Cittadinanza digitale: strumenti e servizi

di Noemi Ricci

scritto il

Si rinnova il CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e si rafforza il concetto di cittadinanza digitale: tutti gli strumenti al servizio dei diritti e doveri di contribuenti e Pubbliche Amministrazioni.

Nell’era della digitalizzazione e dello sviluppo tecnologico di fa sempre più strada il concetto di “cittadinanza digitale” che descrive e sintetizza l’insieme di diritti/doveri volti a semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione grazie al supporto delle tecnologie digitali, a partire da identità, domicilio e firme digitali.

La Riforma del CAD

In quest’ottica il D.lgs. n. 217/2017 ha emanato disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 179/2016 concernente modifiche ed integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 124/2015, in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche. Il nuovo CAD spiana la strada per la Carta della cittadinanza digitale prevedendo il diritto di cittadini e imprese, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale al fine di garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona e riducendo la necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici.

Il CAD, più volte rivisitato e oggi giunto alla sesta versione, stabilisce da una parte il diritto di cittadini e imprese a relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali, dall’altro il dovere delle Amministrazioni Pubbliche di dotarsi degli strumenti adeguati per consentire ai cittadini di esercitare questo loro diritto.

Nell’ultimo correttivi del CAD vengono individuati nuovi strumenti e servizi volti a rafforzare e semplificate quelli esistenti, fornendo al cittadino la sorta di punto di accesso unico ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Domicilio digitale

In quest’ottica la nuova cittadinanza digitale parte da quello che può essere definito il domicilio digitale del cittadino, ovvero quello presso il quale Il cittadino potrà ricevere le comunicazioni della PA per via telematica. Nel nyovo CAD i domicilio digitale viene definito come:

Un indirizzo elettronico presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Questo potrà essere attivato entro l’estate mediante identità digitale SPID e posta elettronica certificata (PEC), o altro indirizzo equivalente come il servizio elettronico recapito certificato.

Le comunicazioni elettroniche inviate al domicilio digitale avranno gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta salvo che la legge disponga diversamente.

Difensore Civico Digitale Unico

Tra le novità di maggiore rilievo dell’ultima versione del CAD, l’istituzione della figura del Difensore Civico Digitale Unico al quale imprese e cittadini potranno rivolgersi per far in modo che esso intervenga presso le Amministrazioni o concessionari di pubblici servizi inadempienti, per invitarli a rimuovere gli ostacoli che impediscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza digitale (ad esempio la possibilità di effettuare pagamenti digitali ed elettronici di qualsiasi importo e l’utilizzo per i micropagamenti del credito telefonico).

Firma digitale

Regina di questa rivoluzione digitale non può che essere la firma digitale che consente di scambiare in rete (ad esempio mediante PEC) documenti con piena validità legale, garantendone l’autenticità, l’integrità e la non ripudiabilità. Nell’ottica di garantire ai contribuenti e alle imprese una cittadinanza digitale, la firma digitale, la firma qualificata e la firma elettronica avanzata integrano la forma scritta e hanno l’efficacia della scrittura privata prevista dall’articolo 2702 del Codice civile.

SPID

Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese (SPID) fornisce al cittadino le credenziali (username e password) necessarie per accedere ai servizi online delle PA mediante un’unica identità digitale utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

CIE

La nuova Carta di Identità Elettronica (CIE) sostituisce il vecchio documento cartaceo con uno innovativo, dotato di sofisticati elementi di sicurezza e di un microchip a radiofrequenza (RF) che memorizza i dati del titolare, attestandone l’identità in tutti i paesi appartenenti all’Unione europea. La CIE può essere utilizzata anche per richiedere una identità SPID. Si può richiedere alla scadenza della propria carta d’identità o in caso di smarrimento o furto di quella cartacea e viene spedita a casa entro sei giorni dalla richiesta al Comune di residenza (il completamento della copertura di tutti i Comuni è previsto entro la metà del 2018).

ANPR

L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) istituita dall’articolo 2 del decreto-legge n.179/2012, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n.221 (che ha sostituito l’art 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82), con l’obiettivo di far confluire tutte le anagrafi comunali in un’unica infrastruttura telematica che diventerà il sistema anagrafico di riferimento per l’intero Paese, sostituendo l’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA), l’Anagrafe della Popolazione Italiana Residente all’Estero (AIRE) e le anagrafi della popolazione residente e dei cittadini italiani residenti all’estero tenute dai Comuni.

In questo modo verranno semplificate tutte le operazioni di cambio di residenza, emigrazioni, immigrazioni e censimenti. Un progetto ambizioso al quale tuttavia, ad oggi, hanno aderito soltanto 50 i Comuni italiani.