Forrester: le Pmi dicono sì alla virtualizzazione. Anche storage?

di Noemi Ricci

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Cresce la penetrazione della virtualizzazione tra le Pmi, merito dei suoi vantaggi economici e di semplificazione informatica, ma rimane ancora aperta la questione dello storage ad essa connesso

Sempre più apprezzati in ambito Pmi i vantaggi economici e la semplificazione informatica della virtualizzazione, la cui la penetrazione è oramai molto alta.

Ma secondo Forrester Research, le aziende non sono ancora riuscite a definire la giusta strategia storage negli ambienti server virtualizzati.

Per il 23% dei 124 decision-maker aziendali intervistati la prima sfida da affrontare in tema di virtualizzazione sono le prestazioni, seguono il backup (19%) e la gestione della capacità (14%).

Il 78% fa già uso della virtualizzazione per la gestione dei flussi di lavoro, il 20% la sta testando e il 2% è ancora in fase di qualificazione.

La maggioranza (98%) delle imprese sceglie VMWare come partner privilegiato, anche se lo scenario di mercato si sta gradualmente diversificando.

Le aziende risultano più indecise, invece, per quanto riguarda la scelta dello storage connesso alla virtualizzazione, colpa delle troppe opzioni di configurazione e di networking anche all’interno delle offerte di uno stesso vendor.

Tra i protocolli, le Pmi sembrano preferire lo storage di rete rispetto al direct attached storage: il 13% delle Pmi intervistate si basa su protocollo Fibre Channel, il 9% usa iSCSI, il 2% NFS e non risultano particolarmente propense a cambiare la propria scelta.

Una volta selezionato il proprio fornitore di storage, le aziende tendono a mantenerlo anche nel momento in cui decidono di passare ad un ambiente server virtualizzato.

Tra questi primeggia EMC, con il 53% delle imprese che già dispone di un sistema storage connesso SAN o NAS di EMC e il 48% che ha adottato uno storage di rete di EMC per il proprio ambiente server virtualizzato.

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