Interfacce touch e dispositivi mobili

di Marco Mattioli

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Breve rassegna sulle principali interfacce touch dei palmari orientati al settore business

Nello stesso giorno in cui è stato presentato il nuovo smartphone touchscreen NSeries, il Nokia N97, facciamo il punto su questa tipologia di device.

Le interfacce touch stanno rivestendo una crescente importanza per l’utenza privata, soprattutto con l’uscita dell’iPhone, che ha rappresentato una svolta nel mercato, sia per motivi mediatici che per l’innovazione introdotta nell’interfaccia utente a livello di gesture, potendo così interagire con i programmi mediante semplici movimenti delle dita.

Successivamente, sono usciti dispositivi operanti con i principali sistemi operativi alternativi, quali Windows Mobile, Symbian e BlackBerry che stanno cercando di reagire al successo conosciuto dal palmare di casa Apple. Resta da stabilire se interfacce e dispositivi di questo tipo possano risultare davvero utili in ambiti professionali, ragionando soprattutto in termini di praticità d’uso e produttività, aspetti primari a livello aziendale.

La prima considerazione da fare è che l’interfaccia rappresenta l’elemento di mediazione tra utilizzatori, sistema operativo e applicazioni. Occorre perciò evitare l’insorgere di equivoci, ragionando prima di tutto sulle funzionalità che ciascuna applicazione dovrà implementare per essere capace di soddisfare le specifiche individuate.

Solo a posteriori si potranno valutare pregi e difetti derivanti dal tipo d’interazione che gli utenti dovranno avere con gli applicativi, sia essa basata su tastiera, su schermi sensibili al tocco o su una soluzione ibrida. Cerchiamo quindi di esprimere alcune valutazioni sui device che oltre all’interfaccia touch offrono caratteristiche hardware e software in grado di essere prese in considerazione in applicazioni professionali.

Il nuovo Apple iPhone ha superato brillantemente uno dei limiti che lo avevano maggiormente penalizzato nella prima versione: la connettività. La disponibilità del modulo dati HSDPA rappresenta infatti una risposta adeguata quando occorra collegarsi al Web od a reti aziendali senza tentennamenti ed in piena efficienza operativa.
Se negli Stati Uniti la nutrita presenza di spot liberi privilegia l’interfaccia Wi-Fi, nel nostro Paese il discorso è tuttora assai diverso e per coprire ogni esigenza di mobilità occorre affidarsi a modalità di collegamento alternative.

HTC Touch Pro

La casa di Cupertino lo presenta come il miglior telefono mai esistito per il lavoro, grazie al rilascio del software 2.0 che implementa il supporto di Microsoft Exchange ActiveSync per la gestione di posta elettronica, contatti e calendari in modalità Push, con Global Address List e configurazione remota. Vi è inoltre la possibilità di accedere in sicurezza, con connessione SSL criptata a 128 bit, a risorse aziendali remote con VPN IPsec Cisco e di utilizzare servizi di rete con autenticazione WPA2/802.1x.

L’interfaccia multitouch si evidenzia per semplicità ed intuitività d’uso, rendendo davvero immediate le principali azioni concernenti programmi come mailer e calendario, favorita dall’ampio schermo da 3,5″ con risoluzione di 480×320 pixel e dalla sua rotazione automatica orizzontale o verticale. Con pochi tocchi si potranno monitorare le attività, consultare l’agenda od accettare l’invito di partecipazionead una riunione.

Sul piano visivo alle singole voci sono associabili colori diversi per consentirne una migliore individuazione. Anche la ricerca di contatti avviene senza particolari difficoltà usando la funzionalità di ricerca o facendo semplicemente scorrere l’elenco, così come l’inserimento di una nuova voce o la modifica di una esistente. Ottima l’integrazione con le applicazioni SMS, Mappe e Safari, gestendo i biglietti da visita in formato vCard, rintracciando con il GPS il luogo di un incontro o visualizzando pagine web che si prefiggono di rispettare il più possibile il layout originario.

A partire dall’elenco di contatti, aziendale o personale, si possono quindi rapidamente selezionare destinatari da chiamare, creando anche conferenze con più partecipanti. Previa registrazione è inoltre liberamente fruibile un SDK che include un simulatore del dispositivo, per agevolare lo sviluppo, il test e la distribuzione di applicazioni custom da integrare nei processi aziendali. I tempi di latenza minimi e la reattività ai comandi rappresentano punti di forza del melafonino; infine, la fase di input, basata sulla tastiera virtuale, avviene con buona precisione e velocità, anche se ruotando orizzontalmente lo schermo sarebbe stato preferibile un adeguamento all’orientamento della tastiera stessa.

Se in casa Apple non vi sono al momento alternative all’iPhone, in ambito Windows Mobile sono invece diverse le possibilità offerte agli utenti, ragionando sia su palmari che rispettano in toto l’interfaccia nativa, sia su altri device che sono caratterizzati da rivisitazioni più o meno elaborate della struttura originaria.

HTC è stata tra le prime a proporre un’interfaccia alternativa, con l’obiettivo mirato di rendere maggiormente fruibili le funzionalità del sistema operativo, rendendo più intuitiva e snella l’interazione con menù e comandi.

La prima variazione è stata chiamata TouchFLO ed è stata pensata per facilitare l’uso diretto delle dita, facendole scorrere direttamente sullo schermo secondo direzioni verticali od orizzontali. Ciò risulta particolarmente comodo quando si debbano scorrere un elenco di contatti o di attività per effettuare una selezione o per impostare rapidamente un’opzione, riguardante ad esempio il modulo telefonico, favorendo oltretutto l’uso del dispositivo con una sola mano, aspetto che per certi versi lo avvicina ai comuni smartphone.
Inoltre, durante la navigazione Internet sono supportati gesti naturali per spostarsi all’interno delle pagine e per eseguire operazioni di ingrandimento delle stesse per rendere meglio fruibili le informazioni, elemento da prendere in considerazione se si debba ricorrere con una certa frequenza al Web per motivi professionali.

Questa tecnologia è stata integrata in tutti i modelli della serie Touch, costituita da Touch, Cruise, Dual, Diamond e Pro. Touch Cube è un’ulteriore implementazione che consente di richiamare le applicazioni ed utilizzare altre funzioni rappresentate da icone disposte su un cubo virtuale, pienamente personalizzabile dall’utente, per rendere ancora più intuitiva l’esperienza d’uso.
Per aprirlo è infatti sufficiente far scorrere un dito verso l’alto partendo dalla parte inferiore dello schermo e poi farlo nuovamente scorrere sino alla faccia desiderata alla quale si voglia accedere. La stessa interfaccia TouchFLO ha subito un’evoluzione nei modelli Diamond e Pro, trasformatasi in 3D per rappresentare con ulteriore immediatezza le principali funzionalità messe a disposizione ed offrire tempi di risposta ed accuratezza migliori, senza tralasciare un gradevole aspetto estetico.

HTC Touch Pro

Il Touch Pro è da tenere particolarmente in considerazioni in ambiente business per via della tastiera QWERTY scorrevole integrata con tasti numerici in prima funzione, che se da un lato rende il palmare più pesante ed ingombrante, dall’altro offre una comodità in fase di scrittura decisamente superiore rispetto alle tastiere virtuali, rendendo ulteriormente versatile il sistema. Altre caratteristiche interessanti sono dettate dalla presenza di uno schermo da 2,8″ con risoluzione VGA (come nel modello Diamond) e dall’uscita TV. L’ultimo nato di casa HTC è il Touch HD, che grazie al display da 3,8″ con risoluzione 480×800 punti estende ulteriormente l’esperienza con l’interfaccia utente rendendola ancora più confortevole.

Xperia X1 di Sony Ericsson è il palmare che ne rappresenta l’ingresso in Windows Mobile, anch’esso caratterizzato da un ampio display WVGA da 3″ e da una tastiera QWERTY integrata.

Sony Ericsson Xperia X1

La casa madre ha profuso uno sforzo per personalizzare l’interfaccia mediante l’utilizzo di 9 pannelli disposti nel suo desktop che sono liberamente modificabili dall’utilizzatore.

Ciascuno di essi può richiamare programmi, consentire impostazioni ed è disponibile una sezione dalla quale è possibile scaricarne di aggiuntivi. Se necessario, un SDK dedicato permette inoltre di crearne dei nuovi, conformi alle proprie esigenze. Di rilievo anche la presenza del mouse ottico per muoversi tra icone e menù e di una comoda funzionalità di zoom, apprezzabile specialmente durante la navigazione Internet.

Samsung SGH-i900, detto anche comunemente Omnia, si caratterizza per un’originale interpretazione dell’interfaccia nativa, a partire dalla schermata Oggi con l’introduzione dei widget. Vi è così la possibilità di organizzare la finestra secondo le proprie preferenze, toccando e spostando le icone semplicemente con un dito.

Samsung SGH-i900

Il feedback tattile costituito da una piccola vibrazione aiuta a percepire meglio il contatto con lo schermo associato alla scelta di un widget o di un’icona che individua una delle applicazioni personalizzate dalla casa madre. Il menù di navigazione razionale ed intuitivo si offre poi per gestire in modo efficace le principali funzioni. Il display da 3,2″, dotato di accelerometro per la rotazione automatica, ha la risoluzione da 240×400 pixel e la tastiera virtuale risulta sufficientemente comoda da utilizzare, specie quando la si usa con l’orientamento orizzontale.

Rispetto ai moduli GPS, va precisato che in Windows Mobile si possono utilizzare software che vanno oltre le specifiche di Google Maps, trasformando i device in veri e propri navigatori satellitari, con opzioni di supporto vocale, pianificazione anticipata, ricalcolo automatico e senza la necessità di una connessione dati attiva.

Nokia non poteva restare a guardare, introducendo il 5800 XpressMusic caratterizzato dal display sensibile al tocco ampio 3,2″ con risoluzione 640×360 pixel e sensore di orientamento automatico, che sembra però maggiormente rivolto a soddisfare specifiche legate alla pura multimedialità. Dovrebbe comunque essere in grado di aprire un varco per futuri modelli touch che saranno presumibilmente espressamente indirizzati al segmento business.

BlackBerry Storm

RIM ha cercato anch’essa di rispondere alla crescente richiesta di device touch con il BlackBerry Storm, tenendo conto di una consolidata presenza nell’utenza affari, soprattutto oltreoceano.

Basti infatti ricordare il supporto nativo della tecnologia push mail con la compatibilità con server enterprise Microsoft Exchange, IBM Lotus Domino e Novell GroupWise. Lo schermo da 3,2″ con risoluzione 480×360 pixel ha lo scopo di rinnovare la già apprezzata esperienza degli utenti, semplificando l’interazione con sistema ed applicazioni, anche se la mancanza di una tastiera integrata potrebbe rappresentare una limitazione durante l’input.

La proposta nel mercato dei palmari è dunque in continua evoluzione, con l’obiettivo di migliorare l’intuitività d’utilizzo e di ridurre così il tempo necessario per eseguire le operazioni principali, che in applicazioni business può significare un incremento della produttività.