Ddl sovraindebitamento per Pmi, imprenditori e consumatori in crisi

Approvato un nuovo Ddl che semplifica i requisiti di accesso al concordato per la ristrutturazione dei debiti degli imprenditori in crisi che non sono in grado di onorare i propri debiti verso i creditori, estendendolo anche ai consumatori.

Sovraindebitamento: un nuovo Ddl estende i vantaggi del concordato per la ristrutturazione del debito degli imprenditori, in vigore da febbraio 2012

Approvato in Consiglio dei Ministri un nuovo disegno di legge che estende i vantaggi del concordato per la ristrutturazione dei debiti – già previsto dalla legge 27 gennaio 2012, n. 3 sul sovraindebitamento per Pmi e imprenditori in crisi, che non sono in grado di onorare i propri debiti verso i creditori – anche ai consumatori.

Per sovraindebitamento, lo ricordiamo, si intende «una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni».

Con la nuova legge e con in nuovo Ddl, a beneficiare del fallimento civile sono anche i soggetti esclusi dalla legge fallimentare e cioè famiglie, microimprese e Pmi.

Novità del Ddl sul sovraindebitamento

Imprese

  1. I creditori che non aderiscono all’accordo possono esservi assoggettati: per venire incontro ai debitori, infatti, ora anche i creditori non aderenti al concordato potrebbero doversi adeguare alla norma ed aspettare prima di imporre la riscossione integrale del credito vantato, se a stabilirlo sarà un provvedimento del tribunale che ritenga impossibile ottenere di più al momento.
  2. Scende al 60% la soglia per il raggiungimento dell’accordo tra debitore non consumatore e creditori: con la legge attuale, infatti, dopo aver comunicato il proprio consenso alla proposta di concordato questa può essere accettata solo se l’accordo è stato raggiunto con i creditori rappresentanti almeno il 70% dei crediti.

Consumatori

  1. Viene prevista una procedura dedicata anche senza accordo, basata sulla stesura – a spese del debitore – di un piano di ristrutturazione ad opera di un apposito organismo, che ne garantirà la fattibilità.

Ricordiamo che il concordato per la ristrutturazione del debito è in vigore dal 29 febbraio (Legge n. 3 del 27/1/2012 concernente “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”  e contenente la procedura per chiedere un concordato di ristrutturazione del debito e la moratoria sulle rate.

Legge 27 gennaio 2012, n. 3

Alla luce del persistere della crisi, il nuovo Ddl proposto dai ministri della Giustizia e dell’Economia, amplia i benefici del concordato attuale, dunque, con l’obiettivo di riattivare i consumi a vantaggio dell’economia ed allinearsi alle legislazioni di altri paesi UE in cui sono attivi “procedimenti esdebitatori” anche per piccole imprese e consumatori.

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