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ISEE corrente: cambiano regole, validità, calcolo e moduli DSU

di Redazione PMI.it

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Modalità estensive ISEE corrente, nuove regole in Gazzetta: calcolo in DSU per variazione del patrimonio dell'anno precedente, validità aprile-dicembre.

Con Decreto del Ministero del Lavoro 5 luglio 2021 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 agosto) cambia il campo di applicazione dell’ISEE corrente, per il quale scattano nuove modalità estensive. Si tratta del Modello di DSU calcolato in relazione ad un periodo di tempo più ravvicinato rispetto al momento in cui viene richiesto, ma che si può  in presenza di determinate condizioni che rispecchiano un significativo aggiornamento della condizione familiare, lavorativo ed ora anche patrimoniale del nucleo a cui si riferisce.

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ISEE Corrente: le novità

La nuova disciplina si applica a decorrere dal 1° luglio 2021. In base alle nuove regole, dal 1° aprile di ciascun anno, l’ISEE corrente può essere presentato anche:

quando l’Indicatore della situazione patrimoniale calcolato prendendo a riferimento l’anno precedente a quello di presentazione della DSU differisca per più del 20% rispetto al medesimo indicatore calcolato in via ordinaria.

Quando ricorrono tali condizioni, in pratica, si può richiedere un ISEE corrente che prenda a riferimento la situazione patrimoniale dell’anno precedente. Se vi sono le condizioni, è possibile aggiornare contestualmente con la modalità di calcolo corrente sia la componente patrimoniale che reddituale. L’ISEE corrente sarà poi valido fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato, a meno che non intervengono variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti (ed in questo caso deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione).

=> ISEE corrente esteso: dove trovare il modulo?

A tale scopo, l’INPS deve predisporre (entro 30 giorni dall’emanazione del decreto) un modulo integrativo della DSU con le informazioni per il calcolo dell’indicatore della situazione patrimoniale riferito all’anno precedente, con riferimento a ciascuno dei componenti del nucleo familiare.

L’INPS verifica poi eventuali omissioni o difformità analizzando le comunicazioni obbligatorie, mentre l’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatici sui dati in Anagrafe tributaria e segnala all’INPS eventuali discordanze su saldi e giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti del nucleo familiare.

Gli enti che erogano le prestazioni accedono al Sistema informativo ISEE e, se rilevano omissioni o difformità, possono chiedere idonea documentazione per dimostrare la veridicità dei dati indicati nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), che assieme all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è utilizzata per fare richiesta di prestazioni sociali agevolate (prestazioni o servizi sociali o assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente). Se emerge l’indebita fruizione di prestazioni a causa di dichiarazioni mendaci, il dichiarante non potrà ottenere il rilascio dell’ISEE corrente per due anni.

Presentando la DSU ISEE corrente, in pratica, si richiede e ottiene un nuovo indicatore basato su un periodo di tempo ravvicinato se ricorrono nel condizioni come sopra riportate (variazioni di reddito o patrimonio di almeno il 20%), o se si perde il lavoro o ancora i interrompe la fruizione di trattamenti.