Agenda Digitale per imprese e PA: in arrivo i bandi

Si concretizzano i piani dell'Agenda Digitale per la creazione di un'infrastruttura di riferimento: le anticipazioni di Agostino Ragosa sui bandi in arrivo ed il coinvolgimento delle Regioni.

A Capri il punto sull'attuazione dell'Agenda Digitale Italiana

Un impegno di sistema e territoriale per diffondere i servizi digitali tra imprese e PA e creare un circolo virtuoso di risparmi e nuovi ricavi: è stato il leit motiv dell’evento annuale di Between a Capri, dedicato all’Agenda Digitale Italiana e alle Telecomunicazioni (3-4 ottobre) e a cui ho partecipato. Da sempre occasione per stimolare il dibattito sul Digitale, con i massimi esponenti di aziende e istituzioni di riferimento, quest’anno è arrivato in un momento particolare, a margine degli sforzi del Governo Letta per accentrare i lavori presso l’Agenzia per l’Italia Digitale con il supporto di Francesco Caio, commissario per l’Agenda alla Presidenza del Consiglio.

Il piano per il Digitale

L’accentramento sarà il fattore determinante tramite cui l’Italia proverà a recuperare i ritardi con gli altri Paesi, con la formula del coinvolgimento delle Regioni, che si faranno portatrici del cambiamento: dunque, accentramento calato nelle diverse realtà territoriali. In pratica significa molti cambiamenti: aspettiamoci la nascita dei primi datacenter nazionali (40-50 sono le cifre che ballano) della pubblica amministrazione, che accentreranno gli attuali 4-5 mila Centri di elaborazione dati (Ced) gestiti da PA locali e centrali. Sarà cura delle Regioni, con la guida dell’Agenzia, svolgere questo compito. L’Emilia Romagna sarà la pioniera, probabilmente: entro fine anno metterà a sistema i Ced dei diversi Comuni.

I bandi

Allo stesso tempo Caio lavorerà su tre priorità dell’Agenda digitale, a partire dalla imminente Anagrafe unica della popolazione, a cui si affiancano Identità digitale e Fatturazione elettronica (e la nascita di una piattaforma unica per i pagamenti verso la PA). Sono cose che l’Italia intende portare avanti tramite una piattaforma cloud, ospitata sui datacenter regionali, mentre i relativi servizi usciranno da un bando di gara da 2 miliardi di euro che l’Agenzia intende fare uscire per novembre, a quanto mi ha anticipato il Direttore Generale dell’Agenzia Digitale, Agostino Ragosa, durante l’evento.

La strategia

Anche il modello cloud risponde alle esigenze di accentramento. “Finora in Italia le PA hanno speso tanto in ICT (10 miliardi di euro) ma in modo disordinato. E’ il momento di fare sistema con le prime agende regionali digitali”, dice Ragosa. Significa fare agende che funzionino a livello regionale, ma inserite in un progetto nazionale. Basta camminare ognuno per conto proprio, Comuni, Regioni, Province e Stato, con l’ICT.

I vantaggi

Sui tanti vantaggi per le aziende diretti e pratici, anche per le PMI, abbiamo già detto molto. Ad un livello più alto, questo modello di sviluppo significa maggiore efficienza per l’intera Italia e quindi occasione di crescita per tutti, cittadini e imprese. “Non possiamo più permetterci di sprecare fondi europei perché non riusciamo a spenderli con progetti. Già ora non potremo utilizzare 40 miliardi di euro di fondi disponibili per l’innovazione. Come ha spiegato Ragosa, il punto è che solo facendo sistema si ottiengono le economie di scala necessarie per spendere tutti i fondi europei disponibili per il digitale”.

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