Un 2026 all’insegna della discontinuità nel quadro degli incentivi per chi investe in startup innovative. Lo storico sgravio IRES-IRPEF del 30% non è più fruibile dal 1° gennaio per scadenza dell’autorizzazione europea sugli aiuti di Stato: il Governo non ha notificato in tempo la richiesta di proroga e la Legge di Bilancio 2026 non ha previsto interventi sostitutivi.
Nel frattempo sono diventati operativi il credito d’imposta per gli incubatori certificati e le nuove soglie per gli investimenti qualificati in venture capital. Dunque, un quadro in forte evoluzione che richiede una mappa aggiornata. Vediamo tutte le novità 2026 in dettaglio ed il confronto puntuale con le regole e gli incentivi 2025 non più disponibili.
- Dal 2025 al 2026: cosa è cambiato per startup e investitori
- Detrazione del 30% sospesa dal 1° gennaio 2026
- Resta attiva la detrazione de minimis al 65%
- Credito d’imposta per incubatori dal 30 marzo 2026
- PMI innovative senza incentivi de minimis dal 2025
- Venture capital e investitori istituzionali: soglia al 5%
- Legge PMI 2026 e testo unico Startup: cosa prevede
Dal 2025 al 2026: cosa è cambiato per startup e investitori
Il sistema degli incentivi per le startup innovative si è trasformato in profondità tra il 2024 e il 2026. Le Leggi 193/2024 e 162/2024 hanno ridisegnato i requisiti di accesso allo status e potenziato selettivamente le agevolazioni per l’early stage, penalizzando invece le PMI innovative nella fase di crescita. Il 2026 è il primo anno in cui questa riconfigurazione produce effetti compiuti: alcune misure sono entrate a pieno regime, altre sono venute meno, e una — la detrazione ordinaria del 30% — si trova in una zona grigia normativa che richiede attenzione specifica da parte di imprese e investitori.
Detrazione del 30% sospesa dal 1° gennaio 2026
La detrazione IRPEF e la deduzione IRES del 30% previste dall’art. 29 del D.L. 179/2012 erano applicabili fino al 31 dicembre 2025 per gli investimenti nel capitale di startup e PMI innovative, sia diretti sia tramite OICR. Dal 1° gennaio 2026 questa agevolazione non è più fruibile, perché la precedente autorizzazione della Commissione europea al regime di aiuto di Stato è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata rinnovata.
La misura non è stata abrogata: resta nel testo normativo ma la sua applicabilità è condizionata a una nuova autorizzazione UE, attualmente in attesa.
Le operazioni concluse tra il 1° gennaio 2026 e la data di un’eventuale futura autorizzazione europea si trovano in una situazione di incertezza giuridica: l’orientamento prudenziale prevalente è che una proroga non possa essere considerata automaticamente estesa alle operazioni già perfezionate nel frattempo. Chi sta pianificando aumenti di capitale o nuovi round deve tenere conto di questo rischio specifico.
Resta attiva la detrazione de minimis al 65%
L’unico incentivo fiscale agli investimenti in startup innovative che nel 2026 risulta pienamente operativo è la detrazione de minimis al 65% prevista dall’art. 29-bis del D.L. 179/2012, introdotta con l’incremento dal 50% al 65% dalla Legge 193/2024 a partire dal 1° gennaio 2025.
Si applica esclusivamente alle startup innovative — non alle PMI innovative — nei primi 3 anni di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, su investimenti fino a 100.000 euro per periodo d’imposta, nel rispetto del massimale de minimis di 300.000 euro nel triennio per l’impresa beneficiaria.
L’investimento non deve generare una partecipazione qualificata superiore al 25% del capitale, né l’investitore deve essere fornitore della startup per un fatturato superiore al 25% dell’investimento agevolato. La Legge 162/2024 ha introdotto la possibilità di convertire l’eccedenza non detraibile in credito d’imposta compensabile tramite modello F24, migliorando la liquidità per gli investitori con capienza fiscale limitata.
Per le agevolazioni operative per le startup innovative — Fondo di Garanzia PMI, Smart&Start, fail-fast — il quadro 2026 è invariato.
Credito d’imposta per incubatori dal 30 marzo 2026
È operativo nel 2026 anche il credito d’imposta dell’8% riservato agli incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative, introdotto dall’art. 32 della Legge 193/2024 e operativo dal periodo d’imposta 2025. L’investimento massimo agevolabile è di 500.000 euro per periodo d’imposta, con obbligo di mantenimento per almeno 3 anni. Le risorse stanziate ammontano a 1,8 milioni di euro annui, in regime de minimis. Il decreto attuativo del MIMIT ha fissato al 30 marzo 2026 l’apertura delle domande, trasmesse via PEC a Invitalia.
PMI innovative senza incentivi de minimis dal 2025
Le PMI innovative si trovano nel 2026 nella posizione più penalizzata. La detrazione de minimis del 50% — applicabile agli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2024 — è scaduta senza proroga. Dal 2025 non esiste più un incentivo fiscale specifico in regime de minimis per chi investe in PMI innovative. La detrazione ordinaria del 30%, che era invece ancora applicabile nel 2025, è ora sospesa per la stessa ragione che riguarda le startup innovative: la scadenza dell’autorizzazione europea.
Il risultato è che il sistema agevolativo si concentra interamente sull’early stage delle startup innovative, lasciando la fase di crescita e consolidamento delle PMI innovative senza sostegno fiscale diretto agli investitori.
Venture capital e investitori istituzionali: soglia al 5%
Le casse di previdenza private e i fondi pensione possono beneficiare della non-imponibilità sui redditi derivanti da investimenti qualificati in fondi di venture capital, a condizione che una quota minima degli investimenti qualificati risultanti dal rendiconto dell’esercizio precedente sia destinata a VC. Il Decreto Omnibus (D.L. 95/2025, art. 18) ha modificato le soglie originarie della Legge 193/2024: la quota era del 3% nel 2025, sale al 5% nel 2026 e raggiungerà il 10% a partire dal 2027.
Il Decreto Omnibus ha anche chiarito che nel computo rientrano gli impegni vincolanti a realizzare investimenti, anche se non ancora effettuati, e ha fissato al 3% del paniere la quota da destinare specificamente a startup o PMI innovative — soglia indicativa fino al 2027, anno in cui diventerà obbligatoria.
Legge PMI 2026 e testo unico Startup: cosa prevede
La Legge 11 marzo 2026, n. 34 (Legge PMI 2026), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026 ed entrata in vigore il 7 aprile, contiene una delega al Governo per la redazione di un testo unico che riordini l’intera normativa su startup innovative e incubatori certificati. L’obiettivo è razionalizzare la disciplina frammentata stratificatasi dal 2012, eliminare gli adempimenti non necessari e semplificare l’accesso agli strumenti agevolativi. Tempi e contenuti del testo unico dipenderanno dai decreti attuativi.