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Legge annuale PMI 2026 in vigore dal 7 aprile: tutte le misure

di Anna Fabi

24 Marzo 2026 16:21

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Staffetta generazionale, smart work, recensioni, reti d'impresa, Confidi, cartolarizzazione magazzino, artigianato, marchi storici: legge annuale PMI in vigore dal 7 aprile.

In vigore dal 7 aprile 2026 la prima legge annuale PMI. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026, la Legge 11 marzo 2026, n. 34 — primo provvedimento annuale dedicato alle micro, piccole e medie imprese mai emanato dall’entrata in vigore dello Statuto delle Imprese — diventa finalmente operativa. Un obbligo atteso da quattordici anni ed oggi tradotto in un testo in 6 capi e 26 articoli, che interviene su ricambio generazionale, sicurezza sul lavoro, finanza d’impresa, trasparenza digitale e innovazione.

I sei pilastri della prima Legge annuale PMI

Oltre il 95% delle imprese attive in Italia è una PMI. Eppure dal 2011 al 2025 nessun esecutivo aveva tradotto in legge l’obbligo sancito dall’articolo 18 della Legge 180/2011, che imponeva al Governo di presentare ogni anno un disegno di legge per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese. Il provvedimento approvato dal Parlamento rompe questa inerzia con un impianto articolato in sei capi: aggregazioni e continuità aziendale, accesso al credito, semplificazioni, trasparenza digitale, settore Horeca e deleghe al Governo.

Tra le misure operative dal 7 aprile 2026 figura anche la modifica al Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa (art. 2): l’accesso viene esteso alle operazioni di acquisizione di imprese in crisi da parte di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale operanti nello stesso settore, con un requisito minimo di 20 dipendenti. La doppia condizione — marchio storico per cedente e acquirente, settore omogeneo — punta a garantire continuità produttiva nelle filiere del Made in Italy più esposte alle crisi aziendali.

Staffetta generazionale: incentivo part-time con assunzioni giovani

Per sostenere il ricambio generazionale nelle piccole imprese, la legge introduce — in via sperimentale per il biennio 2026-2027 — un meccanismo di part-time incentivato rivolto a un massimo di 1.000 lavoratori complessivi. I dipendenti a tempo pieno e indeterminato di aziende con meno di 50 dipendenti che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata entro il 1° gennaio 2028 possono ridurre volontariamente l’orario al 25% o al 50%. La quota contributiva non più versata dall’impresa viene coperta dallo Stato, con un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per rapporto di lavoro trasformato e contribuzione figurativa garantita fino al pensionamento. La contropartita per il datore di lavoro: obbligo di assumere contestualmente un lavoratore under 34 a tempo pieno e indeterminato. Il plafond complessivo per il biennio è di 8,7 milioni di euro.

Sicurezza lavoro e smart working: obblighi e sanzioni per tutti

Sul fronte della salute e sicurezza, l’INAIL dovrà elaborare entro 120 giorni modelli semplificati di organizzazione e gestione adottabili dalle micro e piccole imprese, calibrati per dimensione e settore. L’art. 10 introduce modelli semplificati specifici anche per la formazione dei lavoratori in cassa integrazione. Il RSPP potrà svolgere moduli formativi direttamente negli ambienti in cui si sono verificate anomalie. Viene inoltre sancito l’esonero dall’assicurazione obbligatoria per i carrelli elevatori e i veicoli aziendali utilizzati esclusivamente in aree private non accessibili al pubblico, già coperti da polizze specifiche. La legge estende il sistema delle verifiche periodiche obbligatorie alle piattaforme di lavoro mobili elevabili e alle piattaforme fuoristrada impiegate in frutteto.

La novità con le ricadute più ampie riguarda il lavoro agile. L’art. 11 modifica il D.Lgs. 81/2008 introducendo il comma 7-bis all’art. 3: il datore di lavoro assolve a tutti gli obblighi di sicurezza — inclusi quelli relativi ai videoterminali — mediante la consegna al lavoratore e al RLS di un’informativa scritta annuale che individua i rischi generali e specifici connessi alla prestazione fuori sede. La norma è di portata generale: si applica a tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni aziendali. La mancata consegna è ora sanzionata penalmente, con sanzioni fino a 5.200 euro.

Agevolazioni per le reti d’impresa

Per le reti d’impresa viene reintrodotto il regime di sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti in programmi comuni: la quota accantonata al fondo patrimoniale comune non concorre alla formazione del reddito per i periodi d’imposta 2026-2028, fino a un massimo di un milione di euro annuo per impresa. Il beneficio è subordinato all’accantonamento degli utili ad apposita riserva, alla realizzazione degli investimenti entro l’esercizio successivo — previa asseverazione da parte di organismi autorizzati — e alla permanenza nel contratto di rete.

L’agevolazione decade se la riserva viene utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite o se l’impresa abbandona il contratto. È subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Le modalità operative saranno definite con decreto MIMIT/MEF entro 60 giorni dall’entrata in vigore.

Cartolarizzazione del magazzino a maglie larghe

La misura più innovativa sul fronte finanziario è la cartolarizzazione del magazzino (art. 8), una novità assoluta per l’ordinamento italiano. La legge modifica la disciplina della cartolarizzazione (L. 130/1999) allargando il patrimonio segregato — il patrimonio separato a garanzia dell’operazione finanziaria — non solo ai crediti ma anche ai diritti e ai beni a essi collegati, inclusi i prodotti derivanti dalla loro trasformazione o combinazione. Scorte di vino, formaggi stagionati, semilavorati e altri prodotti presenti nei magazzini aziendali potranno essere usati come base per strutturare operazioni di raccolta di capitali, trasformando il valore immobilizzato nelle scorte in liquidità immediata. Lo strumento è accessibile alle PMI non finanziarie anche per cartolarizzare crediti ordinari.

False recensioni: stretta in ambito turismo e ristorazione

La legge dedica il Capo IV (artt. 18-23) alla trasparenza delle recensioni online. Una recensione è considerata lecita se rilasciata entro trenta giorni dalla fruizione del servizio; proveniente dalla persona fisica che ha personalmente utilizzato il prodotto; coerente con le caratteristiche della struttura; non legata a promesse di sconti o benefici; corredata da documentazione fiscale che ne attesti l’autenticità. Le recensioni decadono automaticamente dopo due anni dalla pubblicazione. È esplicitamente vietata la compravendita di recensioni, apprezzamenti e interazioni — anche tra imprenditori e intermediari, e anche tramite piattaforme e motori di ricerca.

Spetta all’AGCM, in raccordo con il Ministero del Turismo, definire le linee guida operative — atto ancora da emanare — e svolgere monitoraggio annuale con relazione alle Camere. Le associazioni rappresentative delle imprese turistiche potranno richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile.

=> Legge annuale PMI: i commenti delle imprese

Deleghe al Governo: Confidi, Artigianato e testo unico Startup

Non ancora operative, perché subordinate a decreti legislativi attuativi, le deleghe contenute nella legge disegnano le riforme strutturali che arriveranno nei prossimi mesi.

La riforma dei Confidi (art. 7, delega 12 mesi) prevede la revisione dei requisiti di iscrizione all’albo ex art. 106 del Testo Unico Bancario, con l’obiettivo di stimolare aggregazioni tra consorzi, aprire la compagine sociale a soggetti diversi dalle PMI, ampliare le attività esercitabili verso la consulenza alle imprese consorziate e ridurre i costi di istruttoria nella valutazione del merito creditizio. Le centrali consortili (art. 4, delega 12 mesi) — nuovi enti mutualistici vigilati dal MIMIT per coordinare consorzi di filiera — potranno essere istituite solo dopo i decreti attuativi: il riconoscimento richiede almeno cinque consorzi distribuiti in almeno tre regioni con almeno dieci consorziati ciascuno.

Il riordino dell’Artigianato (art. 15, delega 9 mesi) aggiornerà una normativa ferma al 1985, con l’obiettivo di valorizzare la figura dell’imprenditore artigiano, favorire la trasmissione intergenerazionale delle competenze e promuovere i processi di aggregazione. Già operativo invece il divieto di usare il termine “artigianale” nella pubblicità per le imprese non iscritte all’albo provinciale o che non realizzano direttamente i prodotti, con sanzioni amministrative fino all’1% del fatturato e un minimo di 25.000 euro.

Infine la delega per il testo unico su startup, incubatori e PMI innovative punterà a razionalizzare un quadro normativo stratificato in tredici anni dal primo Startup Act.