
Pensioni
La riforma delle pensioni contenuta nella manovra finanziaria Monti ha mutato il sistema di calcolo dell’assegno dal primo gennaio 2012, da quando cioè entra in vigore il sistema contributivo pro rata per tutti quanti: si andrà in pensione solo al raggiungimento di una soglia minima (età pensionabile pari a 66 anni per tutti dal 2018) e si riceverà un ammontare calcolato sulla base dei contributi versati.
=>Leggi come funziona la Riforma delle Pensioni
Dal 1995 gli assegni si misurano sulla base dei contributi versati: ciò significa che al momento della pensione la dote accumulata da ogni lavoratore si trasforma in rendita mensile applicando un coefficiente che tiene conto dell’età e delle aspettative di vita.
La determinazione dell’importo della pensione con il sistema contributivo si basa dunque sul montante contributivo individuale costituito dagli accantonamenti dei contributi annuali ai quali sarà applicato il coefficiente di trasformazione.
In pratica, per ogni anno di lavoro viene accantonata una somma determinata applicando l’aliquota di computo sul reddito imponibile corrispondente al 33% per i lavoratori dipendenti, 20% per gli autonomi, mentre per gli iscritti alla gestione separata sarà determinato anno per anno.
A fine anno la contribuzione così ottenuta dovrebbe essere rivalutata al tasso di capitalizzazione, dato dalla variazione media del Prodotto Interno Lordo del quinquennio precedente all’anno da rivalutare, calcolato e pubblicato dall’Istat. La rivalutazione dovrebbe essere operata al 31 dicembre di ogni anno e ha effetto per le pensioni con decorrenza 1° gennaio dell’anno successivo. Tuttavia, in base alla riforma delle pensioni Fornero, è previsto il blocco delle rivalutazioni (indicizzazioni o perequazioni) per il biennio 2012-2013.
Il diritto alla pensione, dunque, non matura più quando si raggiunge il numero minimo di contributi e l’età anagrafica minima: la somma dei due fattori espressi in anni, infatti, con il vecchio sistema non doveva essere inferiore a una specifica quota, che prima cresceva ogni anno ma che ora è stata abolita. Quando si andrà ora in pensione? Ecco le nuove età pensionabili in base alla riforma delle pensioni 2011:
La riforma delle pensioni 2010 contenuta nella manovra finanziaria 2010, infatti, aveva allungato l’età in cui è possibile lasciare il lavoro, con i primi effetti registrati previsti nel 2011 (-24% e -15% rispettivamente di pensioni di vecchiaia e di anzianità erogate dall’INPS nel settore privati).
Per i lavoratori dipendenti, per il 2011 e fino al 31 dicembre 2012 il valore della quota era 96 con età minima non inferiore a 60 anni; dal 2013 sarebbe bastato avere 61 anni e quota 97; dal 1° gennaio 2015 per tutti i lavoratori l’età pensionabile sarebbe dovuta automaticamente crescere tenendo conto dell’incremento della speranza di vita accertata dall’Istat. Per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti, ad esempio) la quota era fissata a 97 con età minima 61 anni fino al 31 dicembre 2012 mentre dal 1° gennaio 2013 si sarebbero dovuti avere 62 anni e quota 98.
Al momento della liquidazione della pensione, il montante contributivo individuale con sistema contributivo viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, che aumenta proporzionalmente all’aumentare dell’età di pensionamento. Per individuare il coefficiente di trasformazione, che si applicava ai lavoratori privi di anzianità contributiva alla data del 1° gennaio 1996, occorreva fare riferimento alla seguente tabella:

Esemplificando, ai fini del calcolo occorre:
Le pensioni liquidate con il sistema contributivo, a parità di contributi e retribuzione sarebbero comunque state di importo inferiore rispetto a quelle liquidate con il sistema retributivo. Ciò vuol dire che i lavoratori più giovani saranno penalizzati rispetti ai genitori, ragion per cui dovranno tutelarsi pensando a forme di pensione integrativa.
Ma c’è di più, poiché al sistema contributivo non si applicano le disposizioni sull’integrazione al minimo. Ciò significa che, chi ha contributi dal valore molto basso potrebbe ritrovarsi a percepire una bassa pensione pur avendo molti anni di contributi.
Il calcolo della pensione con sistema contributivo parte dai contributi versati a partire dal 31 dicembre 2011. Questo vuol dire che per chi fino a oggi aveva ancora il retributivo, restando salve le precedenti regole per i vecchi contributi, la penalizzazione è tanto minore quanto si era vicini all’età pensionabile.
Si immagini il lavoratore dipendente Mario Rossi che nel corso dell’anno n andrà in pensione. Dalla somma delle retribuzioni annue (ra) si dovranno calcolare i contributi del 33%, in modo da ottenere il montante (m). Pertanto:
m = ra * 33%
Ogni anno il montante dovrà essere rivalutato per i tassi di capitalizzazione (tc) annualmente pubblicati dall’Istat.
La misura della pensione annua (pa) si determina applicando al montante complessivo il coefficiente di trasformazione (ct) corrispondente all’età del lavoratore.
Il seguente schema è utile a chiarire eventuali punti oscuri:
m dell’anno n-36 = ra dell’anno n-36 * 33%
m dell’anno n-35 = (m dell’anno n-36 * tc) + (ra n-35 * 33%)
m dell’anno n-34 = (m dell’anno n-35 * tc) + (ra n-34 * 33%)
m dell’anno n-33 = (m dell’anno n-34 * tc) + (ra n-33 * 33%)
m dell’anno n-2 = (m dell’anno n-3 * tc) + (ra n-2 * 33%)
m dell’anno n-1 = (m dell’anno n-2 * tc) + (ra n-1 * 33%)
m dell’anno n = (m dell’anno n-2 * tc) + (ra n * 33%)
pa = m dell’anno n * ct
Essendo inabile in teoria avrei diritto all’assegno continuativo inail,ma con le leggi in vigore l’assegno fà cumulo con l’inabilità non vi sembra,una gran contradizione!?
“Per i lavoratori dipendenti, per il 2011 e fino al 31 dicembre 2012 il valore della quota è 96 con età minima non inferiore a 60 anni; dal 2013 occorrerà avere 61 anni e quota 97; dal 1° gennaio 2015 per tutti i lavoratori l’età pensionabile crescerà automaticamente tenendo conto dell’incremento della speranza di vita accertata dall’Istat.”
Io maturo 40 anni di servizio nel dicembre 2013 all’età di 60 anni. Quando posso andare in pensione, tenendo anche conto delle finestre?
Ma se maturo i 40 anni di servizio posso andare in pensione anche
se non ho compiuto 60 anni nel 2013?
Cioè i 40 anni di servizio fanno andare in pensione senza tener conto dell’età?
HO 58 ANNI ( N.09/05/1953) LAVORO DAL 1976 IMPIEGATA NEL COMUNE “B5″QUANDO POTRO’ ANDARE IN PENSIONE? GRAZIE SIETE BRILLANTI
ho 60 di età e 37 anni di lavoro effettivo compreso,2anni di servizio militare in che anno potrò andare in pensione volendo maturare 40 di servizio?
HO 56 anni, 38 anni di contributi una bambina di 19 anni disabile grave , vorrei sapere quando andrò in pensione? La legge sul prepensionamento per chi ha la fortuna per non dire ……. a carico quando l’approvate?
ho ricevuto una r
dall’inps dove mi comunicano che mi sara’ revocata la pensione di io che percepivo dal 2009 .essendo stato a revisione il 20 settembre 2011 e solo oggi ho ricevuto la rr dall’inps, miverra’ pagata fino a quando questa pensione ? dato che nella raccomandata c’e’ scritto che mi SARA’ revocata? grazie della risposta.
Ad aprile 2012 avrò 60 anni e 39 anni di contributi , quando posso fare domanda per andare in pensione e quando ci andrò?
Avendo invalidità per causa di servizio di 8^ ctg rientro nella privilegiata ? grazie carmine
Ma a tutte queste domande in questi commenti chi é che dà una risposta , ma non é meglio andare a chiedere a un patronato?
non aiuta a migliorare le conoscenze di chi vuol sapere se andare in pensione e quando andarci. Molto confuse le notizie sulle pensioni del pubblico impiego e nessuna sui lavoratori della scuola. Meglio cercare di dare informazioni chiare e per tutte le categorie o v ale la pena eliminare la pagina per non illudere chi vuole risposte ai propri problemi. Mi spiace Luigi
Sono in pensione da aprile 2009,sono un marittimo e ho continuato a lavorare.Vorrei conoscere il calcolo successivo delle future integrazioni.Sono a conoscenza del calcolo che viene fuori dai contributi versati ,il classico montante per il coefficiente di trasformazione riferito a l’età.Nonostante il computo del calcolo sia di mia conoscenza ,non riesco a interpretare la futura integrazione nella mia pensione percepita sinora
Salve ho 53 anni e 35 di contributi lavorativi di cui 30 in ente pubblico e 4 azienda privata e 1 di militare la ricongiunzione gia eseguita nel 1988 vorrei saper se possibile da voi in linea di massima quando andro’ in pensione premetto che nonostante sia ancora in eta’ lavorativa purtroppo nn godo di ottima salute come posso fare? grazie
Lavoro come personale ata in una scuola statale,al 31 agosto del 2010 avevo 38 anni di contributi e 65 anni di età ho fatto la proroga di 2 anni ,quindi al 31 agosto del 2012 avro’ 40 anni di contributi e 67 di età. Chiedo se per me cambia qualcosa, posso andare in pensione dall’1 settembre 2012 ? grazie
vorrei sapere come una persona che lavora nell’edilizia o altri lavori pesanti può senza rischiare la vita se deve lavorare sino a 66 anni: Il problema non è lavorare è riuscire a non essere esclusi dal mondo del lavoro, come è successo a me (mobilità). La mia volontà era di continuare e non di essere lasciata a casa ma i “vecchi” costano di più. In questo caso si è troppo giovani per la pensioni ma vecchi per trovare un nuovo lavoro Vorrei gentilmente chiedere come mai nel privato possono mettere in cassa integrazione o mobilità e nel pubblico no? A fine mese mutui, affitti , bollette e altro li dobbiamo pagare tutti.
A mio avviso nel concetto di buona famiglia uno prima di trovare altre entrate dovrebbe ridurre le spese e i prilìvilegi togliere 20 Euro al mese a chi nette ne percepisce quasi 1100 nell’arco dell’anno sono tante potrebbe pagare l’IMU, Toccare decisamente e velocemente, come viene fatto per i comuni mortali, il costo della politica finanziamenti vari e le pensioni anche ai politici avrebbe dovuto essere un pimo passo per dare un buon esempio, le persone comuni con redditi medio bassi avrebbero accettato più di buon grado le nuove regole. Forse si dovrebbe confrontare il numero dei nostri politici col il numero di altri Stati se da altre parti tutte le persone inserite in certi giri comuni e quant’altro godono degli stessi benefici. Dobbiamo tirare la cinghia OK ma tiriamola tutti, Il Ministro Passera è di Como (quindi penso sia al corrente della situazione),città bellissima in degrado lungo lago oscurato, in una Ditta privata non ho mai visto assegnare Bonus premio ha chi ha seguito o attuato quanto è successo per il cantiere delle paratie: Poi ci vengono a dire soldi per spalare la neve non ce ne sono arrangiatevi noi puliamo solo le vie principali. Le tasse le pagano sia in periferia dove non passano i mezzi pubblici.
Grazie per la cortese attenzione accordata.
M.V.
o 55 anni è dal 74 che lavoro in un infortunio sul lavoro o tre ernie alla shiena e due costole rotte che limps non a visto nei vari raggi o la colonna vertebrale con dischi che toccano tra di loro, con il mio lavoro (elettromeccanico) motorista gruppi elettrogeni. mi trascino tutto il giorno le gambe con dolori allucinanti. secondo voi posso resistere ancora 10 anni cosi.
ho 55 anni in esodo anticipato dal 30 giugno 2008 di enel spa ho pagato contributi volontari fino al 9 luglio 2011 ho 40 anni di contributi posso percepire pensione dell’agosto 2012 come mi hanno detto visto che ho pagato 40 anni o no
INVECE DI INTRODURRE MISURE RIGOROSE CONTRO L’EVASIONE FISCALE, CON LA CARCERAZIONE DELL’EVASORE., INVECE DI INCIDERE PESANTEMENTE SULL’ORMAI SCANDALOSO SISTEMA DEI PRIVILEGI DEI POLITICI E DEI COSTI DELLA POLITICA, ECC. QUESTO GOVERNO COMPOSTO DA VANPIRI E UNA SGALLETTATA RUGOSA, HA PENSATO DI INTERVENIRE SULLE PENSIONI DI VECCHIAIA E SU QUELLE DI ANZIANITÀ CON 40 ANNI DI CONTRIBUTI UN’IQUITÀ SOCIALE PIÙ INGIUSTA NON CI POTEVA ESSERE. VOGLIO DIRE A QUESTI……(SIGNORI DICO PER EDUCAZIONE) SE MAI SANNO COSA VUL DIRE LAVORARE PER 40 ANNI A UNA CATENA DI MONTAGGIO, SE MAI SI POSSONO IMMAGINARE COSA VUOL DIRE CORRERE PER UNA CORSIA DI OSPEDALE NOTTI E GIORNI PER 40 ANNI, SE MAI SANNO COSA SIGNIFICA ALZARSI ALLE 4 PER RAGGIUNGERE UNA CAVA SULLA MONTAHNA È LÌ LAVORARE AL FREDDO O AL SOLE COCENTE PER 8 ORE E QUESTO PER 40 ANNI. MA QUALE INNALZAMENTO DELLE PROPSPETTIVE DI VITA, LA LORO CERTAMENTE, NON CREPANO MAI:
CON OSSEQUIO E TUTTO IL MIO DISPREZZO
W ROBESPIERRE
ho 60 anni al 23/4/012,ho 37 anni di contributi lavorando per 23 anni come insegnante e poi per mobilita’volontaria passata inps nel 1998 e’ vergognoso che io debba lavorare fino a 66 anni con tutte le innovazioni tecnologiche in atto e senza nessuno che possa spiegarci
Ho 60 anni. sono senza lavoro causa grave infortunio accadutomi nel 2007.Ora percepisco dall’ INAIL un sussidio alquanto misero. Quando avrò diritto alla pensione ?
esiste la legge del lavoratore precoce come si calcola nel 1975 lavoravo come bracciante agricolo e non arrivavo a piu di 60 gg quando bastava per la mutua