Privacy & iPhone: scampato il pericolo killswitch?

di Nicola Savino

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Cosa pensereste, se veniste a sapere che qualcuno spia il vostro cellulare?? Sicuramente non sareste molto contenti di questa violazione. Eppure, pare che l’iPhone di Apple, pur non arrivando a tanto, in un certo senso non contempli l’utilizzo del terminale “a vostro piacimento”.

Nelle scorse settimane, ricorderete, la notizia ha allarmato tutti gli appassionati e gli utenti “freschi” di iPhone 3G e ha causato molte polemiche, rischiando di portare a dispute commerciali tra la stessa Apple e le altre software-house che hanno realizzato applicazioni per il iPhone.

Andiamo con ordine: questi software aggiuntivi, che si possono installare e scaricare da Internet, permettono di aumentare e migliorare i servizi già  disponibili per gli utenti e, quindi, servono per migliorare le capacità  dell’iPhone stesso. Non solo, però…

Un utente statunitense, infatti, qualche tempo fa, lanciò l’allarme killswitch scoprendo un software nascosto all’interno del proprio iPhone, che si connette di tanto in tanto – all’insaputa dell'utente – a un indirizzo Internet gestito da Apple, presso cui è riportata una lista di applicazioni che iPhone non deve assolutamente utilizzare.

In pratica, tale lista vieta sia l’installazione sia l’avviamento di applicazioni ritenute pericolose. Praticamente si impedisce all’utente di utilizzare liberamente l’ iPhone.

Steve Jobs ha confermato questa “opzione” nascosta, ma ritiene che essa sia utile solo per bloccare hacker e/o virus. Di certo, questa è sicuramente una bella trovata, ma molti (me compreso) pensano che in questa lista potrebbero finire applicazioni sfavorevoli al business di Apple.

Dunque, ciò significa che se una certa software-house offre più compensi ad Apple o maggiori vendite rispetto ad un altra, la sua applicazione scavalcherà  le concorrenti che potrebbero, di contro, essere tagliate fuori?!

Il rischio violazione c’è, è indubbio. E l’aggravante sta nel fatto che l’utente non viene informato di questa caratteristica aggiuntiva! In questo modo, l’ignaro utente non può sottrarsi a questa decisione automatica del “robot” iPhone; infatti questo comando nascosto non può essere disattivato.

Chi ha già  acquistato l’iPhone sarà  praticamente costretto a non poter utilizzare una determinata applicazione, ritenuta (da chi??) dannosa e che purtroppo – anche se si trattasse di un servizio molto utile – per motivi quanto meno dubbi finirà  nella black list.

La soluzione? Per molti esperti è semplice: aggirare la blac klist! Cosa che è già  riuscita senza problemi, con procedure che circolano in Rete.