Dal 30 marzo 2026 si possono presentare le domande per il credito d’imposta sugli investimenti nel capitale di rischio delle startup innovative riservato a incubatori e acceleratori certificati. L’agevolazione riconosce un bonus pari all’8% delle somme investite, entro il limite di 500mila euro per periodo d’imposta, ma richiede requisiti precisi, un’istanza formale e il rispetto di vincoli stringenti sulla durata dell’investimento.
Chi può accedere al credito d’imposta
Possono chiedere il bonus gli incubatori e gli acceleratori certificati di cui all’articolo 25 del DL 179/2012, purché risultino regolarmente costituiti, attivi e iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Restano esclusi i soggetti che si trovano in una delle seguenti condizioni:
- si qualificano come imprese in difficoltà;
- sono in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- hanno ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non li hanno rimborsati o depositati in un conto bloccato;
- sono destinatari di sanzioni interdittive o si trovano in altre condizioni ostative previste dalla normativa vigente.
Quanto vale il bonus e quali investimenti rientrano
Il credito d’imposta è pari all’8% dell’investimento agevolabile. L’investimento massimo su cui calcolare il beneficio è pari a 500mila euro per ciascun periodo d’imposta.
Rientrano nell’agevolazione gli investimenti effettuati direttamente nel capitale di rischio delle startup innovative, ma anche quelli realizzati indirettamente tramite OICR o altre società che investano prevalentemente in startup innovative. In tutti i casi, la partecipazione deve essere mantenuta per almeno tre anni, altrimenti vengono meno i presupposti dell’incentivo.
Domande dal 30 marzo fino a esaurimento risorse
Le domande si possono inoltrare dalle ore 10:00 del 30 marzo 2026. Le istanze possono essere trasmesse fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 1,8 milioni di euro per ciascun anno. Non è prevista graduatoria finale ma procedura a sportello.
La misura sostiene gli investimenti nel capitale di rischio delle startup innovative effettuati da incubatori e acceleratori certificati, con un credito d’imposta riconosciuto in regime de minimis (il credito concorre al calcolo del tetto massimo di 300mila euro nell’arco di tre anni per ciascun incubatore o acceleratore richiedente).
Domanda va inviata via PEC con firma digitale
L’istanza deve essere compilata utilizzando il modulo allegato al decreto direttoriale del MIMIT e deve essere presentata esclusivamente in formato elettronico. Il modello va firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’incubatore o acceleratore richiedente.
L’invio è consentito solo tramite PEC all’indirizzo creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it. Non sono ammesse altre modalità di trasmissione.
Quali dati servono per compilare la domanda
Nel modulo vanno inseriti i dati anagrafici del soggetto richiedente, le dichiarazioni relative al possesso dei requisiti e gli estremi dell’investimento per il quale si richiede il credito d’imposta.
Se l’investimento è stato effettuato in forma indiretta, occorre indicare anche gli estremi dell’OICR o del veicolo societario utilizzato. Per ogni startup destinataria devono inoltre essere riportati denominazione, codice fiscale e importo investito.
Il credito si usa solo in F24 e non si può cedere
Una volta riconosciuto, il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione nel modello F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Non è previsto alcun rimborso in denaro.
Il bonus non può essere ceduto né trasferito a terzi. Per questo la gestione corretta della domanda, la verifica dei requisiti e il mantenimento dell’investimento per il periodo minimo richiesto restano i tre passaggi decisivi per non perdere l’agevolazione.