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Sistemi operativi: prospettive del Cloud Computing con Windows Azure

di Marco Mattioli

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Nuovi scenari nel futuro dei sistemi operativi grazie a Windows Azure, la prima concezione di Cloud Computing proposta da Microsoft

Potenzialità

Modello ibrido concepito per utilizzare in modo diffuso le risorse web andando oltre il tipico schema client/server, il Cloud Computing permette di usufruire di servizi hardware e software in maniera standardizzata attraverso i server web piuttosto che sui singoli computer collegati in rete. Basta un dispositivo fisso o mobile (PC, netbook, palmare o smartphone), una connessione Internet e un comune browser per accedere a servizi, dati e informazioni personalizzabili, forniti senza limiti di spazio e tempo dall’apposita “nuvola virtuale” a tutto vantaggio di versatilità e produttività aziendale.

Anche Microsoft ha deciso di lanciarsi in questa nuova avventura con la piattaforma Windows Azure: un insieme di servizi ospitati nei data center della casa di Redmond che, di fatto, definiscono un vero e proprio sistema operativo ispirato alla nuova logica elaborativa.

Piattaforma caratterizzata da interoperabilità e flessibilità, lascia intravedere non solo la possibilità di ideare applicazioni in ottica cloud ma anche di adattare quelle esistenti alla nuova concezione operativa.

L’architettura aperta e scalabile offre inoltre agli sviluppatori ampia libertà di azione per realizzare applicativi web, eseguibili localmente sui device collegati e soluzioni ibride capaci di funzionare sia online che offline.

Oltre a nuovi strumenti di lavoro che verranno resi successivamente disponibili, i programmatori possono contare su quelli già esistenti come Microsoft .NET Framework, Microsoft Visual Studio e Microsoft SQL nella prospettiva di ridurre i costi e rendere l’attività di sviluppo più semplice e rapida.

Inoltre, è possibile dotarsi di tool di terze parti per utilizzare linguaggi quali PHP, Python, Eclipse e Ruby. Azure vuol rendere più immediata e meno dispendiosa anche la gestione e il mantenimento del software, tramite la proposizione calibrata di risorse on-demand di calcolo e memorizzazione con elevati criteri di raggiungibilità, disponibilità e scalabilità nel tempo, e rendendosi compatibile con i principali protocolli Internet HTTP, REST, SOAP e XML.

Microsoft rende poi fruibili anche programmi cloud-based pronti per l’uso, quali Windows Live, Dynamics e altri servizi business tipo Exchange e SharePoint Online.

Benefici, costi e consumi

Quali sono gli effettivi benefici per gli utenti finali?

Indipendentemente dal settore di appartenenza, Windows Azure fornisce innanzitutto una capacità di calcolo aggiuntiva, adattabile dinamicamente ai bisogni effettivi. Ciò può comportare un indubbio risparmio di gestione in quanto si possono ridurre gli investimenti sulle infrastrutture tecnologiche e semplificare la fase di pianificazione economica.

Viene poi ridotta la dispendiosa attività di supporto e manutenzione dei sistemi interni, sia hardware che software, con una conseguente diminuzione delle criticità derivanti da blocchi e tempi di attesa per i relativi ripristini. Inoltre, la possibilità di integrare le applicazioni locali esistenti con quelle cloud preserva gli investimenti passati.

Al di là di pure considerazioni tecniche, restano comunque da valutare i costi effettivi. Durante la fase CTP (Community Technology Preview), i servizi inclusi in Windows Azure saranno disponibili senza costi aggiuntivi, con le seguenti limitazioni: 2000 ore complessive di calcolo computazionale; 50 GB di storage; 20 GB al giorno di larghezza di banda.

Si tratta di valori che dovrebbero consentire – a chi decide di aderire al programma – di farsi un’idea precisa sulle potenzialità della piattaforma. Quando si avrà la sua diffusione ufficiale, Microsoft proporrà un listino prezzi a consumo, suddiviso in Windows, SQL e .NET.

Windows Azure

  • Calcolo = 0.12 dollari / ora;
  • Storage = 0.15 dollari / GB al mese;
  • Transazioni storage = 0.01 dollari/ 10.000;
  • Larghezza banda di rete = 0.10 dollari input / 0.15 dollari output / GB.

SQL Azure

  • Web Edition – Fino a 1 GB di database relazionale = 9.99 dollari / mese;
  • Business Edition – Fino a 10 GB di database relazionale = 99.99 dollari / mese;
  • Larghezza di banda rete = 0.10 dollari input / 0.15 dollari output / GB.

.Net Services

  • Messaggi = 0.15 dollari / 100.000 operazioni messaggi;
  • Larghezza di banda rete = 0.10 dollari input / 0.15 dollari output / GB.

Il consumo prevede l’uso effettivo di risorse e, durante lo sviluppo e il test degli applicativi, è prevista l’opzione di eliminazione elementi non più utilizzati per ridurre i costi. La quantità di dati memorizzati (espressa in GB) è calcolata su valori medi giornalieri in un lasso di tempo mensile.

Se ad esempio si effettua l’upload di 30 GB di dati e si mantengono salvati per un giorno, il valore mensile considerato sarà pari a 1 GB. Se invece la stessa quantità di dati viene lasciata su Windows Azure per un intero mese, la fattura terrà conto di 30 GB.

La larghezza di banda è calcolata in base allo scambio di informazioni in ingresso e uscita via Internet in un periodo di 30 giorni, mentre quella fornita all’interno di un data center è priva di costi. A livello di Service Level Agreement (SLA) vi è una distinzione tra risorse di calcolo e di storage, fissando l’affidabilità nel tempo rispettivamente a 99,95% e 99,9%.

Dovrebbe essere previsto anche un pacchetto di sconti, rivolto in particolare agli sviluppatori, che vanno dal 15% al 30% con tariffazione semestrale.

Per approfondire la conoscenza di Windows Azure – che sembra dunque incarnare la nuova visione di Microsoft per quanto concerne l’innovazione dei sistemi operativi, prefigurando uno scenario caratterizzato da una grande flessibilità operativa per accontentare sia gli sviluppatori che gli utenti finali – sono disponibili online numerose risorse, come casi studio, SDK, video, white paper e datasheet, oltre a forum e blog.