Ferie non godute tassate in busta paga

Risposta di Redazione PMI.it

Anna chiede:

Io e miei colleghi abbiamo accumulato molti giorni di ferie a causa dell’emergenza Covid, che ha condizionato i ritmi di lavoro, rimanendo nell’ultimo anno a lavorare in smart working. Il punto è che ci siamo visti tassare questi giorni in busta paga, con una conseguente decurtazione economica rispetto all’abituale stipendio netto. Non parliamo di imposizione fiscale su una eventuale indennità sostitutiva per ferie non godute ma di imposta sui giorni di ferie arretrate. È corretta questa procedura? Recupereremo una volta consumate le ferie?

La procedura è corretta, fatto salvo il conteggio dei contributi sulle ferie non godute che non ho modo di verificare.

La normativa in materia (D.Lgs. 66/2003) prevede che ogni lavoratore goda di almeno 4 settimane di ferie per ogni anno di servizio. Di queste settimane, almeno 2 devono essere fatte nell’anno di maturazione mentre le restanti possono essere godute nei 18 mesi successivi al medesimo anno.

A questo obbligo di legge, l’INPS ha fatto seguire l’obbligazione contributiva. Il significato pratico trasmesso dall’Istituto previdenziale è il seguente: il lavoratore dovrebbe aver esaurito le ferie dell’anno in corso come previsto dalla normativa e, se non lo ha fatto, deve quantomeno pagare i contributi.

Per comprendere meglio faccio l’esempio che probabilmente riguarda la lettrice: delle settimane maturate nel 2020, almeno due dovevano essere godute obbligatoriamente nell’anno e le restanti entro il 30 giugno 2022. Queste quattro settimane, a differenza dei giorni ulteriori eventualmente previsti dalla contrattazione di riferimento, non possono essere monetizzate, se non nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro.

=> Calcolo stipendio netto in busta paga

Posso però tranquillizzare la lettrice sul fatto che, se ha subito maggiori trattenute per questa ragione, nel momento in cui godrà effettivamente del periodo feriale si vedrà restituire i contributi anticipati ottenendo così un netto in busta paga più alto del previsto (a compensazione delle trattenute precedentemente subite).

 

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