SPID a rilento: PA non in regola

di Teresa Barone

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Frena il successo del Sistema Pubblico di Identità Digitale: adesioni a rilento e PA poco attente agli obblighi stabiliti.

Il 31 marzo 2018 ha segnato una scadenza importante per il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di ottenere credenziali SPID per l’accesso ai servizi online che da aprile ogni Pubblica Amministrazione dovrebbe obbligatoriamente consentire. Una scadenza inserita anche nel Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2017-2019 e rispettata da un crescente numero di Amministrazioni, sebbene le cifre siano ancora lontane dalle stime iniziali e dagli obiettivi prefissati.

Osservando i report pubblicati sul portale ufficiale relativo all’Avanzamento digitale, infatti, si apprende che alla fine di marzo ammontavano a 2.293.703 le Identità SPID erogate complessivamente, mentre il numero di Pubbliche Amministrazioni che consentono l’accesso ai servizi online anche attraverso SPID era pari a 4mila alla metà di dicembre 2017 (per il 2020 il target di riferimento segnalato è pari a 10mila).

A fronte di un iniziale interesse verso l’acquisizione delle credenziali SPID, dovuto principalmente alla Carta Docenti e al Bonus 18 anni che richiedono obbligatoriamente questi parametri di accesso, il 2017 è stato caratterizzato da un rallentamento generale nelle richieste e nei progressi digitali delle PA.