Riforma Fornero in pillole: i nuovi contratti

La Riforma del Lavoro Fornero ha riorganizzato il mondo del lavoro, introducendo importanti novità per molte tipologie di contratto: vediamole una per una.

Contratti di lavoro: come sono cambiate le regole per le assunzioni in Italia dopo la Riforma Fornero

Analizziamo tutte le novità della Riforma del lavoro per quanto concerne le modifiche alle condizioni contrattali dei diversi rapporti di lavoro previsti dai contratti collettivi nazionali.

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Tempo determinato

Il disegno di legge n. 3249 convertito nella Legge Lavoro ha modificato i tempi di pausa che devono intercorrere tra due contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dall’azienda con il medesimo lavoratore: da 10 giorni per contratti inferiori ai sei mesi si è passati a 60; da 20 giorni per contratti superiori ai sei mesi si è passati ai 90.

Dopo 36 mesi complessivi con contratto a termine (compresi quelli di somministrazione), il datore di lavoro è obbligato ad assumere il lavoratore a tempo indeterminato.

Per approfondire – Il contratto a tempo determinato dopo la Riforma

Inserimento

Il contratto di inserimento è stato cancellato dalla Riforma del Lavoro per favorire quello di apprendistato.

In precedenza era utilizzato per favorire l’accesso al mondo del lavoro attraverso particolari sgravi fiscali per alcune categorie svantaggiate (giovani tra 18 e 29 anni, disoccupati di lunga durata tra 29 e 32 anni, over 55 senza lavoro, disoccupati da due anni, donne residenti in aree geografiche a basso tasso di occupazione femminile, portatori di handicap). In seguito all’eliminazione restano validi i contratti stipulati fino al 31 dicembre 2012.

Apprendistato

Il contratto di apprendistato occupa una posizione di rilievo nella Riforma Fornero: nato come un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (fatta eccezione per le attività stagionali dove è ammesso il tempo determinato) teso alla formazione e all’occupazione dei giovani, può assumere varie forme:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,
  2. apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere,
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca.

Il legislatore ha lasciato ampia disponibilità ai sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro riguardo alla applicazione di questa tipologia contrattuale, fatti salvi i seguenti obblighi:

forma scritta, patto di prova, piano formativo individuale, divieto di cottimo, sotto-inquadramento fino a massimo due livelli o pagamento della retribuzione in percentuale, presenza di tutor o referente aziendale, riconoscimento della qualifica professionale in azienda e fuori, registrazione dell’attività di formazione attraverso l’uso di libretto, finanziabilità dei precorsi formativi attingendo a fondi paritetici, possibilità di reiterazione del periodo di formazione provocato da malattie o altre assenze involontarie, divieto di recesso durante il periodo di formazione per entrambe le parti, divieto di licenziamento durante il percorso formativo tranne che per giusta causa o giustificato motivo, possibilità di recedere dal contratto mediante preavviso in ossequio all’art. 2118 del Codice civile.

Le novità introdotte dalla Riforma del Lavoro Fornero riguardano:

  • durata minima del contratto pari a 6 mesi;
  • stabilizzazione del 50% di apprendisti assunti nell’ultimo triennio (30% per i primi tre anni di applicazione della nuova norma) fatte salve le interruzioni dei rapporti nel periodo di prova;
  • dimissioni o licenziamento per giusta causa;
  • assunzione di apprendisti in rapporto di 3 ogni 2 maestranze specializzate in servizio.

Per approfondire – Apprendistato: chiarimenti sulla nuova disciplina

Part-time

La Riforma introduce il diritto di ripensamento – per lavoratori studenti o affetti da gravi patologie – consistente nella revoca del consenso alle clausole flessibili ed elastiche con cui il datore di lavoro può di norma modificare un contratto part-time.

Il contratto part-time può infatti essere modificato dal datore di lavoro attraverso clausole flessibili con preavviso di 5 giorni e clausole elastiche (preavviso minimo 2 giorni) applicabili al part-time verticale e misto, con l’aumento del tempo di lavoro per determinati giorni.

Il contratto di lavoro a tempo parziale (part-time), lo ricordiamo, prevede una riduzione dell’orario di lavoro orizzontale (orario giornaliero), verticale (tempo pieno alcuni giorni a settimana) o misto (entrambe le fattispecie).

Il lavoratore può inoltre richiedere l’eliminazione o la modifica delle clausole attraverso la contrattazione collettiva.