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Pensione Usuranti: requisiti fino al 2026

di Redazione PMI.it

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Come funziona la pensione anticipata per gli addetti a mansioni usuranti: requisiti, finestre, adeguamenti e modalità di richiesta.

L’attuale sistema previdenziale italiano prevede agevolazioni e tutele per alcune categorie di lavoratori. Ad esempio, per gli addetti a mansioni usuranti, cioè caratterizzate da mansioni faticose o pesanti, viene prevista la possibilità di andare in pensione anticipata con:

  • quota 97,6 (somma di età e contributi), età minima 61 anni e 7 mesi, anzianità contributiva di 35 anni, per i dipendenti;
  • quota 98,6 età minima 62 anni e 7 mesi, anzianità contributiva minima di 35 anni, per gli autonomi.

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Tutele per i lavori usuranti

Per i lavoratori che hanno svolto o ancora stanno svolgendo lavori usuranti, la Legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 206, della legge n. 232/2016) ha abolito le finestre mobili di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi ai lavoratori autonomi e ha sospeso fino al 2026 l’adeguamento alle speranza di vita. Il regime speciale di prepensionamento è accessibile a patto che l’attività usurante sia stata svolta, in alternativa:

  • per almeno 7 anni, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi 10 anni di lavoro;
  • per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

=> Pensioni: Guida completa a requisiti e opzioni 2021

Come richiedere la pensione usuranti

Per accedere alla pensione anticipata usuranti, è necessario in primo luogo richiedere il riconoscimento del diritto al beneficio all’INPS, presentando domanda alla sede territorialmente competente entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello durante il quale saranno maturati i requisiti. In fase di accoglimento della domanda, l’Istituto comunica la prima decorrenza utile per la pensione. In caso contrario comunica il rigetto della richiesta. Entrambe le risposte da parte dell’INPS devono pervenire entro il 30 ottobre. Ottenuto il via libera dall’INPS è possibile presentare la domanda di pensione vera e propria il cui accoglimento è subordinato alla sussistenza di altre condizioni di legge, come la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Lavoro usurante

lavori usuranti sono quelli previsti dall’articolo 1 del dlsg 67/2011. Si tratta di addetti a determinate attività e lavoratori notturni. Ecco le attività considerate usuranti (decreto ministero Lavoro del 19 maggio 1999):

  • lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
  • lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti: con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

I lavoratori notturni sono invece compresi nelle seguenti categorie (lettera b, articolo 1, dlsg 67/2011):

  • lavoratori a turni che prestano attività nel periodo notturno per almeno sei ore e per un numero minimo 78 notti lavorate all’anno;
  • lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo;
  • lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  (sono contenuti nell’allegato 1 del dlgs 67/2011), impegnati in catena di montaggio;
  • conducenti di autoveicoli di capienza non inferiore a nove posti adibiti a trasporto pubblico collettivo.

Per i lavoratori notturni che prestano attività per almeno 6 ore, ma meno di 78 notti lavorate all’anno, è prevista la pensione anticipata con regole diverse, applicando l’abolizione delle finestre mobili e le aspettative di vita:

  • da 64 a 71 notti lavorate l’anno vale la quota 99;
  • per il lavoro notturno da 72 a 78 giorni l’anno la quota 98.