposte segnalate alla Manovra 2026 emerge anche la revisione della cedolare secca sugli affitti brevi. Alcuni emendamenti puntano a eliminare l’aliquota al 26%, sostituendola con una tassazione più leggera – fino al 23% – per rendere il regime più conveniente e uniformarlo ai contratti di locazione tradizionali. Rientrano nella discussione anche ipotesi di ulteriori riduzioni per gli affitti di lungo periodo, mentre restano da definire limiti, criteri territoriali e coperture finanziarie. Un capitolo che potrebbe incidere in modo rilevante sulle scelte fiscali dei proprietari e sulla competitività del mercato delle locazioni.
La Lega ha presentato 57 emendamenti, di cui un pacchetto sanitario dal valore complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro. Le proposte includono interventi su prevenzione oncologica, innovazione tecnologica, superamento del vincolo di esclusività per alcune professioni sanitarie, taglio delle liste d’attesa e rafforzamento della medicina territoriale. Il partito ha ribadito la richiesta di una tassazione straordinaria su banche e assicurazioni, stimata in circa 5 miliardi, per finanziare direttamente il sistema sanitario e sostenere l’aumento delle risorse destinate al personale medico e infermieristico.
Tra le proposte segnalate dalla maggioranza spiccano dunque la sanatoria edilizia nazionale (già precedentemente emersa), la riapertura del condono 2003 in alcune aree ma anche altre “poste” di forte impatto elettorale: ad esempio la tassa da 500 euro sui pagamenti in contanti tra 5.001 e 10.000 euro e quella da 2 euro per le piccole spedizioni extra UE.
C’è da dire che alcune di queste misure presentano però complessità operative e rischiano di sollevare ricorsi o problemi di compatibilità con le norme UE e costituzionali.
Le proposte dell’opposizione
Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico ha segnalato 70 emendamenti con un perimetro molto eterogeneo: dal definanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina con la restituzione dei Fondi di Sviluppo e Coesione a Calabria e Sicilia, all’introduzione di una digital tax nazionale per i grandi gruppi tecnologici. È stato segnalato anche l’emendamento che propone il taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% fino a 60mila euro di reddito, insieme alla proposta di eliminare le commissioni applicate ai pagamenti tramite PagoPA. Tra i segnalati rientra anche una norma che vieterebbe a banche e assicurazioni di trasferire sui clienti i costi generati da eventuali aumenti fiscali, oltre all’emendamento unitario dell’opposizione a firma Boccia che introduce il salario minimo.
Verso la discussione dei correttivi
Dopo la concertazione politica, quali che saranno i correttivi selezionati per essere “caldeggiati dal Governo”, la Legge di Bilancio entrerà finalmente in Commissione Bilancio dove saranno discussi e votati gli emendamenti segnalati.
La tensione nel centrodestra resta alta: evitare spaccature e mantenere il numero legale in Aula rimane una priorità politica. La speranza è di arrivare ad un accordo entro le prossime settimane per l’approvazione del testo entro fine anno.