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Calcolo pensione: quanto pesano i coefficienti di trasformazione

di Redazione PMI.it

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Più tardi si va in pensione, più alto è l'assegno previdenziale: quali sono i coefficienti di trasformazione e l'effetto sul calcolo della pensione.

Chi va in pensione più tardi percepisce di più, prima si esce dal mondo del lavoro più basso è l’assegno previdenziale. Un’affermazione all’apparenza forse scontata, ma non tutti sanno perché questo avviene. Il meccanismo di calcolo della pensione non è legato solo al numero di contributi versati, a determinare l’ammontare dell’assegno pensionistico sono infatti anche altri parametri, come i coefficienti di trasformazione legato all’età anagrafica in cui si lascia il lavoro.

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Scopriamo insieme quali sono attualmente i coefficienti di trasformazione dei contributi in pensione in vigore, perché sono così importanti e perché bisogna tenerne conto quando si pianifica la propria uscita dal mondo del lavoro, o si valutano le diverse opzioni di pensione anticipata oggi in vigore.

Pensioni più alte per chi esce più tardi

Al di là della misura previdenziale prescelta per ritirarsi dal mondo del lavoro e dalle conseguenti eventuali penalizzazioni previste dalle misure di pensionamento anticipato, un’uscita precoce dal mondo del lavoro va ad incidere sull’assegno previdenziale essenzialmente per i due fattori principali che entrano in gioco nel calcolo della pensione:

  • il numero (minore o maggiore) di contributi versati;
  • i coefficienti di trasformazione, ovvero i parametri percentuali che vanno a tradure il montante contributivo individuale in pensione.

Coefficienti di trasformazione in pensione 2021

I coefficienti di trasformazione in pensione dipendono dall’età anagrafica di colui che si colloca in pensione. Questi parametri vengono aggiornati periodicamente, tenendo conto dell’adeguamento alle speranze di vita.

Per capire l’importanza dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo in pensione basti pensare che quelli previsti per chi andrà o è andato in pensione negli ultimi 3 anni l’assegno previdenziale sarà più basso di quello percepito da chi ha lasciato il mondo del lavoro nel triennio 2016-2018, a parità di carriera, contribuzione versata ed età di uscita.

A decorrere dal 1° gennaio 2021 sono in vigore i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni 2021-2022 stabiliti dal Ministero del Lavoro con il Decreto dell’1 giugno 2020 riportati nella seguente tabella.

Età di pensionamento Coefficienti 
57 4,186%
58 4,289%
59 4,399%
60 4,515%
61 4,639%
62 4,770%
63 4,910%
64 5,060%
65 5,220%
66 5,391%
67 5,575%
68 5,772%
69 5,985%
70 6,215%
71 6,466%

Coefficienti di trasformazione ed effetti sul calcolo pensione

Per stimare la propria rendita pensionistica, in termini di importo della pensione lorda mensile, bisogna:

  • calcolare il montante contributivo complessivo;
  • moltiplicare il montante contributivo individuale per il coefficiente di trasformazione legato all’età anagrafica in cui si esce;
  • dividere tale importo della pensione lorda annua per 13 mensilità.

Da precisare che l’effetto dei coefficienti di trasformazione si fa sentire esclusivamente sulle quote di pensione il cui calcolo è basato sul sistema contributivo. Minore è la quota di pensione che viene calcolata con il sistema retributivo, maggiore è l’impatto dei coefficienti di trasformazione sull’importo finale della pensione. In caso di pensione basata interamente sul ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale, l’incidenza dei coefficienti è determinante.

Ad esempio un lavoratore dipendente il cui assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo e che nel 2021 compie 67 anni e ha accumulato un montante contributivo individuale complessivo di 330mila euro, otterrà un assegno previdenziale mensile lordo pari a circa 1.400 euro, contro gli oltre 1.600 euro che percepirebbe se lasciasse il lavoro a 71 anni e i circa 1.300 che avrebbe percepito se fosse andato in pensione a 65 anni.

Coefficienti di trasformazione e frazioni di mese

Un altro elemento da considerare quando si stima l’importo della pensione futura è che il coefficiente di trasformazione viene inoltre calcolato anche in base alle frazioni di mese, con riferimento al momento di decorrenza della pensione. In pratica al proprio coefficiente di trasformazione bisogna aggiungere tanti dodicesimi quanti sono i mesi che intercorrono tra il proprio compleanno e il mese in cui si andrà in pensione. I dodicesimi si calcolano come la differenza fra il coefficiente di trasformazione dell’età già compiuta e quello successivo.

Ad esempio se si compiono 62 anni a ottobre e si va in pensione a febbraio per effetto delle finestre mobili il calcolo da effettuare è il seguente:

  • calcolare la differenza tra il coefficiente di trasformazione per chi ha 62 anni e chi ha 63 anni: 4,770 – 4,91o = 0,14;
  • moltiplicare il risultato per 3/12, essendo 3 i mesi di differenza tra ottobre e febbraio (novembre, dicembre e gennaio);
  • sommare il risultato al coefficiente di trasformazione per 62enni: 4,770 + 0,035 =  4,805.