Ad un nucleo familiare composto dal genitore e da due figli maggiorenni si è aggiunto da maggio 2025 un terzo figlio in precedenza residente in Germania e iscritto all’AIRE. Considerando che l’ISEE per il 2026 si basa sui redditi e patrimoni dell’anno 2024, è necessario includere quelli del terzo figlio nella DSU ai fini del calcolo dell’attestazione 2026?
Le istruzioni per la compilazione della DSU e le regole sul nucleo familiare ISEE stabiliscono che rileva quello effettivo alla data di presentazione della dichiarazione. Se suo figlio risulta convivente nel 2026, allora rientra nel nucleo ai fini ISEE se c’è residenza anagrafica condivisa. E’ su questa fotografia che si effettua poi il calcolo ISEE.
Di conseguenza, i redditi di suo figlio del 2024 (l’anno di riferimento per l’ISEE 2026) vanno dichiarati nella DSU anche se all’epoca erano prodotti in Germania e risultava iscritto all’AIRE.
In DSU 2026 tutti i redditi e patrimoni 2024, anche esteri
Per i componenti del nucleo che nel periodo di riferimento risiedevano all’estero, la DSU 2026 richiede anche la dichiarazione degli eventuali redditi esteri percepiti nell’anno 2024.
Sul fronte patrimoniale, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto che anche le giacenze in valuta detenute su conti esteri al 31 dicembre 2024 rientri nel calcolo. Per cui, se suo figlio aveva un conto corrente in Germania, quel saldo va dichiarato nella DSU 2026, secondo le regole per il patrimonio mobiliare ISEE 2026.
Quando escludere dalla DSU i redditi del figlio
La risposta cambia se suo figlio, pur risultando nella stessa abitazione, non è anagraficamente residente nel nucleo familiare e risulta non a carico IRPEF del genitore. In quel caso — e solo in quel caso — potrebbe formare un nucleo a sé stante. Se la residenza anagrafica comune è già acquisita allora non ci sono margini: i suoi dati vanno inseriti nella DSU.
ISEE Corrente, opzione senza vincoli
Qualora l’ingresso del figlio nel nucleo comporti una variazione del reddito complessivo superiore al 25% rispetto all’ISEE calcolato ordinariamente — in senso favorevole, quindi con redditi 2024 molto più bassi di quelli del nucleo preesistente — è possibile richiedere l’ISEE corrente per aggiornare il calcolo ai redditi degli ultimi dodici mesi.
Si tratta però di una facoltà del contribuente e non di un obbligo. Conviene farlo quando il reddito segna una flessione, perché un ISEE più basso migliora l’accesso alle prestazioni. In senso contrario farebbe salire l’indicatore e non ci sarebbe motivo di richiederlo.
Per procedere è comunque necessario avere un ISEE ordinario in corso di validità: va quindi presentata prima la DSU ordinaria per il tradizionale rinnovo ISEE 2026 e solo dopo, eventualmente, la DSU per l’ISEE corrente.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz