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Una community cloud-based alle spalle del nuovo ZoneAlarm free

di Matteo Ratini

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L'ultima versione gratuita del firewall ZoneAlarm implementa una funzione chiamata SmartDefende, che facendo uso della community cloud-based DefenseNet permette di riconoscere più file nocivi riducendo allo stesso tempo il numero di segnalazioni

ZoneAlarm free si rinnova, portando una bella ventata di aria fresca alle sue funzioni, che ora si arricchiscono di una community cloud-based: il firewall, o per meglio dire chi lo sviluppa, spera di riacquistare la popolarità di una volta, quando era caratterizzato da un’interfaccia intuitiva e, cosa più importante, da una semplicità d’utilizzo senza pari.

Come pensa di riuscirci? Grazie al servizio SmartDefense il programma è in grado di decidere se un file è nocivo o meno appoggiandosi alle segnalazioni di tutti gli utilizzatori: una volta definita la pericolosità del file, questa sarà resa nota a tutti i client, che quindi non dovranno chiedere conferme inutili.

Ovviamente, anche se al giorno d’oggi non è poi così scontato, i file di log dei singoli utenti sono inviati in maniera totalmente anonima, e come tali vengono analizzati dagli esperti di sicurezza della Check Point; in questo modo si riesce a ottenere una protezione molto più “reattiva”, e potenzialmente in grado di bloccare tutte le applicazioni che non siano esplicitamente riconosciute come sicure.

ZoneAlarm riuscirà a riguadagnare il terreno perduto con gli altri personal firewall gratuiti con l’inclusione di SmartDefense? Avete già provato la nuova versione di ZoneAlarm?

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