Tratto dallo speciale:

Pubblico impiego: tutti i risparmi in busta paga con la Manovra 2026

di Anna Fabi

27 Ottobre 2025 10:34

logo PMI+ logo PMI+
Detassazione aumenti contrattuali, taglio IRPEF e buoni pasto: le novità fiscali che rafforzano il potere d’acquisto degli stipendi pubblici nel 2026.

La Manovra di Bilancio 2026 dedica un capitolo specifico al pubblico impiego, puntando ad aumentare il reddito netto di oltre 3,3 milioni di lavoratori statali. L’obiettivo, indicato all’articolo 4 del disegno di legge, è “rafforzare il legame tra produttività e salario”, attraverso una serie di misure fiscali e contrattuali che incidono direttamente sulla busta paga dei dipendenti pubblici.

Vediamo come ed in quale misura.

Taglio IRPEF anche in busta paga

Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota IRPEF per la seconda fascia di reddito (secondo scaglione) scende dal 35% al 33%. Il taglio si traduce in un beneficio mensile compreso tra 12 e 37 euro, a seconda del reddito, e interessa la fascia dei dipendenti pubblici con retribuzioni tra 28mila e 50mila euro lordi l’anno — quella che comprende la quasi totalità del personale non dirigente. Secondo le prime simulazioni, l’effetto in busta paga sarà il seguente:

Reddito annuo lordo Beneficio annuo IRPEF Incremento mensile medio
30.000 € +144 € +12 €
40.000 € +384 € +32 €
50.000 € +440 € +37 €

Detassazione premi e indennità nella PA

Per il personale della Pubblica amministrazione, la Manovra introduce una flat tax del 15% sui premi di produttività, indennità fisse e variabili riconosciute dalle amministrazioni. L’agevolazione si applica solo se:

  • la retribuzione annua non supera i 50mila euro lordi;
  • l’importo del premio o dell’indennità agevolata non supera 800 euro per anno fiscale.

Si tratta di una soglia inferiore alla media dei premi corrisposti nel pubblico impiego (circa 1.200 euro), ma che consente comunque un risparmio fiscale aggiuntivo di fino a 180 euro annui per i lavoratori che ne beneficiano.

Buoni pasto e fringe benefit

Tra gli interventi che riguardano la retribuzione accessoria figura anche l’aumento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici, che passa da 8 a 10 euro. La misura interessa tutto il personale statale e parastatale, compresi docenti, impiegati ministeriali e lavoratori della Sanità, e si traduce in un risparmio fiscale medio stimato di 200 euro annui.

Il quadro complessivo dei risparmi

Sommando i benefici derivanti dal taglio IRPEF, dalla tassa piatta sui premi e dai nuovi limiti di esenzione dei buoni pasto, un dipendente pubblico medio potrà ottenere in busta paga nel 2026 un aumento del reddito netto tra 400 e 650 euro annui. Per i redditi compresi tra 45 e 50mila euro, l’effetto cumulativo potrà superare i 55 euro mensili.

Nello specifico, il vantaggio fiscale per gli stipendi della PA massimo raggiunge i 56 euro al mese sommando il taglio IRPEF e la detassazione sui premi di produttività, con un guadagno complessivo di 664 euro annui.

Stipendi PA: tabella novità 2026

  • Taglio IRPEF: dal 35% al 33% per redditi 28–50 mila €
  • Beneficio medio mensile: +12 / +37 € (massimo 56 €)
  • Flat tax sui premi: 15% fino a 800 € annui e redditi sotto i 50 mila €
  • Buoni pasto elettronici: esenzione fino a 10 €
  • Aumento netto annuo stimato: tra 400 e 650 €

Stipendi medi per comparto pubblico

Il pacchetto fiscale si affianca ai rinnovi contrattuali per il triennio 2025–2027, che prevedono ulteriori adeguamenti retributivi e l’aggiornamento delle indennità di comparto. La combinazione tra interventi fiscali e nuovi contratti rappresenta uno degli sforzi più ampi degli ultimi anni per ridurre la perdita di potere d’acquisto nel pubblico impiego.

I nuovi benefici fiscali si innestano su livelli retributivi già molto differenziati tra i comparti pubblici. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, nel 2024 la retribuzione media lorda annua dei lavoratori pubblici è così distribuita:

Comparto Retribuzione media annua
Sanità 43.000 €
Funzioni centrali (Ministeri, Inps, Inail, Agenzie fiscali) 41.000 €
Funzioni locali (Comuni, Regioni, Enti territoriali) 33.700 €
Scuola (docenti e personale ATA) 33.000 €

Per queste categorie, la riduzione dell’IRPEF comporterà un risparmio proporzionale: più alto per Sanità e Funzioni Centrali, più contenuto per Scuola e Funzioni locali. In media, un lavoratore pubblico di fascia intermedia (tra i 35 e i 40 mila euro lordi annui) vedrà un incremento netto mensile tra 25 e 35 euro.