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La PEC in Italia: oggi e domani

di Barbara Weisz

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Diffusione della PEC in Italia, adeguamento alle procedura europea Eidas ed evoluzione verso i servizi qualificati UE.

I gestori dei servizi comunicano un incremento delle iscrizioni e dell’utilizzo delle caselle PEC (posta elettronica certificata), mentre i regolamenti europei impongono nuove trasformazioni del servizio, che al momento non ha le caratteristiche di recapito certificato qualificato.

Vediamo numeri di mercato e quadro normativo relativo alla PEC, alla luce delle considerazioni di Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba, a commento degli ultimi dati AgID.

Servizio certificato

Nel 2017 sono stati scambiati 4 milioni di messaggi via PEC al giorno. Le caselle attive sono quasi 9 milioni e si registra una diffusione crescente tra i privati cittadini, che sono il 39% degli utilizzatori di PEC.

L’istituzione della Posta Elettronica Certificata (PEC) è di dodici anni fa: obbligatoria per le aziende e la Pubblica Amministrazione, è ormai diventata di uso comune anche tra i privati cittadini. La PEC italiana ha così acquisito un valore determinante e oggi costituisce un servizio esclusivo nel panorama europeo.

In effetti, la PEC è una peculiarità italiana, mentre il regolamento europeo Eidas 910/2014 è il riferimento per l’identità digitale.

In base alle norme europee, la PEC italiana soddisfa i requisiti per il servizio elettronico di recapito certificato ma non qualificato. I motivi: non è prevista la verifica certa dell’identità del richiedente la casella di PEC e non è previsto che il gestore debba obbligatoriamente sottoporsi a verifiche di conformità da parte degli organismi designati.

Servizio qualificato

Il gestore della PEC, ovvero il prestatore di servizio, può ottenere il riconoscimento di servizio fiduciario qualificato europeo. Deve presentare richiesta all’organismo di vigilanza, allegando una valutazione rilasciata da un organismo di valutazione della conformità.

Il gestore di servizio fiduciario qualificato è costantemente sottoposto alle verifiche da parte di un organismo di vigilanza.

Alcune sue funzioni vengono già assorbite dai gestori PEC italiani, ad esempio nel fornire caselle utili alla presentazione di istanze e dichiarazioni alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici. L’adesione all’Eidas garantisce però anche altre potenzialità di mercato e l’interoperabilità transfrontaliera dei servizi.

Usi pratici

Attualmente, dunque, la PEC rappresenta «un’alternativa alla raccomandata A/R, poiché ne ha lo stesso valore legale», e «garantisce l’integrità del contenuto» del messaggio.

Si possono inviare documenti legali privati e di lavoro, scambiare corrispondenza dal valore legale con l’INPS, l’INAIL, con la scuola o l’università, comunicare con enti pubblici locali, partecipare a bandi e gare d’appalto.

Ancora, richiedere il cambio di residenza, contestare formalmente un comportamento illecito, comunicare uno stato di malattia, iscriversi a concorsi, disdire un contratto, diffidare e mettere in mora un debitore, interrompere i termini di prescrizione, chiedere un certificato al Comune o a qualsiasi PA, comunicare un avvenuto pagamento e poterlo provare, proteggere i diritti d’autore di un testo e molto altro ancora.