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Calcolo pensione, nuovi coefficienti di trasformazione 2023

di Noemi Ricci

Nuovi coefficienti di trasformazione per il calcolo pensione, dal 2023 chi esce prima torna a prendere di più: ecco la tabella con divisori ed esempi.

In vigore i nuovi coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con decorrenza 1° gennaio 2023: sono stati pubblicati con Decreto del Ministero del Lavoro il primo dicembre, ai fini del calcolo della quota contributiva della pensione nel biennio 2023-2024.

Il meccanismo di calcolo pensione, infatti, prevede che l’importo finale sia condizionato da questi coefficienti applicati alla quota contributiva dell’assegno, rapportati all’età posseduta nel momento in cui si matura e rivalutati periodicamente in base alle aspettative di vita.

Il Covid ha però frenato la consueta progressione, rendendo dunque i nuovi valori più favorevoli dei precedenti. Vediamo dunque come cambia il calcolo della pensione per chi si ritira nel 2023.

Quali sono i coefficienti per calcolare la pensione?

A decorrere dal 1° gennaio 2023, i divisori e i coefficienti di trasformazione del montante contributivo sono quelli indicati nella tabella allegata al decreto interministeriale Lavoro-Economia del 1° dicembre 2022 ed applicati nel 2023-24. Ecco i valori in tabella:

Quando vengono aggiornati i coefficienti di trasformazione?

L’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione è biennale, con nuove percentuali stabilite ogni due anni dal Ministero del Lavoro in base alle rilevazioni ISTAT sull’adeguamento alle aspettative di vita.

Nello scorso biennio era stato stabilita una riduzione compresa tra lo 0,33% e lo 0,72% rispetto ai valori precedenti, mentre con l’aggiornamento 2023 i valori risultano più favorevoli di quelli del 2021-22, mentre si conferma la misura del tasso di sconto all’1,5%.

Come vengono calcolati i coefficienti di trasformazione?

Ad un’età maggiore, di norma,  corrisponde un coefficiente più elevato, facendo riferimento agli aggiornamenti ISTAT sulle aspettative di vita, che possono ridurre la percentuale (e quindi l’assegno), anche a parità di età di uscita e di contributi versati.

=> Calcolo età pensione

L’uscita anticipata dal mondo del lavoro incide infatti sull’assegno previdenziale per i due fattori, che entrano in gioco nel calcolo della pensione:

  • il numero (minore o maggiore) di contributi versati;
  • i coefficienti di trasformazione (parametri percentuali applicati ai contributi versati).

Come si calcola la pensione con il coefficiente di trasformazione?

I coefficienti di trasformazione si applicano al montante contributivo e variano in base all’età anagrafica che si ha nel momento in cui si lascia il lavoro. Per calcolare quanto si prenderà di pensione lorda mensile, bisogna:

  • calcolare il montante contributivo complessivo;
  • moltiplicare il montante individuale per il coefficiente di trasformazione legato all’età anagrafica in cui si esce;
  • dividere tale pensione lorda annua per 13 mensilità.

Come si applicano i coefficienti alle frazioni di mese?

Il coefficiente di trasformazione viene calcolato anche in base alle frazioni di mese, con riferimento al momento di decorrenza della pensione. In pratica, al proprio coefficiente di trasformazione bisogna aggiungere tanti dodicesimi quanti sono i mesi che intercorrono tra il proprio compleanno e il mese in cui si andrà in pensione. I dodicesimi si calcolano come la differenza fra il coefficiente di trasformazione dell’età già compiuta e quello successivo.

Ad esempio se si compiono 62 anni a ottobre e si va in pensione a febbraio per effetto delle finestre mobili il calcolo da effettuare è il seguente:

  • calcolare la differenza tra il coefficiente di trasformazione per chi ha 62 anni e chi ha 63 anni: 4,770 – 4,91o = 0,14;
  • moltiplicare il risultato per 3/12, essendo 3 i mesi di differenza tra ottobre e febbraio (novembre, dicembre e gennaio);
  • sommare il risultato al coefficiente di trasformazione per 62enni: 4,770 + 0,035 =  4,805.

Quanto incide il coefficiente di trasformazione?

L’effetto dei coefficienti di trasformazione si fa sentire esclusivamente sulle quote di pensione il cui calcolo è basato sul sistema contributivo. In caso di ricalcolo contributivo dell’assegno (come ad esempio nell’Opzione Donna, la penalizzazione è massima).

Quanto si perde o guadagna con i nuovi coefficienti?

Dal 1° gennaio 2023, a parità di contributi versati, chi andrà in pensione biennio avrà un assegno più alto di chi ha lasciato il lavoro quest’anno. Ad esempio, con un montante contributivo di 150mila euro, chi è andato in pensione a 67 anni nel 2022 ha maturato una quota contributiva di 643 euro lordi mentre nel 2023 avrebbe preso 17 euro in più.