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ISEE, l’Assegno Unico raddoppia le DSU: i numeri dell’Osservatorio INPS

di Anna Fabi

20 Febbraio 2026 17:24

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Analisi INPS sulle DSU: richieste di rilascio ISEE raddoppiate in dieci anni. Il traino dell'Assegno Unico ed il boom dell'ISEE corrente.

L’Osservatorio INPS ha pubblicato i dati decennali relativi alle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), tracciando l’evoluzione dell’ISEE dal 2016 al 2025. I numeri descrivono un Paese che ha raddoppiato il ricorso agli indicatori di ricchezza per accedere al sistema delle prestazioni sociali, con un picco registrato in corrispondenza dell’introduzione dell’Assegno Unico e Universale.

Per determinare la propria fascia di appartenenza è sempre necessario procedere con un calcolo ISEE basato su redditi e patrimoni familiari, ma dal 2026 c’è anche una corsia preferenziale per le prestazioni d’inclusione, a partire dall’Assegno Unico per figli a carico.

Il boom delle DSU e il peso dell’Assegno Unico

Il decennio analizzato mostra una crescita costante delle dichiarazioni ISEE, passate dai circa 6 milioni del 2016 agli oltre 12 milioni nel 2025. La spinta decisiva è arrivata nel 2022 con il debutto dell’Assegno Unico, che ha reso l’ISEE uno strumento quasi universale per le famiglie con figli. L’integrazione tra banche dati ha permesso un calcolo dell’Assegno Unico più rapido, ma ha anche esposto i nuclei familiari al rischio di decurtazioni in caso di mancato rinnovo della certificazione.

Se in precedenza la DSU era legata principalmente a prestazioni di contrasto alla povertà o a riduzioni delle tasse universitarie, oggi rappresenta il prerequisito su larga scala per contenere il budget familiare, coinvolgendo anche fasce di reddito medie e medio-alte.

È un passaggio critico: il mancato aggiornamento entro febbraio comporta, per l’ Assegno Unico di marzo, il taglio all’importo minimo previsto per chi non presenta la dichiarazione. Non ha caso, il picco (71%) delle richieste si concentra nel primo bimestre dell’anno.

Le evidenze statistiche sull’incremento delle dichiarazioni mostrano:

  • una saturazione delle richieste nei mesi di gennaio e febbraio per il rinnovo dei bonus;
  • una prevalenza dell’ISEE ordinario per l’accesso alla generalità delle prestazioni;
  • una concentrazione geografica ancora marcata nelle regioni del Mezzogiorno;
  • un incremento del ricorso alla procedura per ottenere l’ISEE online da soli sfruttando la DSU precompilata.

L’ISEE Corrente fotografa la volatilità economica

Un dato di particolare interesse è la crescita esponenziale dell’ISEE Corrente. Questo strumento, che permette di aggiornare i dati di reddito e patrimonio in caso di variazioni significative (come la perdita del lavoro o una contrazione del fatturato superiore al 25%), è diventato la valvola di sfogo per i nuclei familiari colpiti da crisi cicliche. Per molti contribuenti, consultare una guida alla compilazione ISEE aggiornata è diventato il primo passo per gestire correttamente il ricalcolo delle spettanze.

L’Osservatorio INPS rileva che il ricorso a questa procedura è aumentato in modo proporzionale alla precarietà sul mercato del lavoro, segnalando una reattività delle famiglie nel richiedere il ricalcolo delle prestazioni a fronte di un peggioramento delle condizioni economiche correnti rispetto ai dati dei due anni precedenti.

Prestazioni con requisito ISEE tra Sud e Nord

La mappatura delle DSU presentate conferma una frattura territoriale ancora evidente, sebbene in via di parziale ricomposizione. Le regioni del Sud e Isole mantengono l’incidenza più alta di certificazioni ISEE in rapporto alla popolazione, spesso correlate alla richiesta di misure di inclusione sociale. Tuttavia, l’espansione dell’Assegno Unico ha generato una crescita a doppia cifra anche nelle regioni del Nord, dove l’indicatore viene utilizzato massicciamente per la modulazione delle rette degli asili nido e dei servizi mensa.

La composizione dei nuclei familiari nel 2025 presenta tratti specifici: la metà delle famiglie è composto da tre o quattro componenti; il 48% dei nuclei dichiaranti ha almeno un minore al suo interno ed il 25% almeno un componente con disabilità. I dati sulla distribuzione delle dichiarazioni evidenziano anche:

  • una maggiore incidenza di nuclei monogenitoriali nelle aree metropolitane;
  • una crescita delle dichiarazioni con presenza di disabili per l’accesso ai fondi non autosufficienza;
  • un valore medio dell’indicatore ISEE che resta strutturalmente più basso nelle regioni del Sud;
  • un utilizzo crescente dei CAF per la validazione dei patrimoni mobiliari complessi.

Sui dati ISEE si costruisce il welfare pubblico

I dati sui volumi evidenziano una distinzione tra dichiarazioni inviate e beneficiari effettivi: a fronte di 11 milioni di DSU inviate nel 2025, i nuclei familiari distinti sono 10,4 milioni, con una media dei componenti per nucleo che si attesta a circa tre persone ed un ISEE medio superiore a 20.000 euro.

La dipendenza del reddito familiare dalle prestazioni a sostegno del reddito evidenzia la fragilità di ampie fasce di popolazione. Non a caso, il patrimonio informativo delle DSU sta diventando il pilastro per la programmazione delle politiche sociali nazionali.

Il ruolo chiave del Digitale

La DSU precompilata, introdotta nel 2020, è stata utilizzata nel 2025 dal 16% dei dichiaranti. La Dichiarazione Sostitutiva Unica può essere presentata direttamente dal contribuente utilizzando il Portale unico ISEE, raggiungibile anche dal nuovo Portale della Famiglia e della Genitorialità. E per verificare lo stato di una domanda ISEE si può consultare sempre il sito INPS.

La digitalizzazione dei servizi ha accelerato infine anche i tempi di risposta: oggi, l’attestato ISEE arriva sulla app IO, rendendo la certificazione immediatamente disponibile per il cittadino.