Dal 3 marzo 2026 è in vigore il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica approvato dal Ministero del Lavoro con il decreto n. 3/2026, aggiornato per recepire le novità della Legge di Bilancio 2026. Chiunque debba presentare la DSU per la prima volta o per rinnovare l’ISEE ordinario, per minori o universitari dovrà usare la modulistica aggiornata. Anche ai fini del nuovissimo ISEE d’inclusione.
Modulistica DSU per l’ISEE
La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è il documento che fotografa la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Viene presentata all’INPS o a un CAF e serve all’istituto previdenziale per calcolare l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), il parametro che determina l’accesso a decine di prestazioni sociali agevolate: dall’Assegno Unico Universale al bonus asilo nido, dall’Assegno di Inclusione alle riduzioni sulle rette universitarie, fino alle agevolazioni sulle bollette di luce e gas.
La verifica della situazione economica avviene attraverso il Sistema Informativo ISEE (SII), al quale l’ente erogatore accede per acquisire il valore dell’indicatore, la composizione del nucleo familiare e i dati contenuti nella DSU. Il soggetto che compila e sottoscrive la DSU si assume la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato.
Cosa contiene la DSU: dati precompilati e dati autodichiarati
La DSU è composta da due categorie di informazioni. Una parte è precompilata dall’INPS con i dati già presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’istituto stesso: redditi complessivi ai fini IRPEF, trattamenti assistenziali e previdenziali erogati dall’INPS non rientranti nel reddito imponibile, saldi e giacenze medie dei conti correnti. L’altra parte è invece autodichiarata dal contribuente, che ne assume piena responsabilità: dati anagrafici e beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione (per l’ISEE 2026, il riferimento è il 31 dicembre 2024).
I dati da indicare nella DSU riguardano dunque i redditi percepiti e i patrimoni immobiliari e mobiliari riferiti al biennio precedente, insieme alla composizione del nucleo familiare risultante alla data di presentazione della dichiarazione. Per la componente mobiliare, dal 3 aprile 2025 è possibile escludere dal calcolo i titoli di Stato (BOT, BTP, CCT), i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare: una novità che va gestita manualmente in caso di DSU non precompilata.
DSU mini o DSU integrale: quando usare l’una o l’altra
Per la maggior parte delle famiglie è sufficiente la DSU mini, che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali essenziali e consente di ottenere l’ISEE standard, valido per la generalità delle prestazioni sociali agevolate. La DSU integrale va invece compilata quando ricorre almeno una delle seguenti situazioni:
- si richiedono prestazioni per il diritto allo studio universitario (moduli MB.1 + MB.2 + FC.1);
- nel nucleo familiare sono presenti persone disabili o non autosufficienti (MB.1 o MB1.Rid + FC.1 + FC.2);
- nel nucleo sono presenti figli i cui genitori non sono coniugati né conviventi (MB.1 + MB.2 + FC.1);
- si richiedono prestazioni socio-sanitarie residenziali, come RSA o assistenza domiciliare (MB.1 o MB1.Rid + MB.3 + FC.1 + FC.2);
- si richiedono prestazioni connesse al dottorato di ricerca con nucleo familiare ristretto (MB1.Rid + FC.1);
- è necessario calcolare una componente aggiuntiva (FC.1 + FC.4);
- nel nucleo sono presenti persone esoneratate dalla dichiarazione dei redditi o sospese dagli adempimenti tributari per eventi eccezionali (FC.3).
Le novità della DSU 2026
Il decreto ministeriale del 2 marzo 2026 ha approvato la nuova modulistica DSU, che recepisce in modo definitivo le novità della Legge di Bilancio 2026 rimaste fino a febbraio in una fase transitoria. Chi ha presentato la DSU tra gennaio e fine febbraio 2026 non deve ripresentarla: l’INPS ricalcola automaticamente l’ISEE con i nuovi parametri.
La novità più rilevante riguarda la franchigia sull’abitazione principale, che per le prestazioni dell’ISEE di inclusione sale da 52.500 a 91.500 euro, con un ulteriore incremento fino a 120.000 euro per i residenti nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane e un aumento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Questa franchigia più favorevole si applica però solo alle cinque prestazioni dell’ISEE di inclusione (Assegno Unico, ADI, SFL, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati): per tutte le altre prestazioni resta il calcolo ordinario.
Dal 1° gennaio 2026 l’INPS applica automaticamente l’ISEE di inclusione per le prestazioni che lo prevedono: se una domanda risulta rigettata con l’ISEE ordinario, viene sospesa e riesaminata d’ufficio con il nuovo indicatore, senza necessità di nuovi adempimenti da parte del richiedente. Anche la scala di equivalenza per i nuclei con figli diventa più favorevole: le maggiorazioni per ogni figlio salgono di 0,05 punti ciascuna.
Come si presenta la DSU
La DSU può essere presentata attraverso quattro canali. Il più rapido è la modalità online sul sito INPS, accedendo al Portale Unico ISEE con credenziali SPID, CIE o CNS: la versione precompilata carica automaticamente i dati già in possesso dell’istituto e consente di ottenere l’attestazione ISEE in tempo reale, previa conferma o modifica dei dati e acquisizione del consenso dei componenti maggiorenni del nucleo. In alternativa, la DSU può essere presentata a un CAF, direttamente all’ente erogatore della prestazione o al Comune.
Con la Legge di Bilancio 2026 la modalità precompilata diventa la via prioritaria anche per la presentazione tramite CAF e intermediari. L’INPS rende disponibile l’attestazione entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della DSU, attraverso il servizio online, le sedi territoriali o l’ente al quale è stata presentata la dichiarazione. La DSU è valida dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno: ogni anno occorre compilarne una nuova per mantenere l’ISEE in corso di validità. Per conoscere i moduli aggiornati è possibile scaricare i modelli DSU 2026 direttamente dal sito.
Quando serve l’ISEE corrente
Se la situazione reddituale o patrimoniale del nucleo familiare cambia in modo rilevante nel corso dell’anno — perdita del lavoro, cassa integrazione, cessazione di trattamenti previdenziali — è possibile ottenere un ISEE corrente aggiornato senza aspettare il rinnovo ordinario. Lo strumento fotografa la situazione economica in un arco temporale più ravvicinato rispetto all’ISEE standard, che utilizza i dati del biennio precedente, e si richiede presentando la DSU ISEE corrente.
Per le variazioni reddituali la DSU corrente deve essere aggiornata entro due mesi dalla variazione. La validità dell’attestazione corrente è di sei mesi dalla presentazione. Dal 1° aprile di ciascun anno è possibile richiedere l’ISEE corrente anche in caso di variazioni patrimoniali rilevanti, con riferimento al patrimonio posseduto al 31 dicembre dell’anno precedente. L’ISEE corrente sostituisce temporaneamente l’ISEE ordinario per le prestazioni che lo ammettono: prima di presentare la DSU corrente è utile verificare che la prestazione di interesse la accetti come base di calcolo, poiché non tutte le misure lo prevedono.